Logistica, Confetra: il blocco di Hormuz minaccia il 2026. Tariffe aeree a +38%

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La crisi in Medio Oriente sta facendo schizzare i prezzi. Lo rileva un'analisi congiunturale di Confetra, che evidenzia un crollo dei volumi nel Golfo pari al 94 per cento. In difficoltà anche il trasporto stradale e marittimo, oltre alle spedizioni aeree 

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Il blocco dello Stretto di Hormuz ha provocato un aumento delle tariffe aeree pari al 38 per cento in più in poche settimane. Lo evidenzia l’analisi congiunturale promossa da Confetra sul settore della logistica, dei trasporti e delle spedizioni riferita ai dati 2025 e alle previsioni 2026. In particolare, il rapporto mette in luce un drastico cambio di passo a partire dalla fine di febbraio 2026. Attraverso lo Stretto transitava circa il 20 per cento dei flussi mondiali di petrolio, oggi i volumi sono crollati del 94 per cento, passando da 84 a sole 7 unità giornaliere.

La crisi ha fatto aumentare le tariffe aeree del 38 per cento

Se nel 2025, nonostante gli shock, il comparto si era dimostrato resiliente, l’attuale interruzione di approvigionamento, definita dall'Agenzia Internazionale dell’Energia come la più grande della storia, “sta mettendo a dura prova il sistema”. Lo ha detto Carlo De Ruvo, Presidente di Confetra, sostenendo che “se nel 2025 il trasporto marittimo cresceva del 4,4 per cento, oggi gli operatori devono affrontare noli container aumentati del 20 per cento e un indice del trasporto dry bulk che segna un incremento ben superiore al 100 per cento su base annua.” Secondo Confetra, l'emergenza si riflette violentemente sulle spedizioni aeree, che già lo scorso anno avevano chiuso in flessione di oltre il 6 per cento. A marzo 2026, la necessità di cambiare rotte per evitare le zone interdette ha fatto schizzare le tariffe del 38 per cento in più rispetto al mese precedente. Una condizione alimentata dal raddoppio del prezzo del jet fuel e dalla necessità di trasportare maggiori quantità di carburante a bordo per coprire tragitti più lunghi, riducendo così lo spazio destinabile alle merci.

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Il trasporto e l'innovazione tecnologica arrancano, rimangono costanti gli investimenti nel capitale umane

Dopo un 2025 positivo grazie a una crescita del traffico nazionale del 6,3 per cento, il trasporto stradale è ora sotto scacco a causa del rincaro dei costi dell’energia. In Italia, il prezzo del gasolio ha raggiunto i 2.045,6 euro per 1.000 litri, ovvero il 29 per cento in più rispetto a un anno fa. Dal momento che i costi energetici rappresentano circa il 30 per cento delle spese operative, anche i costi aziendali per l'autotrasporto sono cresciuti, raggiungendo un incremento del 9 per cento su base annua. Risulta quindi centrale il tema del credito d’imposta, per il quale il settore attende ancora il relativo decreto interministeriale. In uno scenario così precario, è chiaro che anche l’innovazione tecnologica stenta a decollare: solo il 6 per cento delle aziende adotta oggi l’intelligenza artificiale. Lo rileva l’analisi di Confetra, dalla quale emerge, invece, un segnale positivo in tema di investimenti nel capitale umane, con oltre il 50 per cento delle aziende che punta con continuità sulla formazione digitale.

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