Introduzione
La Cina inaugura il 12 agosto una nuova rotta commerciale regolare chiamata “Ice Silk Road”, la Via della seta ghiacciata. Il tragitto ha l’obiettivo di aggirare i blocchi dello stretto di Hormuz passando a Nord e quindi evitando i colli di bottiglia, come lo Stretto di Malacca o il Canale di Suez. Il Financial Times ha anticipato che la compagnia cinese Sea Legend è il primo servizio di trasporto regolare di container che collega Ningbo con Felixstowe, passando nelle acque del Mar Artico attraverso il passaggio a Nord-Est e la rotta marittima settentrionale che costeggia la Siberia.
Quello che devi sapere
Perché è possibile il passaggio nell’Artico
Sempre il Financial Times segnala che la nuova rotta che passa per l’Artico si sta affermando come valida alternativa alle tradizionali rotte marittime mondiali, poiché lo scioglimento dei ghiacci polari accorcia il viaggio tra Europa e Asia e le navi cercano di evitare i punti critici del traffico marittimo. Le compagnie di navigazione sono sempre più interessate alla Rotta Marittima del Nord come via per evitare punti di strozzatura come lo Stretto di Bab el-Mandab, che conduce al Mar Rosso.
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Quanto dura il viaggio
La compagnia, che si concentra sui mercati turco e nordafricano, ha battezzato il servizio 'Via della Seta di Ghiaccio'. Il viaggio ridurrà di circa la metà il tempo di navigazione abituale di 40 giorni tra i due porti, a seconda delle condizioni nel Circolo Polare Artico. La decisione fa seguito al record di 23 transiti attraverso la Rotta Marittima del Nord registrati la scorsa estate, rispetto ai 15 viaggi del 2024. In estate, il ghiaccio marino si scioglie abbastanza a sud da consentire alle navi di passare senza bisogno di rompighiaccio. Nel 2025 il tonnellaggio in transito lungo la Rotta del Mare del Nord ha raggiunto i 38 milioni, più del doppio rispetto ai 18 milioni registrati nel 2018.
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Quanto è estesa la rotta marittima del Nord
La nuova rotta cinese unisce Ningbo-Zhoushan, sulla costa nord-orientale della Cina e uno dei porti commerciali più grandi e importanti del mondo per volume di merci movimentate, e Felixstowe, il più grande porto per container del Regno Unito, a 115 chilometri a Nord-est di Londra. La rotta marittima del Nord (Northern sea route) costeggia la costa artica dal Mare di Kara allo Stretto di Bering. Si estende per circa 7.500 miglia nautiche tra la Cina orientale e l’Europa settentrionale ed è più corta rispetto alle 10.500 miglia nautiche della rotta che passa per il Canale di Suez. La Ice Silk Road con lo scioglimento dei ghiacci richiederà 18-20 giorni, diventando più conveniente rispetto al Canale di Suez che passa obbligatoriamente dallo Stretto di Bab el-Mandeb, oggetto degli attacchi degli Houthi dello Yemen.
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Il ruolo della Russia
Come riporta Il Sole 24 Ore, la Northern Sea Route è controllata dalla Russia attraverso l’agenzia amministrata da Rosatom, il colosso statale dell’energia nucleare, che rilascia i permessi di navigazione nelle 28 sezioni in cui è suddivisa la rotta. Sul piano geopolitico, la crescente presenza cinese nell’Artico si intreccia inoltre con le ambizioni di Mosca, che vede nello sviluppo delle rotte settentrionali una leva economica e strategica. Il Corriere della Sera segnala che la Russia applica un controllo amministrativo, logistico e normativo sulla rotta, di cui gestisce non solo i permessi di transito, ma anche i servizi di pilotaggio e rompighiaccio attraverso il colosso statale Rosatom. Per questi servizi Mosca impone un pagamento, proprio come sta tendando di imporre Teheran su Hormuz, in violazione del diritto di navigazione.
Il problema dell’impatto ambientale
In realtà, molte compagnie europee continuano a tenersi alla larga dalla rotta per timore degli effetti sull’ecosistema artico, tra i più fragili del pianeta. La navigazione sta diventando possibile proprio a causa dei cambiamenti climatici. Secondo uno studio dell’Università di Southampton, l’estensione dei ghiacci marini artici nel periodo di massimo accumulo invernale è diminuita del 5,8% tra il 2024 e il 2025, il calo più marcato mai registrato.
Le comunicazioni lungo la rotta artica
La rotta che passa per l’Artico crea problemi anche alle comunicazioni satellitari e ai sistemi GPS che possono risultare meno affidabili alle alte latitudini, le operazioni di soccorso sono limitate e un eventuale incidente avrebbe conseguenze particolarmente difficili da gestire. Negli ultimi dieci anni sono stati registrati oltre 500 incidenti marittimi nell’Artico; quasi la metà è stata causata da guasti o malfunzionamenti tecnici.
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