Biocarburanti in Italia, la produzione attuale e le prospettive future: i dati

Economia
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Introduzione

La guerra in Iran e la conseguente crisi energetica causata dalla chiusura dello stretto di Hormuz hanno rimesso sotto i riflettori il tema della transizione energetica. E al centro del dibattito stanno tornando i biocarburanti, cioè i carburanti liquidi o gassosi per i trasporti ricavati dalla biomassa, e la loro importanza nel tentativo di diversificare le fonti energetiche riducendo al contempo le emissioni nocive. 

Quello che devi sapere

Che cosa sono i biocarburanti

Intanto, è necessario chiarire che cosa sono i biocarburanti. Si tratta di una fonte di energia derivata da materie prime come biomasse vegetali o animali: può essere utilizzata nei trasporti per sostituire, in tutto o in parte, i combustibili fossili tradizionali. Questa tipologia di carburanti - come spiegato da ENI - aiuta a ridurre  le emissioni di CO2 lungo tutta la loro filiera, e anche a diversificare le fonti di energia a ridotte emissioni. Un dato importante, considerando che in Italia le emissioni derivanti dai trasporti contribuiscono al 25% del totale nazionale, con oltre 100 milioni di tonnellate di CO2 sviluppate ogni anno. 

 

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“I biocarburanti sono critici”

Dell’importanza dei biocarburanti ha parlato al Sole24Ore Gianni Murano, presidente di Unem: “Nell’attuale contesto tutti i carburanti sono critici ma i biocarburanti hanno l’indubbio vantaggio di essere decarbonizzati e ridurre la dipendenza dalle importazioni di prodotti finiti o petrolio”, ha detto il numero uno dell’associazione dei petrolieri italiani. “Inoltre, aprono ampie possibilità alla creazione di filiere europee e nazionali per la loro produzione, come peraltro evidenziato da un recentissimo studio della Commissione europea Mobilization of Industrial Capacity Building for Advanced Biofuels”. 

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Gli ostacoli da superare

Tuttavia, come detto, ci sono anche dei problemi da affrontare: “Gli ostacoli sono in una normativa europea che da un lato ne indica la necessità, dall’altra ancora non li riconosce come vettori energetici per l’alimentazione dei veicoli a zero emissioni post 2035. Oltre a questo, c’è una eccessiva regolamentazione che tende a complicare le potenzialità agricole dei biocarburanti”, ha spiegato ancora Murano.

Quanto biocarburante si produce in Italia

Attualmente in Italia, a fronte di una domanda di circa 2 milioni di tonnellate di biocarburante, la produzione si attesta intorno a quota 1,5 milioni. Però “abbiamo una capacità produttiva già installata di oltre 3 milioni di tonnellate destinata a crescere grazie a una terza bioraffineria in fase di costruzione a Livorno e altri progetti”, ha spiegato ancora Murano, facendo riferimento a un impianto Eni in Toscana che dovrebbe essere pronto entro la fine dell’anno. L’azienda controllata dallo Stato ha come obiettivo quello di raggiungere oltre 5 milioni di tonnellate di capacità di produzione di biocarburanti entro il 2030. Per farlo ci sono diversi progetti in fase di sviluppo, dalla Malesia alla Corea del Sud fino all’Italia.

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Il futuro dei biocarburanti

Guardando al futuro, secondo Murano “con un quadro normativo abilitante si potrebbe arrivare a raddoppiare la capacità produttiva e avviare investimenti specifici di riconversione parziale o totale delle raffinerie e la realizzazione di impianti dedicati”. Un dato importante anche perché, secondo le stime del Centro Studi di Unem, i consumi di prodotti petroliferi al 2030 si ridurranno di quasi 10 milioni di tonnellate rispetto ai numeri attuali. Invece i biocarburanti e altri carburanti a basse emissioni potrebbero crescere fino a 6 milioni di tonnellate, avvicinandosi a quota 10 milioni entro il 2040.

I biocarburanti e l’agricoltura

Sul tema dei biocarburanti sono intervenute nei giorni scorsi anche Eat Europe e Filiera Italia, secondo cui questi rappresenterebbero un'opportunità strategica per gli agricoltori europei e la transizione energetica e gli agricoltori non sono semplicemente parte della transizione: sono essenziali per realizzarla su larga scala. Infatti ”i biocarburanti sostenibili offrono un modo concreto per collegare la decarbonizzazione allo sviluppo agricolo, generando nuove e stabili fonti di reddito per gli agricoltori senza entrare in competizione con la produzione alimentare e mangimistica, contribuendo al contempo a migliorare la salute del suolo e la resilienza delle aziende agricole".

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I biocarburanti e la transizione energetica

In ogni caso per poter sbloccare il potenziale dei biocarburanti "è necessario un quadro normativo che rifletta le realtà dell'attività agricola", hanno spiegato ancora le associazioni. E servono anche regole chiare e prevedibili per gli agricoltori, un sistema di certificazione solido in grado di prevenire le frodi, politiche che consentano di operare su scala attraverso scelte colturali flessibili e filiere robuste e di lungo periodo. "Non ha senso che, da un lato, diversi Commissari sottolineino l'importanza dei biocarburanti come alternativa concreta ai combustibili fossili e, dall'altro, che chi redige le norme legate all'Annex IX le scriva in modo tale da ridurre al minimo la possibilità di produrre materie prime nell'Ue. Le regole che governano la produzione agricola dovrebbero essere scritte dagli agricoltori, non dagli esperti legali", ha osservato Luigi Scordamaglia, presidente di Eat Europe e amministratore delegato di Filiera Italia, che ha aggiunto: "In Europa continuiamo a trattare la transizione energetica come una questione ambientale, quando è diventata una questione di sopravvivenza strategica”.

 

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