Lockdown energetico, dallo smart working alle targhe alterne: le misure allo studio
EconomiaIntroduzione
Con la crisi in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz legata al conflitto in Iran, i timori sulle carenze energetiche, anche nel nostro Paese, sono sempre maggiori. Anche se, nel governo, si respinge la tesi che si possa replicare la crisi energetica dello 'shock petrolifero' degli anni '70. Realismo e monitoraggio sono le parole d'ordine.
Al momento, dunque, non trapela allarmismo dall'esecutivo. Secondo quanto si apprende da fonti del ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, i tecnici stanno prendendo come base da cui partire, se la crisi peggiorasse, il "Piano di emergenza del sistema italiano del gas naturale" del 2023. Ma il Mase valuta anche le raccomandazioni del 20 marzo scorso dell'Agenzia internazionale dell'energia (Iea) sulla riduzione del consumo di combustibili fossili. Tra queste ci sono lo smart working, il razionamento dei carburanti e limitazioni all'uso dei veicoli (con l'ipotesi delle targhe alterne).
Quello che devi sapere
Crosetto non esclude il lockdown energetico
Anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha affrontato il tema del lockdown energetico. Intervistato dal Corriere della Sera ha spiegato che lo scenario "è quello che si teme. Non tutto, ma molto". "I margini di manovra", ha ricordato, "sono inevitabilmente limitati, soprattutto se non si agisce tutti insieme. Questa è l’occasione per dimostrare di essere in linea con i tempi senza limitarsi ad applicare la burocrazia. Maggioranza e opposizione devono deporre le armi, dobbiamo trovare momenti di coesione, collaborare per affrontare una crisi che, come ho detto, non ha precedenti".
Per approfondire:
Dalle Filippine al Bangladesh, le prime misure per conservare le scorte di carburante
Il piano e i tre livelli di crisi
Come detto, la cornice su cui si sta ragionando è anche quella del "Piano di emergenza del sistema italiano del gas naturale" del 2023 che prevede tre livelli di crisi:
- preallarme (informazioni concrete su rischi per gli approvvigionamenti),
- allarme (riduzione degli approvvigionamenti affrontabile con gli strumenti di mercato),
- emergenza (riduzione degli approvvigionamenti non affrontabile con gli strumenti di mercato).
Gli strumenti allo studio
Ma quali sarebbero le misure da mettere in campo se ci dovesse essere un lockdown energetico?
- Uno degli strumenti principali allo studio riguarda lo smart working, che potrebbe essere esteso sul modello adottato durante la pandemia da Covid-19. Attualmente circa il 17% dei dipendenti pubblici utilizza forme di lavoro a distanza, una quota in crescita rispetto all’anno precedente. Le regole già esistenti consentirebbero un ampliamento rapido di questa modalità, anche perché in alcune amministrazioni è già prevista una quota mensile di ore in cui si può lavorare da casa.
- In fase di valutazione c’è poi il contenimento dei consumi energetici. Si ipotizza, ad esempio, secondo quanto emerso in questi giorni, di intervenire sulla temperatura dei condizionatori durante l’estate e quella dei riscaldamenti in inverno, oppure di limitarne le ore di utilizzo. Interventi di questo tipo, secondo le stime, potrebbero portare a un risparmio significativo di gas.
- Anche lo strumento delle targhe alterne per la circolazione dei veicoli non è da escludersi,
- così come una riduzione dell’illuminazione pubblica.
Il gas
Sul gas, che rimane il nodo di maggiore preoccupazione, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Pichetto Fratin, sembrerebbe pronto a presentare un piano focalizzato sulla gestione dei consumi. La fase di maggiore prudenza potrebbe partire già da maggio, quando si prevede un rallentamento nell’approvvigionamento del gas.
Ad ogni modo, Pichetto Fratin dovrà presentare le possibili misure alla premier Giorgia Meloni, prima dell'informativa di giovedì in Parlamento. E proprio il dossier dell'energia - dopo la proroga decisa fino all'1 maggio sul taglio delle accise - sarà uno dei punti che toccherà la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento.
Le mosse dell’Ue
Intanto, già a inizio aprile, Dan Jorgensen, il Commissario Ue all’Energia, in una lettera ai Paesi membri, aveva chiesto di "prepararsi tempestivamente" a "un'interruzione potenzialmente prolungata" delle forniture energetiche.
Nel concreto, l’Unione ha puntato l’attenzione su misure come ad esempio la riduzione dei limiti di velocità di 10 chilometri orari sulle autostrade, incoraggiare il ricorso ai mezzi di trasporto pubblici e limitare la possibilità utilizzare auto private nelle città. Inoltre, viene proposto di incentivare l’utilizzo dello smart working per ridurre i trasporti. Suggerite poi anche misure per dissuadere dal prendere voli non necessari.
Oltre a queste misure, l’Unione europea ha sottolineato anche l’importanza di lavorare per ottenere l’autonomia energetica: tra le proposte c’è quella di aumentare il consumo di biocarburanti, così come continuare a lavorare per aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili: "Questa crisi ci dimostra ancora una volta che la nostra esposizione agli shock energetici esterni è una vulnerabilità importante. E questo è legato alla nostra dipendenza dai combustibili fossili importati", ha sottolineato Jorgensen.
Per approfondire:
Energia, Meloni nel Golfo: "Difendo interesse del nostro Paese"