Borsa, Milano spinta da risiko bancario supera record di 51.200 punti. Poi chiude a +0,1%

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A Milano l'indice Ftse Mib prima svetta trascinato dagli acquisti sui titoli finanziari per la nuova fase del risiko bancario, poi azzera i guadagni appesantito dall'apertura negativa di Wall Street (che in serata ha chiuso contrastata). Lunedì Intesa Sanpaolo ha confezionato, in tandem con Unipol, un'offerta da 30,6 miliardi di euro per Mps

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Giornata di fibrillazioni per la Borsa di Milano, con il Ftse Mib che nel corso delle contrattazioni ha infranto la soglia record dei 51.240 punti salvo poi ripiegare in chiusura a +0,1%, pari a 50.262 punti, zavorrata dal calo in avvio di Wall Street (che poi ha chiuso contrastata). A spingere il listino è la fase del risiko bancario innescata dall'offerta di Intesa e Unipol-Bper su Mps e a cascata su Mediobanca  e Generali. 

Il risiko bancario

Tutto dunque ruota attorno al risiko bancario: ieri, 8 giugno, Intesa Sanpaolo ha confezionato in tandem con Unipol un'offerta da 30,6 miliardi di euro per Mps. L'istituto guidato da Carlo Messina prenderà Mediobanca, con in pancia la quota in Generali, e circa metà delle filiali del Monte, cedendone 635 alla compagnia guidata da Carlo Cimbri. L'offerta, che pone Mps in passivity rule, mette in fuorigioco l'invito a trattare di Banco Bpm, derubricato da Messina a "lettera d'amore" a fronte di "una offerta" vera e propria. "Banco Bpm ha cercato di anticipare la nostra operazione - ha detto il banchiere -. Giuseppe Castagna è un caro amico ma non condivido questo approccio". Nessuna replica dal Banco, che sempre l'8 giugno ha inviato a Mps la proposta a discutere una fusione alla pari, da cui nascerebbe un polo bancario con una capitalizzazione di oltre 50 miliardi. Mentre in serata il cda di Mps si è limitato a dire che "procederà" alla valutazione della proposta "non sollecitata" di Bpm e all'offerta "non concordata" di Intesa.  Se l'opas di Messina dovesse andare in porto, gli assetti del credito italiano ne uscirebbero rivoluzionati, con il consolidamento del primato di Intesa, a cui sarà affidata la custodia degli equilibri nelle Generali, e la creazione con Bper-Mps di un secondo gruppo bancario sotto la regia di Unipol.

Il commento degli analisti

Gli analisti promuovono le mosse di Carlo Messina, ad di Intesa Sanpaolo, e di Carlo Cimpri, ad di Unipol che, con l'operazione promettono di ridisegnare gli equilibri finanziari in Italia. Il mercato scommette su un consolidamento bancario europeo e sulle sinergie del nuovo polo, guardando con ottimismo al via libera delle autorità.  I commenti delle principali case d'affari e della stampa finanziaria internazionale promuovono, quasi all'unanimità, la logica industriale dell'operazione, pur evidenziando le complessità tecniche ed antitrust da superare. "L'operazione di Intesa Sanpaolo ha indubbiamente un senso dal punto di vista strategico" rilevano gli analisti di Oddo Bhf e quelli di Kepler vedono Intesa entrare "tra le megacap europee, al fianco di Hsbc, Santander, Ubs e, con ogni probabilità, Unicredit".

Per Mediobanca nuova svolta sotto Intesa, faro su cantieri e fusione

Mediobanca si prepara intanto a cambiare proprietà a meno di nove mesi dalla chiusura dell'opas che l'ha portata sotto il controllo (all' 86,3%) del Monte dei Paschi e dopo 80 anni dalla nascita. L'aria che si respira in Piazzetta Cuccia è quella di una nuova svolta in arrivo, per la prospettiva di finire sotto le ali di Intesa Sanpaolo con tutte le attività e con la quota in Generali. Che accorcerà del tutto la già esigua distanza - poche centinaia di metri - che separano Ca' de Sass e l'istituto nato da una costola di Comit 80 anni fa. Ora destinato a finire, almeno per l'attività di corporate investment banking, direttamente sotto Banca Imi.

