Cosa succede se chiude easyJet? Dallo smembramento all'aumento dei prezzi: le ipotesi
EconomiaIntroduzione
Dai cieli europei potrebbero presto sparire gli aerei con la livrea arancione. Per ora è solo un'ipotesi, ma la scalata del fondo americano Castlelake all'acquisizione della compagnia aerea easyJet si avvicina al punto decisivo e tra i governi di Ue, Svizzera e Uk crescono i timori per possibili ricadute negative sul mercato. Ecco cosa sappiamo.
Quello che devi sapere
Risiko sui cieli
Il board del vettore ha respinto la quarta offerta da 4,93 miliardi di sterline, pari a 6,50 sterline ad azione, ma ha allungato al 5 luglio la scadenza entro la quale Castlelake dovrà scoprire le carte con la presentazione di una nuova offerta o l'annuncio di ritiro. Il fondo Usa ha dichiarato l'intenzione di mantenere l'integrità della compagnia aerea qualora riuscisse nell'operazione di acquisto.
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I timori da Londra a Bruxelles
Le rassicurazioni non sono tuttavia bastate a placare i timori di un'acquisizione "selvaggia" finalizzata allo smembramento con la vendita degli asset strategici in modo da massimizzare i guadagni. Dal Regno Unito, dove easyJet ha sede, alla Svizzera fino all'Unione Europea: tra i palazzi della politica aumentano le voci di chi paventa il rischio di danni ai passeggeri se Castlelake decidesse di vendere gli aerei.
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Il peso di easyJet sul mercato europeo
Stando a quanto dichiarato al Corriere della Sera da un funzionario dell'Antitrust Ue, sulle rotte intra-continentali "un posto in aereo su 11" è oggi offerto da easyJet. Ipotizzando l'addio alla low cost, i passeggeri si troverebbero con un'evidente restrizione nelle "possibilità di movimento e di scelta".
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L'interesse pubblico
Le ricadute negative si estenderebbero poi alle tariffe con un aumento dei prezzi sui collegamenti un tempo serviti dal vettore britannico. "Vogliamo la garanzia scritta che non ci sarà alcuno smembramento", hanno fatto sapere al quotidiano milanese fonti del governo britannico. Londra sottolinea l'importanza di tutelare l'interesse pubblico, "di cui tenere conto soprattutto quando si tratta di una compagnia così rilevante".
EasyJet 2° per numero di posti
A suffragare i timori di un possibile "buco" nei cieli europei è un'analisi del Corrriere basata su dati della piattaforma Cirium. Lo studio, che prende in esame lo spazio economico europeo, il Regno Unito e la Svizzera, calcola che nel 2026 la low cost britannica si conferma la seconda compagnia europea per numero di posti offerti, dietro solo a Ryanair. Easyjet occupa una quota di mercato che sfiora il 9%, 13 punti in meno rispetto all'azienda irlandese. Regno Unito e Svizzera risultano i mercati più appetibili con quote rispettivamente intorno al 20 e al 25%.
Il fattore Holidays
Secondo gli esperti è impossibile rimpiazzare "da un giorno all'altro" una fetta così consistente di rotte a breve e medio raggio. Eppure, secondo Dudley Shanley, head of Aviation and travel research di Goodbody, l'interesse di Castlelake verso easyJet è dovuto, più che dalla compagnia nel suo insieme, dai suoi asset come la flotta, gli investimenti e gli slot aeroportuali. Tra i fattori rientra Holidays, l'unità vacanziera ritenuta la vera "fucina" del gruppo. Da ottobre 2024 a settembre 2025 la controllata ha trasportato il 3,3% dei passeggeri easyJet generando un utile lordo pari al 38% sul totale della compagnia.
Il valore degli aerei
Secondo quanto riporta al Corriere Shanley di Goodbody, ad ingolosire gli appetiti di Castlelake è inoltre la flotta di aerei: tra valore contabile netto e pezzi di ricambio, nel primo semestre 2026 i velivoli equivalgono a 4,9 miliardi di sterline. Vanno poi considerati i jet ordinati entro il 2034, considerati strategici in una fase di sofferenza produttiva e che potrebbero essere venduti ad un prezzo maggiorato.
Milano Linate tra gli slot strategici
Un'ulteriore fonte di valore per easyJet è rappresentata dalla quota di slot di atterraggio detenuti in aeroporti particolarmente congestionati, dal "quartier generale" di Londra Gatwtick a Parigi Charles de Gaulle, Parigi Orly fino a Milano Linate, Lisbona, Ginevra e Amsterdam Schiphol. Secondo un'analisi di Barclays, la compagnia custodisce un "tesoretto" da 900 milioni di euro in diritti di decollo e atterraggio, metà dei quali solo nello scalo a sud della capitale britannica.
Trattative in corso
Per aggirare il divieto di Bruxelles che impedisce il controllo di un vettore Ue da parte di soggetti extracomunitari, il fondo Usa prevede l'ingresso nell'offerta di Brookfield Asset Management e una maggioranza detenuta da cittadini europei, tra i quali gli ex manager Peter Bellew e Mark Breen. Il nodo verte ora sul prezzo di vendita con gli analisti che si aspettano un'offerta intorno alle 7 sterline per azione, pari a un valore di 5,35 miliardi, circa uno in più di quello attuale della società (4,41 miliardi) quotata alla Borsa di Londra.
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