Decreto Coesione under 35, quali sono le spese ammissibili con il bonus da 500 euro?
EconomiaIntroduzione
Con l'arrivo delle prime erogazioni del bonus previsto dal decreto Coesione, molti beneficiari iniziano a chiedersi quali siano gli utilizzi effettivamente consentiti delle somme ricevute. Il contributo, pari a 500 euro mensili per un periodo massimo di 36 mesi, è destinato esclusivamente a chi ha avviato un'attività imprenditoriale o professionale nei comparti individuati come strategici. Prima di incorrere in errori è bene chiarire fin da subito un aspetto fondamentale: il denaro non può essere impiegato liberamente per esigenze personali, come vacanze, acquisti privati o altre spese estranee all'impresa.
Quello che devi sapere
Le spese consentite
La finalità del contributo è sostenere concretamente la fase di avvio dell'attività economica. Per questo motivo ogni esborso deve risultare strettamente collegato all'esercizio dell'impresa o della libera professione. Il ministero del Lavoro ha pubblicato un elenco esemplificativo delle principali voci ammissibili, tra cui rientrano:
- beni materiali necessari allo svolgimento dell'attività, come impianti, macchinari, attrezzature e arredi;
- beni immateriali, ad esempio brevetti, marchi e altri diritti di proprietà intellettuale;
- costi di gestione indispensabili, compresi i canoni di locazione dei locali utilizzati per l'esercizio dell'attività.
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Attenzione agli utilizzi non ammessi
L'incentivo non rappresenta un'integrazione del reddito né una disponibilità economica da destinare ai consumi quotidiani. Qualsiasi impiego per finalità personali, come viaggi, ristoranti o acquisti privati, contrasta con lo scopo della misura, che è esclusivamente quello di favorire la nascita e il consolidamento di nuove iniziative imprenditoriali. Un utilizzo non conforme potrebbe comportare verifiche da parte degli enti competenti, con il rischio di contestazioni e dell'obbligo di restituire gli importi percepiti. Per questo motivo è opportuno conservare fatture, ricevute e tutta la documentazione utile a dimostrare il collegamento tra la spesa sostenuta e l'attività esercitata.
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Pagamenti solo con strumenti tracciabili
Anche le modalità di pagamento rivestono un ruolo essenziale. Le spese devono essere effettuate esclusivamente attraverso sistemi che consentano di ricostruire con certezza l'operazione. Sono quindi ammessi strumenti come:
- bonifici bancari o postali;
- carte di pagamento;
- altri mezzi elettronici che garantiscano la completa tracciabilità.
L'utilizzo del denaro contante, invece, non è compatibile con le indicazioni fornite per la gestione del beneficio.
Un aiuto da gestire con attenzione
In attesa di eventuali e ulteriori precisazioni operative da parte dell'Inps, la soluzione più prudente consiste nell'impiegare il contributo soltanto per acquisti realmente funzionali all'attività e nell'archiviare con cura tutta la documentazione relativa alle spese sostenute. Una gestione corretta consente di trasformare l'incentivo in un concreto sostegno alla crescita dell'impresa, evitando contestazioni durante gli eventuali controlli.
Cos'è il bonus giovani under 35
L’incentivo nasce dall’articolo 21, comma 3, del decreto-legge n. 60 del 2024, convertito dalla legge n. 95 del 2024, nell’ambito delle misure pensate per rafforzare la competitività del sistema produttivo e favorire la crescita economica. L’obiettivo specifico è sostenere l’occupazione giovanile attraverso l’autoimprenditorialità, premiando l’avvio di attività considerate strategiche per lo sviluppo di nuove tecnologie e per la transizione digitale ed ecologica. I criteri per individuare i settori ammessi, insieme alle modalità di accesso e alle procedure per richiedere il beneficio, sono stati definiti dal decreto interministeriale del 3 aprile 2025. Successivamente, l’Inps ha fornito le istruzioni operative con la circolare n. 148 del 28 novembre 2025.
Chi può richiederlo
La misura è rivolta alle persone disoccupate che non abbiano ancora compiuto 35 anni e che abbiano avviato sul territorio nazionale un’attività imprenditoriale nel periodo compreso tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025. Nel corso del tempo la platea dei beneficiari è stata ampliata. Con il messaggio n. 270 del 27 gennaio 2026 sono stati inclusi anche i liberi professionisti, per i quali la data di avvio dell’attività coincide con l’apertura della partita Iva. Successivamente l’agevolazione è stata estesa anche a chi opera nell’ambito della ricerca e dello sviluppo sperimentale applicati all’archeologia. L’incentivo può essere riconosciuto anche quando il codice Ateco ammesso compare come attività secondaria, purché risultino rispettati tutti gli altri requisiti previsti dalla normativa.
Importo e durata dell’agevolazione
Il contributo ammonta a 500 euro al mese e può essere riconosciuto per un periodo massimo di tre anni. In ogni caso il beneficio non può essere erogato oltre il 31 dicembre 2028. Le somme vengono corrisposte dall’Inps con pagamento anticipato annuale, sulla base dei mesi di effettivo svolgimento dell’attività e nel rispetto delle risorse finanziarie stanziate per la misura.
Requisiti
Per ottenere il contributo è necessario soddisfare due condizioni essenziali:
- avere meno di 35 anni;
- trovarsi in stato di disoccupazione.
L'agevolazione rientra tra gli aiuti di Stato compatibili previsti dal regolamento UE n. 651/2014. Le ulteriori condizioni operative sono riportate nella circolare INPS n. 148 del 28 novembre 2025.
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