Fondo pensione e Tfr, dal 1° luglio nuove regole: come funziona il portale del Ministero

Economia
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Introduzione

Cos’è la previdenza complementare? Quali sono le norme che la regolano? Come si accede? A queste domande, e a molte altre, risponde il portale della previdenza complementare realizzato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con la collaborazione del Consiglio Nazionale Giovani e Mefop, online dal 20 maggio e che accompagnerà i cittadini nel percorso previdenziale integrativo. "In un mondo in continuo cambiamento, il portale raccoglie contenuti chiari, interattivi e sempre aggiornati, video e guide pratiche per scegliere in modo libero, consapevole e informato come pianificare la propria pensione integrativa", spiega il ministero. Ecco cosa sapere

Quello che devi sapere

L’obiettivo

L’iniziativa, che si inserisce all’interno del Programma nazionale Giovani, donne e lavoro Fse+ 2021-2027, nasce dall’esigenza di accompagnare l’evoluzione normativa in materia e in particolare le novità inserite nella Legge di Bilancio 2026, che ha previsto un meccanismo di silenzio-assenso a partire dal prossimo 1° luglio per il conferimento del Tfr ai fondi pensione al 60° giorno dall’assunzione e un innalzamento del limite massimo annuo della deducibilità fiscale dei contributi versati a 5.300 euro, oltre che l’introduzione di una maggiore flessibilità nella liquidabilità in capitale delle somme versate.

 

Per approfondire: Fondi pensione, quando sono deducibili e qual è il limite nel 2026: le novità

Il nuovo portale

In occasione del lancio del progetto, la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Calderone ha dichiarato che “la previdenza è un investimento sul proprio futuro. Per questo è essenziale che ogni cittadino disponga di informazioni chiare per costruire una prospettiva pensionistica solida”. E proprio qui entra in gioco il nuovo portale, che “accompagna lavoratrici e lavoratori in un percorso informato, aiutandoli a orientarsi tra regole, opportunità fiscali e tutela dei risparmi” e, allo stesso tempo, “affianca i datori di lavoro, semplificando le procedure e offrendo strumenti immediati per comprendere le novità introdotte dall’ultima legge di Bilancio e svolgere al meglio il loro prezioso ruolo informativo”. 

 

Per approfondire: Pensioni, arretrati a rischio con domanda tardiva: cosa dice la sentenza della Cassazione

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Le parole di Edoardo Italia, presidente di Cng

Secondo Edoardo Italia, presidente di Cng, infatti, è necessario “iniziare a considerare il tema della previdenza come un’emergenza del presente. Per i giovani, la previdenza complementare rappresenta oggi l’unica forma di difesa per non compromettere l’autonomia finanziaria”. Come riporta Il Sole 24 Ore, Italia ha spiegato che “investire oggi nella previdenza integrativa significa avviare una programmazione di lungo respiro per combattere le incertezze del mercato del lavoro: è un atto di responsabilità verso noi stessi e verso l’intero Paese, per non restare ai margini della società di domani. Come Consiglio Nazionale dei Giovani, ci impegniamo a offrire strumenti concreti di educazione finanziaria, non solo a denunciare le criticità del sistema”.

Le aree del portale

Il portale è strutturato in quattro aree tematiche con contenuti realizzati per semplificare l’acquisizione di conoscenze. Ecco quali sono le diverse aree:

  • La prima area, chiamata “Cos’è la previdenza”, spiega, partendo dalle basi, cos’è, come funziona, quanto costa e chi può accedere alla previdenza complementare. In più, si concentra sui meccanismi che regolano il Trattamento di Fine Rapporto (Tfr), con particolare riferimento al meccanismo di silenzio-assenso introdotto dalla Legge di bilancio 2026 a partire da luglio. Questa area tematica sfata anche alcuni falsi miti e fornisce una risposta ai dubbi ricorrenti degli utenti meno esperti;
  • La seconda, "A chi è rivolta", raggruppa servizi e strumenti per la cittadinanza, diritti e garanzie previste. Quest’area tematica contiene una guida interattiva per la simulazione delle opportunità di scelta, un percorso di approfondimento sul sistema previdenziale integrativo oltre a servizi e strumenti per i datori di lavoro e gli operatori;
  • La terza, invece, è quella intitolata "Normativa di riferimento". Grazie a sintesi ragionate, la normativa italiana ed europea è illustrata in modo da cogliere con immediatezza i concetti cardine dei provvedimenti mentre una sezione apposita raggruppa la modulistica aggiornata;
  • L'ultima, infine, si chiama "Comunicazione". Al suo interno, gli aggiornamenti in materia e i materiali divulgativi, comprensivi di un glossario per orientarsi nei termini di settore e le risposte alle domande più frequenti.

Il portale della previdenza complementare è disponibile a questo indirizzo: www.lavoro.gov.it/previdenza-complementare.

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Cos’è la previdenza complementare

La previdenza complementare, come spiegato dal sito del ministero del Lavoro, “rappresenta il secondo pilastro del sistema pensionistico il cui scopo è quello di integrare la previdenza di base obbligatoria o di primo pilastro”. Il suo obiettivo è “concorrere ad assicurare al lavoratore, per il futuro, un livello adeguato di tutela pensionistica”. Questo sistema è basato su “forme pensionistiche incaricate di raccogliere il risparmio previdenziale mediante il quale, al termine della vita lavorativa, si potrà beneficiare di una pensione integrativa”. E, importante sottolinearlo, “sono previste una serie di agevolazioni fiscali, riconosciute anche a favore dei familiari fiscalmente a carico, che rappresentano una ulteriore opportunità di risparmio”.

A chi sono rivolti i fondi pensione

In sostanza questi fondi pensione sono strumenti d’investimento che prevedono il versamento regolare di contributi: al termine della propria carriera lavorativa, si traducono quindi in una integrazione alla pensione che si riceve. I destinatari dei fondi pensione, spiega ancora il Ministero, sono:

  • i lavoratori dipendenti, privati e pubblici; 
  • i soci lavoratori e i lavoratori dipendenti di società cooperative di produzione e lavoro; 
  • i lavoratori autonomi e i liberi professionisti; 
  • persone che svolgono lavori non retribuiti in relazione a responsabilità familiari; 
  • lavoratori con un'altra tipologia di contratto (ad es. un lavoratore a progetto o occasionale).

 

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