Pensionati, tra poche settimane arriva la quattordicesima: a chi spetta e a quanto ammonta

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Si avvicina il momento dell’accredito della quattordicesima per una parte dei pensionati. Questa integrazione viene riconosciuta automaticamente dall’Inps insieme alla mensilità di luglio, anche se in alcune situazioni può essere corrisposta a dicembre. Non è però una misura universale: spetta solo a chi soddisfa precisi criteri. Nel 2025 ne hanno beneficiato circa tre milioni di persone, tutte rientranti nei requisiti previsti. Ecco cosa sapere.

Quello che devi sapere

Cos’è la quattordicesima

La quattordicesima mensilità rappresenta una forma di retribuzione differita: si tratta cioè di un compenso aggiuntivo che viene riconosciuto ai lavoratori dipendenti solo quando è previsto dal Contratto collettivo nazionale (Ccnl) o da accordi individuali, e ai pensionati che rispettano determinati requisiti. Si tratta, in sostanza, di una mensilità extra che viene corrisposta tra giugno e luglio, inserita in busta paga oppure nel cedolino pensionistico. A differenza della tredicesima, che è obbligatoria per tutti i dipendenti, questa voce non è automatica e non riguarda l’intera platea.

 

Per approfondire: Flat tax al 7% per pensionati che dall’estero si trasferiscono nel Sud Italia, le novità

Come funziona per i pensionati

Per quanto riguarda i pensionati, l’accesso è subordinato a precise condizioni. Occorre aver compiuto almeno 64 anni entro la fine dell’anno di riferimento ed essere titolari di uno o più trattamenti pensionistici erogati nell’ambito dell’assicurazione generale obbligatoria o di regimi equivalenti gestiti da enti pubblici. È inoltre richiesto che il reddito complessivo non superi il doppio del trattamento minimo annuo del Fondo lavoratori dipendenti. Rientrano tra i beneficiari le pensioni di vecchiaia, quelle anticipate, le invalidità di natura contributiva e le prestazioni ai superstiti, come le reversibilità.

 

Per approfondire: Inps, attivo il servizio digitale OpenRI per la rateizzazione dei debiti: come funziona

pubblicità

Cosa resta fuori

Sono invece escluse le prestazioni puramente assistenziali, come pensione sociale e assegno sociale, anche se in alcuni casi possono essere previste integrazioni diverse. Restano fuori anche strumenti di accompagnamento al pensionamento, come Ape Sociale o assegni di esodo. L’entità della quattordicesima, infine, varia in base agli anni di contribuzione maturati e al livello di reddito.

Verifiche e richiesta

Per accertare la propria situazione è possibile utilizzare i servizi digitali dell’ente previdenziale, in particolare l’area dedicata alla quattordicesima all’interno del consulente pensionistico online. Se la somma non viene accreditata automaticamente, ma si ritiene di possedere i requisiti necessari, si può comunque inoltrare una richiesta tramite i canali telematici, accedendo con le proprie credenziali personali. In alternativa, è possibile rivolgersi a un patronato, che garantisce assistenza gratuita nella presentazione della domanda.

pubblicità

Quando viene pagata

L’accredito della quattordicesima avviene in maniera automatica, utilizzando i dati reddituali già presenti negli archivi dell’ente previdenziale. Per i pensionati che perfezionano le condizioni richieste entro il 31 luglio 2026, l’importo viene corrisposto direttamente con la mensilità di luglio. Diversamente, per chi raggiunge i requisiti dal 1° agosto 2026 (nel caso delle pensioni gestite nei sistemi integrati) oppure dal 1° luglio 2026 (per quelle della Gestione pubblica) e fino al 31 dicembre 2026, l’erogazione slitta alla rata di dicembre dello stesso anno.

 

Lo stesso calendario si applica anche a coloro che diventano pensionati nel corso del 2026, purché rientrino nei limiti anagrafici e reddituali previsti. Va inoltre ricordato che la quattordicesima viene inizialmente riconosciuta in via provvisoria: l’importo può infatti essere confermato oppure rideterminato successivamente, sulla base dei redditi effettivamente percepiti. Qualora i requisiti vengano raggiunti nel corso dell’anno, la cifra spettante viene infine adeguata in proporzione ai mesi utili.

Importi previsti

L’incremento riconosciuto con la quattordicesima varia in funzione degli anni di contributi accumulati, della tipologia di attività svolta (lavoratore dipendente o autonomo) e del livello di reddito pensionistico. Nel 2026, per chi percepisce una pensione fino a una volta e mezza il trattamento minimo annuo (pari a 11.931,08 euro), l’importo è di 437 euro con un’anzianità contributiva fino a 15 anni per i dipendenti (18 anni per gli autonomi). La cifra sale a 546 euro se si superano i 15 anni (18 per gli autonomi) ma si resta entro i 25 anni di contributi (28 per gli autonomi), mentre raggiunge i 655 euro oltre queste soglie.

pubblicità

Quando gli importi sono più bassi

Per i pensionati con redditi compresi tra una volta e mezza e due volte il minimo (cioè fino a 15.908,10 euro annui), gli importi risultano più contenuti. In questo caso si parte da 336 euro per chi ha fino a 15 anni di contributi (18 per gli autonomi), si passa a 420 euro per chi si colloca tra oltre 15 e fino a 25 anni (oltre 18 e fino a 28 per gli autonomi), fino ad arrivare a 504 euro per chi supera tali limiti contributivi.

 

Per approfondire: Isopensione 2026, perché è importante la scadenza del 30 novembre? Come funziona

pubblicità