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L'andamento delle altre Borse

Le Borse europee hanno annullato i guadagni nel finale di seduta, seguendo le perdite dei mercati statunitensi, con una 'rotazione' dei portafogli che ha portato a prese di profitto sui settori come energia, minerari, tlc e tecnologici. Al contrario, i settori chimico, alimentare e delle vendite al dettaglio hanno sovraperformato. Chiusura di giornata negativa sui principali listini con Parigi piatta e Madrid in calo dello 0,2%, Francoforte arretra dello 0,74%, penalizzata dal calo di Siemens Energy (-5,9%), mentre scende di oltre un punto Londra a -1,4%, con Hsbci in calo dello 4,4%. Stoccolma accusa il tonfo di Nokia (-7%) e di Ericcson (-6,3%) a seguito di indiscrezioni su una possibile concorrenza da parte di Nvidia nel mercato dei chip per telecomunicazioni e a fine contrattazioni chiude in calo dell'1,18%. La giornata di guadagni ha virato in rosso dopo l'apertura negativa di Wall Street con le vendite concentrate sui listini tecnologici. Le speranze di pace fra Usa e Iran (LE NEWS LIVE) hanno fatto scendere il greggio sotto la soglia dei 90 dollari al barile (-2,2%).

A Piazza Affari titoli bancari in rialzo

Sul listino milanese sono state sempre le banche ad attirare l'attenzione degli investitori con Unipol in testa (+4,6%), seguita da Mediobanca a +2,9%, Monte dei Paschi di Siena a 2,6%. Positive anche Bper, a +2,9%, e Intesa Sanpaolo, a +0,9% mentre sul finale Unicredit scende poco sotto alla parità (-0,08%). Ben comprate Poste (+2,03%) e Italgas (+2,79%) e, fuori dal listino principale Cementir (+4,77%) che beneficia dell'accordo con l'Agenzia energetica danese e Tamburi (+7,64%) in scia alle attese per l'Ipo di Bending Spoon di cui è azionista con il 3%. Tra i titoli in calo St che lascia sul terreno il 5,9%, Prysmian che cede il 4,2% e Stellantis, in flessione dell'1,9%. Negative anche Tenaris (-3,13%) ed Eni (-1,6%) per il calo delle quotazioni di petrolio.

Wall Street chiude contrastata

Sulla giornata a lungo positiva dei mercati europei ha influito, come detto, l'apertura negativa di Wall Street che a metà seduta ha ampliato le perdite dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato che l'Apache Usa abbattuto nello Stretto di Hormuz è stato colpito dall'Iran. Sui timore di ripresa dello scontro il Dow Jones ha ceduto sul terreno lo 0,78%, a 50.391,98 punti, mentre il Nasdaq ha perso il 2,45%, a quota 25.293,61. Male anche l'S&P 500 a 7.295,07 punti (-1,49%). Wall Street ha poi chiuso contrastata: il Dow Jones sale dello 0,17% a 50.872,11 punti, il Nasdaq cede lo 0,97% a 25.678,82 punti e lo S500 lascia lo 0,26% a 7386,65 punti.

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Cardinale Zuppi in Borsa: "Risiko non sia mera speculazione"

A Piazza Affari quella di oggi è stata una seduta particolare anche per la prima visita del presidente della Cei, Matteo Zuppi, a Milano per presentare un modo diverso di fare finanza, più "etico e sostenibile", come suggeriscono le linee guida della Cei. Sul risiko bancario il cardinale arcivescovo di Bologna ha auspicato che "non sia mera speculazione". "Le banche fanno il loro mestiere, che ci siano delle banche che si uniscono, che crescono, fa parte del gioco. A noi rimane sempre da dire che se è una logica speculativa e meramente finanziaria è pericolosa", ha sottolineato Zuppi. 

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