Viaggi aerei, dal vicino chiacchierone agli applausi: cosa odiano gli italiani (e cosa no)

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Introduzione

Volare non significa soltanto raggiungere una destinazione, ma anche condividere per alcune ore uno spazio con altre persone. In cabina, piccoli gesti e comportamenti possono influire sul comfort dei passeggeri e trasformare il viaggio in un’esperienza piacevole o meno. Ma quali atteggiamenti risultano più fastidiosi? A rispondere è un sondaggio di eDreams, che ha confrontato le abitudini dei viaggiatori italiani con quelle di altre nazionalità. Dalla gestione dei braccioli alle conversazioni con i vicini di posto, fino agli schienali reclinati e agli applausi all’atterraggio, emerge un interessante confronto tra usanze e sensibilità diverse. Ecco cosa è emerso.

Quello che devi sapere

Aiuto e collaborazione a bordo

Le dinamiche della convivenza iniziano già durante l'imbarco, soprattutto quando si tratta di sistemare i bagagli nelle cappelliere. Davanti a un viaggiatore che fatica a sollevare la propria valigia, il 40% degli italiani dichiara di valutare la situazione e le dimensioni del bagaglio prima di offrire assistenza. La stessa quota afferma invece di intervenire sempre e comunque. Una minoranza, pari all'11%, ritiene invece che il compito spetti esclusivamente al personale di bordo. Anche una volta raggiunto il proprio posto emergono questioni di convivenza. Chi si ritrova nel sedile centrale deve spesso confrontarsi con il problema della gestione dei due braccioli laterali. Per quasi due italiani su tre (63%) la soluzione migliore è la condivisione con i vicini. Il 7% sostiene invece il principio del "chi arriva prima", mentre il 6% considera entrambi i braccioli una sorta di compensazione per il disagio del posto centrale.

 

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Conversazioni tra sconosciuti

Non tutti affrontano allo stesso modo la possibilità di sedersi accanto a una persona particolarmente loquace. Per il 47% degli italiani una conversazione durante il volo può trasformarsi in un'occasione piacevole e interessante, tanto da lasciarsi coinvolgere volentieri. C'è però anche chi preferisce mantenere le distanze. Il 29% tende a rispondere in maniera essenziale per interrompere rapidamente il dialogo, mentre il 12% ammette di adottare stratagemmi come fingere di dormire, lavorare o non sentirsi bene pur di evitare una lunga chiacchierata.

 

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I comportamenti più irritanti

Tra gli atteggiamenti meno apprezzati dagli italiani svettano i passeggeri che reclinano improvvisamente il sedile senza avvertire chi sta dietro: un comportamento indicato dal 41% degli intervistati. Subito dopo figurano coloro che impiegano molto tempo per sistemare il bagaglio a mano, rallentando l'imbarco e creando code nel corridoio (35%). Al terzo posto si collocano i viaggiatori che si alzano prima che sia consentito farlo una volta atterrati (26%). Seguono, con percentuali più contenute ma comunque significative, gli applausi al termine del volo (17%) e le richieste di scambio del posto (16%).

Gli odori

Se esiste un elemento capace di mettere d'accordo quasi tutti i viaggiatori italiani, questo è rappresentato dagli odori sgradevoli presenti in cabina. I cattivi odori corporei dominano nettamente la classifica delle principali fonti di disagio, citati dal 73% dei partecipanti al sondaggio. Molto più distanti si collocano gli odori provenienti dai servizi igienici dell'aereo (11%), le fragranze particolarmente intense (8%) e gli alimenti dall'aroma persistente, come alcuni formaggi, le spezie o il fast food (7%).

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Preferenze diverse per età e genere

L'indagine evidenzia anche alcune divergenze tra generazioni e tra uomini e donne. I viaggiatori compresi tra i 18 e i 34 anni risultano più prudenti nel decidere se aiutare qualcuno con il bagaglio, con il 43% che preferisce valutare prima la situazione. Tra i 35 e i 44 anni e tra gli uomini prevale invece un atteggiamento maggiormente orientato alla collaborazione, condiviso dal 42% degli intervistati. Nella fascia tra i 45 e i 54 anni emerge una posizione più distaccata: il 13% ritiene infatti che l'assistenza debba essere garantita esclusivamente dall'equipaggio. Anche l'approccio alle conversazioni varia sensibilmente. Oltre la metà degli over 65 e degli uomini (54%) accoglie con favore una lunga chiacchierata con il vicino di posto. Al contrario, donne e viaggiatori tra i 25 e i 34 anni mostrano una maggiore propensione a preservare la propria tranquillità durante il viaggio. Le donne, in particolare, preferiscono spesso risposte brevi e dirette (33% contro il 24% degli uomini) oppure ricorrono più frequentemente a scuse per sottrarsi alla conversazione (14% contro il 9%). Un atteggiamento condiviso anche da una parte della Generazione Z, pari al 17%.

Fastidi a confronto

Le preferenze cambiano anche quando si tratta di individuare i comportamenti più irritanti. I passeggeri che abbassano improvvisamente lo schienale risultano particolarmente malvisti tra le donne (44%) e tra i giovani adulti di età compresa tra 25 e 34 anni (47%). Gli over 65, invece, mostrano una minore tolleranza verso chi rallenta le operazioni di imbarco sistemando con eccessiva lentezza il bagaglio nella cappelliera, un comportamento criticato dal 47% di questa fascia d'età. Anche gli uomini lo indicano frequentemente tra le principali fonti di fastidio (37%). Tra queste ultime risultano inoltre poco gradite sia coloro che si alzano prima del tempo dopo l'atterraggio (28%) sia gli applausi improvvisati in cabina (19%). I passeggeri tra i 25 e i 34 anni condividono la stessa insofferenza verso chi si precipita in piedi appena possibile (33%). La Generazione Z si distingue invece per una minore tolleranza nei confronti delle richieste di cambio posto, considerate fastidiose dal 23% degli intervistati. Quanto agli odori, il disagio accomuna praticamente tutti, con particolare intensità tra le donne e nella fascia d'età compresa tra 55 e 64 anni, dove il 77% indica i cattivi odori corporei come il problema principale. I più giovani, invece, mostrano una sensibilità maggiore verso gli odori provenienti dal cibo e dai bagni di bordo, mentre uomini e giovani adulti risultano particolarmente infastiditi anche dai profumi troppo persistenti.

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Le differenze tra Paesi

L'indagine mette in luce anche numerose sfumature culturali. Davanti a un passeggero in difficoltà con la valigia, quasi tutte le nazionalità tendono a valutare prima la situazione, ma italiani e tedeschi sono quelli che più frequentemente scelgono di offrire aiuto. I britannici, invece, preferiscono affidare il compito all'equipaggio. Sul tema dei braccioli, gli italiani si confermano tra i più inclini al compromesso: il 63% è favorevole alla condivisione con i vicini di posto, una posizione simile a quella dei portoghesi (61%). Negli Stati Uniti prevale invece la logica di chi arriva prima, mentre tedeschi e britannici sono maggiormente propensi a considerare entrambi i braccioli di propria competenza. Anche la predisposizione alla conversazione varia da Paese a Paese. Italiani e portoghesi risultano tra i più aperti al dialogo con il vicino di sedile, mentre gli spagnoli preferiscono chiudere rapidamente la conversazione attraverso risposte brevi e sintetiche. I britannici, invece, si distinguono per l'uso più frequente di strategie di evitamento, come fingere di dormire o mostrarsi impegnati, per scoraggiare sul nascere qualsiasi tentativo di conversazione.

 

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