Siracusa, truffa con Superbonus 110: sequestrati crediti fiscali per 560 milioni

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Dodici gli indagati, con oltre 60 società coinvolte in un sistema che avrebbe usato dati reali di immobili all'insaputa dei proprietari. Cinque sequestri d'urgenza e il blocco dell'Agenzia delle entrate hanno impedito la dispersione dei crediti nel circuito delle cessioni 

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La Guardia di Finanza di Siracusa, su disposizione della Procura aretusea, ha sequestrato circa 560 milioni di euro di crediti fiscali legati ad agevolazioni edilizie per lavori da Superbonus 110 mai realizzati. Sono 12 gli indagati per associazione per delinquere, truffa aggravata allo Stato, riciclaggio, autoriciclaggio e false fatturazioni.

Il sistema illecito ricostruito

Le indagini, condotte con il Nucleo speciale Tutela entrate e repressione Frodi fiscali di Roma e con il settore Contrasto illeciti dell'Agenzia delle entrate, hanno consentito di ricostruire quello che, allo stato delle indagini, appare essere un sofisticato e pericoloso sistema illecito realizzato da un'organizzazione criminale con ramificazioni in tutta Italia. Sono state individuate oltre 60 società che avrebbero dichiarato interventi milionari di riqualificazione edilizia su 22 condomini nelle province di Bergamo, Como, Macerata, Messina, Monza Brianza, Padova, Pavia, Roma, Salerno, Siracusa, Varese, Vercelli e Verona.

Immobili reali, lavori inesistenti

Secondo gli accertamenti, i dati di immobili reali, dove erano in corso lavori veri, eseguiti da imprese estranee al circuito fraudolento, sarebbero stati utilizzati dall'organizzazione criminale all'insaputa di amministratori e proprietari.

Il ruolo dei professionisti

Il sodalizio criminale, secondo la ricostruzione, farebbe capo a professionisti operanti in Lombardia, incaricati di reperire prestanome a cui intestare formalmente le società coinvolte. L'anello esecutivo sarebbe rappresentato da due professionisti della provincia di Chieti, abilitati all'accesso alla piattaforma "cessione crediti" dell'Agenzia delle entrate: avrebbero trasmesso oltre 2.000 comunicazioni, dietro compenso, generando i crediti fittizi nei cassetti fiscali delle società formalmente esecutrici dei lavori.

L'intervento della Procura

L'intervento della Procura di Siracusa, con cinque decreti di sequestro preventivo d'urgenza, convalidati dal Gip, e il contestuale blocco telematico operato dall'Agenzia delle entrate, ha evitato che centinaia di milioni di euro, una volta immessi nel circuito delle cessioni, si disperdessero irreversibilmente. 

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