Bonus casa per lavoratori del turismo, domande superiori alle risorse. Cosa può succedere
EconomiaIntroduzione
Sono state presentate più domande rispetto ai fondi disponibili per il bonus “Staff House - Titolo II” del Ministero del Turismo: si tratta dell’incentivo volto ad aiutare i lavoratori del settore, che ha lo scopo di sostenere la riqualificazione degli alloggi destinati agli impiegati del comparto turistico-ricettivo. In totale, come ha spiegato lo stesso dicastero in una nota pubblicata sul suo sito, sono arrivate 102 domande per un ammontare complessivo di agevolazioni richieste pari a circa 80,8 milioni di euro.
Quello che devi sapere
Cos’è il bonus casa lavoratori del turismo
La misura promossa dal Ministero è a fondo perduto per sostenere “spese di riqualificazione, ammodernamento o completamento di immobili già esistenti che comportano un miglioramento della prestazione energetica”. Si poteva anche fare domanda per l’acquisto di “impianti, macchinari, attrezzature varie e arredi, nuovi di fabbrica, nonché opere murarie per la loro installazione”, e anche per “consulenze per le PMI strettamente connesse agli interventi ammissibili e servizi di consulenza in materia di tutela dell’ambiente e dell’energia”. Ogni domanda doveva prevedere “spese comprese tra 500mila euro e 5 milioni di euro (IVA esclusa) e garantire almeno dieci posti letto destinati ai lavoratori”.
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Le risorse stanziate per il bonus
Il termine ultimo per la presentazione delle domande era fissato allo scorso 5 maggio, e secondo la nota del Ministero del Turismo la misura ha riscosso un successo tale che le risorse richieste sono maggiori di quelle effettivamente disponibili: a fronte di una dotazione finanziaria di 54 milioni di euro, infatti, le domande arrivate sono state superiori di ben 26,8 milioni.
Quali imprese hanno fatto domanda
Osservando quali sono state le imprese a presentare la maggior parte delle domande, dai dati forniti dal Ministero risulta che l’agevolazione abbia intercettato in prevalenza i bisogni delle micro, piccolo e medie imprese: sono state infatti loro a presentare, rispettivamente, il 22% e il 66% delle domande. La misura, in totale, prevedeva un valore complessivo dei piani di investimento superiore a quota 149 milioni di euro.
Le Regioni che hanno fatto più domande
Passando invece alla distribuzione geografica delle domande, si evince una partecipazione sull'intero territorio nazionale ma con una naturale concentrazione nelle Regioni a più consolidata vocazione turistica: il Trentino-Alto Adige si conferma la più attiva, con il 25% delle domande, 39,9 milioni di euro di investimenti previsti e 21,8 milioni di agevolazioni richieste. Seguono il Veneto con il 13% delle istanze, 17 milioni di investimenti e 9 milioni di agevolazioni e la Campania, da dove sono arrivate l’11% delle domande, 16,4 milioni di euro di investimenti e 10 milioni di contributi richiesti.
La fase successiva
Adesso, conclusa la fase di presentazione delle richieste del bonus, il Ministero del Turismo ha spiegato che “Invitalia, in qualità di soggetto gestore, avvierà la fase di valutazione delle domande, che saranno esaminate nel rispetto dei requisiti previsti dall'avviso”. Le domande verranno esaminate, come comunicato dal ministero, in ordine cronologico. E visti i numeri comunicati dal Ministero, è possibile che ci sia chi rimarrà escluso pur avendo presentato domanda per l’esaurimento delle risorse disponibili. Non è nemmeno possibile escludere che l’esecutivo dedica di intervenire sul tema.
La soddisfazione del ministro Mazzi
Il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha espresso soddisfazione per questo risultato: “Il successo della misura dimostra che il Ministero del Turismo ha saputo intercettare e rispondere a un bisogno reale delle imprese del settore, proseguendo sulla strada giusta per sostenere la competitività e la sostenibilità del sistema turistico nazionale”. Il ministro ha aggiunto che “siamo soddisfatti dell'alto tasso di partecipazione delle aziende e continuiamo a lavorare per ascoltare e soddisfare le esigenze del comparto. Anche per questo nell'ultimo piano casa varato dal Governo è stata data attenzione ai lavoratori dell'industria turistica".
Come va il turismo in Italia
Nel mentre, arrivano previsioni positive sull’andamento del turismo nel nostro Paese: secondo le stime di Demoskopika infatti nel 2026 gli arrivi dovrebbero infatti toccare i 141,2 milioni mentre le presenze i 478,6 milioni. Si tratta di numeri in crescita rispettivamente del 2,1% e dell0,4% rispetto all'anno scorso. Inoltre, in controtendenza sugli ultimi anni, sembra destinata a riparte la componente domestica: quasi 64,8 milioni di italiani, che generano oltre 213 milioni di pernottamenti. Sarebbero invece oltre 76 milioni i turisti stranieri attesi nelle località italiane, confermando il peso crescente del mercato estero che vale oltre il 55% delle presenze complessive previste.
Il peso economico del turismo
Osservando infine il peso economico del settore, le stime indicano che i flussi turistici potrebbero generare una spesa complessiva pari a 132,7 miliardi di euro, con una crescita del 4% rispetto al 2025. Una dinamica che continuerebbe a risentire dell'andamento inflazionistico e, in particolare, della forte accelerazione dei prezzi dei beni energetici non regolamentati.
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