Bonus Inps under 35, il 10 luglio scade il termine per il riesame delle domande respinte

Economia
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Introduzione

Per chi ha ricevuto un esito negativo sulla domanda del bonus destinato ai giovani under 35 che hanno avviato un'attività nei settori strategici previsti dal decreto Coesione, resta poco tempo per tentare di ottenere una nuova valutazione. Manca sempre meno alla scadenza del 10 luglio 2026, termine entro il quale, nella maggior parte dei casi, è possibile trasmettere la richiesta di riesame della pratica. L'Inps ha infatti attivato una procedura online che permette di integrare la documentazione e presentare eventuali osservazioni prima della decisione definitiva.

Quello che devi sapere

Come presentare la richiesta di riesame

La domanda di riesame può essere inoltrata attraverso il medesimo servizio telematico utilizzato per richiedere il contributo, accedendo alla sezione dedicata a “Incentivo Decreto Coesione” e selezionando la funzione “Richiedi riesame”. Il sistema consente di consultare le motivazioni del rigetto, allegare nuovi documenti e inserire chiarimenti utili a supportare la propria posizione. Al termine della procedura viene rilasciata una ricevuta con il numero di protocollo. Il termine ordinario è di 30 giorni dalla pubblicazione del messaggio Inps, oppure dalla successiva comunicazione del provvedimento di diniego se notificato in un momento successivo.

 

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Domande accolte e pratiche ancora in verifica

Con il messaggio n. 1955 del 10 giugno 2026 l'Inps ha comunicato di aver concluso l'istruttoria della maggior parte delle domande presentate. Per le richieste approvate è già iniziata la fase di pagamento del contributo, mentre per quelle respinte è stato aperto il canale dedicato al riesame. Rimane inoltre una quota limitata di pratiche ancora in fase di accertamento: si tratta soprattutto dei casi che richiedono ulteriori verifiche sulla posizione contributiva, come gli iscritti a casse previdenziali diverse dall'Inps oppure coloro che hanno effettuato versamenti alla Gestione separata senza la relativa iscrizione. Le domande saranno definite una volta completati i controlli.

 

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A chi è destinato il contributo

L'agevolazione è stata introdotta dal decreto Coesione per favorire la nascita di nuove iniziative imprenditoriali promosse dai giovani. Possono beneficiarne i disoccupati con meno di 35 anni che hanno avviato un'attività economica in Italia tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025 nei comparti individuati come strategici. Nel corso del 2026 la platea è stata ampliata includendo anche i liberi professionisti, per i quali l'inizio dell'attività coincide con l'apertura della partita Iva, e le attività di ricerca e sviluppo sperimentale applicate all'archeologia. Il beneficio è riconoscibile anche quando il codice Ateco ammesso risulta come attività secondaria, purché siano soddisfatti tutti gli altri requisiti previsti.

Quanto spetta e fino a quando

Il sostegno economico consiste in un contributo di 500 euro al mese, riconoscibile per un massimo di tre anni. L'erogazione non può comunque andare oltre il 31 dicembre 2028. L'Inps liquida gli importi con pagamento anticipato annuale, calcolando i mesi di effettiva attività e nel limite delle risorse finanziarie disponibili.

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Come controllare l'esito della domanda

Per verificare lo stato della propria pratica è sufficiente accedere al portale Inps utilizzando Spid di livello 2 o superiore, Carta d'identità elettronica, Carta nazionale dei servizi oppure credenziali eIDAS. Nell'area "Le mie ultime domande" è possibile consultare l'istanza presentata, mentre nella sezione "Ricevute e provvedimenti" sono disponibili l'esito dell'istruttoria e le eventuali motivazioni del rigetto.

Il requisito della disoccupazione

Uno dei controlli più rilevanti riguarda il possesso dello stato di disoccupazione. La normativa considera disoccupato chi ha presentato la Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro e non svolge un'attività lavorativa oppure percepisce redditi entro le soglie previste dalla legge. Le Faq pubblicate dal Ministero del Lavoro il 20 maggio 2026 hanno precisato che, se il rigetto dipende dall'assenza di questo requisito, il riesame potrà avere esito favorevole soltanto qualora il Centro per l'impiego aggiorni correttamente i dati presenti nel Sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, dimostrando che il requisito risultava già posseduto al momento dell'avvio dell'attività.

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Come spendere il bonus

Resta il nodo delle somme incassate: secondo quanto dichiarato recentemente dal Ministero del Lavoro, tali soldi non possono essere usati liberamente per esigenze personali, ma devono finanziare esclusivamente spese connesse all'attività. Nell'elenco pubblicato sono presenti:

  • beni materiali necessari allo svolgimento dell'attività, come impianti, macchinari, attrezzature e arredi;
  • beni immateriali, ad esempio brevetti, marchi e altri diritti di proprietà intellettuale;
  • costi di gestione indispensabili, compresi i canoni di locazione dei locali utilizzati per l'esercizio dell'attività.

Le spese che non vi rientrano e come effettuare i pagamenti

L'incentivo non rappresenta un'integrazione del reddito e qualsiasi utilizzo per finalità private, come vacanze, ristoranti o acquisti personali, è contrario agli obiettivi della misura e potrebbe comportare controlli, contestazioni e la restituzione delle somme percepite. Per questo è fondamentale conservare fatture e ricevute che dimostrino il collegamento tra le spese sostenute e l'attività esercitata. Inoltre, tutti i pagamenti devono essere effettuati con strumenti tracciabili, come bonifici, carte o altri mezzi elettronici, evitando il contante per garantire la piena ricostruibilità delle operazioni.

 

Per approfondire: Decreto Coesione under 35, quali sono le spese ammissibili con il bonus da 500 euro?

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