L'associazione Codacons segnala un forte divario tra prezzi alla pompa e costi pre-conflitto. Il gasolio registra aumenti fino al 26% rispetto a febbraio, mentre la benzina cresce del 7%. Nonostante i ribassi odierni, l'impatto sui consumatori resta significativo
Calo generalizzato dei prezzi dei carburanti in tutta Italia oggi: il gasolio scende a 2,166 euro al litro (-1,4 centesimi) e la benzina a 1,790 euro/litro (-0,3 cent). In autostrada il diesel si attesta a 2,193 euro/litro (-0,8 cent), mentre la verde cala a 1,817 euro/litro (-0,6 cent). Lo afferma il Codacons, sulla base dei dati regionali Mimit. L'associazione, però, mette in evidenza il peso dei rincari rispetto al periodo precedente al conflitto: "Considerati i consumi medi giornalieri di carburanti solo sulla rete ordinaria gli italiani pagano oltre 148 milioni di euro in più a settimana per i propri rifornimenti. Secondo l'associazione, i petrolieri e l'intera filiera dei carburanti incassano circa 88 milioni di euro a settimana in più rispetto a due mesi fa; lo Stato attraverso Iva e accise circa 61 milioni di euro in più".
L'impatto rispetto al periodo pre-conflitto
Le riduzioni odierne più marcate riguardano il gasolio in Sicilia (-2,3 cent al litro), Valle d'Aosta (-2,1 cent) e Calabria (-2 cent). In Molise, invece, il prezzo del diesel rimane stabile. Nonostante i ribassi odierni e il taglio delle accise, il confronto con i prezzi di fine febbraio - prima dello scoppio del conflitto in Iran - mostra aumenti consistenti: gasolio + 26%, pari a circa 23 euro in più per un pieno; la benzina è rincarata del 7%, con un aumento di circa 5,8 euro a rifornimento.
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Come si compone il prezzo alla pompa
L'associazione calcola che il prezzo industriale rappresenti oggi il 59,4% su ogni litro di gasolio acquistato al distributore (55,1% sulla benzina), mentre le tasse, grazie al taglio delle accise, pesano per il restante 40,6% (44,9% sulla benzina). Questo significa che i petrolieri e l'intera filiera dei carburanti incassano circa 88 milioni di euro a settimana in più rispetto a due mesi fa. Oltre al costo della materia prima riconducibile alle quotazioni Platts, infatti, su ogni litro di benzina e gasolio si paga un margine lordo: una quota che va a remunerare tutti gli oneri relativi ai passaggi della filiera dalla raffinazione alla distribuzione, come commissioni per broker, trasportatori, grossisti e intermediari vari, fino alla remunerazione dei gestori degli impianti. Il margine di questi ultimi però è fisso e varia dai 3 ai 5 centesimi di euro al litro e non cresce all'aumentare dei prezzi. Allo stato italiano, invece, attraverso Iva e accise vanno circa 61 milioni di euro in più.