Tassi sui mutui, le regioni più care secondo la classifica della Banca d'Italia
EconomiaIntroduzione
Comprare casa è un investimento importante ma complesso. Sono tantissimi gli elementi da considerare, in particolare se si deve chiedere un mutuo. I tassi variano da banca a banca e anche in base alla regione di residenza. Le differenze territoriali dipendono da diversi fattori, tra cui il rischio, la concorrenza e il tipo di mercato immobiliare. Partendo dai dati di Bankitalia di giugno 2026 si può stilare una classifica delle aree più care e di quelle più accessibili del Paese. Ecco cosa emerge.
Quello che devi sapere
Le regioni più care per i mutui
Secondo i dati di Bankitalia relativi al secondo trimestre dell’anno è la Sicilia la regione con il tasso sui mutui più alto (3,06%). A seguire ci sono il Veneto e l'Abruzzo con il 29,6%, poi il Molise e la Puglia con il 2,92%. L’Umbria ha un tasso del 2,91%, mentre Piemonte, Valle D’Aosta e Trentino-Alto Adige del 2,90%.
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Chi c’è a metà classifica
Nella mappa realizzata dalla Banca d’Italia, a metà classifica si trovano Toscana e Campania con 2,88%, seguite da Lombardia, Calabria e Friuli-Venezia Giulia con 2,87%. Il Lazio ha tassi sui mutui del 2,86% e l’Emilia Romagna del 2,84%.
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Le regioni più convenienti per i tassi sui mutui
Le regioni meno care per i tassi sui mutui sono la Liguria con il 2,82%, le Marche con il 2,80% e la Basilicata con il 2,77%. Ma la più conveniente di tutte in Italia è la Sardegna, con il 2,70%.
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Le variazioni dei tassi da regione a regione
La variazione territoriale dei tassi dipende da diversi fattori, tra i quali il rischio valutato dagli istituti di credito, la concorrenza tra banche che operano sullo stesso territorio, le peculiarità del mercato immobiliare locale e il livello della domanda di finanziamenti. Le regioni del Sud presentano, in media, condizioni economiche meno favorevoli rispetto al Nord, con una maggiore incidenza di crisi aziendali e difficoltà finanziarie delle famiglie. Questa situazione può aumentare il rischio di insolvenza, inducendo gli istituti di credito ad applicare tassi di interesse più elevati per compensare la maggiore esposizione al rischio. Sul calo della convenienza complessiva del mutuo incidono anche i costi di istruttoria, le commissioni e le polizze assicurative collegate.
Differenze di genere nei prestiti
Dalle statistiche della Banca d'Italia si nota poi che nel Mezzogiorno la quota di prestiti concessa alle donne è pari al 18,4%, inferiore alla media nazionale del 20,1%. I prestiti intestati agli uomini sono invece del 34,9% e risultano perfettamente in linea con il valore nazionale medio. Il restante 46% riguarda finanziamenti cointestati a più soggetti (uomini e donne).
Il taeg in lieve calo
Nel mese di giugno il tasso annuale effettivo globale (taeg) sui nuovi prestiti alle famiglie per l'acquisto di abitazioni si è collocato al 3,95%, partendo dal 3,96% del mese precedente. La quota di questi prestiti con periodo di determinazione iniziale del tasso fino a 1 anno è stata del 19,9% (18,7% nel mese precedente). Il taeg sulle nuove erogazioni di credito al consumo si è collocato al 10,33%, in lieve riduzione rispetto al 10,37% del mese precedente. I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari al 3,70% dal 3,67 nel mese precedente, quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari al 4,38%, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati al 3,36%. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,67%, in discesa dallo 0,65% del mese precedente.
La garanzia pubblica del Fondo Prima Casa
Riguardo ai mutui, intanto, da agosto 2026 è entrata in vigore una norma che allarga la platea di chi può contare sulla garanzia pubblica del Fondo Prima Casa, lo strumento gestito da Consap che da anni facilita l'accesso al credito per l'acquisto dell'abitazione principale. Adesso possono presentare domanda anche le persone con disabilità permanente, purché la condizione sia accertata ai sensi del comma 3 dell’art.3 della legge 104, la norma che individua le situazioni di maggiore gravità. Può chiedere la garanzia anche chi fa parte di un nucleo familiare in cui convive, da almeno due anni, un figlio, una figlia, un fratello o una sorella con la medesima condizione riconosciuta dalla legge 104. Per queste due nuove categorie, il Fondo interviene coprendo il 50% della quota capitale del finanziamento. La percentuale sale fino all'80% quando il richiedente dispone di un ISEE non superiore a 40.000 euro annui, una soglia pensata proprio per intercettare le famiglie con minore disponibilità economica. Anche per questa nuova platea, rimane il tetto generale previsto dal Fondo, per cui l'importo del mutuo assistito dalla garanzia non può superare i 250.000 euro.
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