PA, dopo la scuola rinnovo in arrivo anche per gli altri statali. Cosa cambia
EconomiaIntroduzione
Dopo i lavoratori del comparto scuola, per cui il 1° aprile si è finalizzato l'accordo sull'aumento di 137 euro grazie al nuovo contratto, presto potrebbe arrivare il rinnovo anche per gli altri statali. "La mia intenzione è chiuderli tutti prima della fine dell’estate. Su funzioni centrali, difesa e sicurezza, siamo a buon punto. Vediamo su Enti locali e Sanità quale sarà l’atteggiamento dei sindacati. Ma siamo fiduciosi", ha dichiarato il ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo al quotidiano Il Messaggero. Ecco cosa sapere.
Quello che devi sapere
La discussione
Nel corso del mese di marzo è stata diffusa la bozza relativa al rinnovo del contratto del pubblico impiego per il triennio 2025-2027: un passaggio che potrebbe incidere non solo sulle retribuzioni, ma anche sull’organizzazione del lavoro e sull’equilibrio tra innovazione tecnologica e tutela dei dipendenti. Il confronto è partito ufficialmente lo scorso 12 marzo e, almeno in una prima fase, riguarderà circa 200 mila addetti distribuiti tra ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici.
Per approfondire: Scuola, Zangrillo: "Firmato contratto, aumento medio di 137 euro al mese"
Il ruolo dell’intelligenza artificiale
Uno degli aspetti più innovativi contenuti nella bozza riguarda il ruolo dell’intelligenza artificiale negli uffici pubblici. L’orientamento scelto è quello di introdurre paletti chiari, così da evitare che le decisioni con effetti rilevanti sui lavoratori vengano affidate interamente agli algoritmi. In sostanza, ogni valutazione capace di produrre conseguenze giuridiche oppure di incidere in maniera significativa sul percorso professionale del dipendente dovrà comunque passare da una supervisione umana. L’automazione, quindi, potrà supportare il lavoro amministrativo, ma non sostituire del tutto la responsabilità decisionale delle persone.
Per approfondire: Nuova Irpef e aumenti contrattuali: stipendi più alti a gennaio. Per chi e di quanto
La trasparenza
A rafforzare questo impianto interviene anche il principio di trasparenza, che assume un ruolo centrale. I lavoratori dovranno poter conoscere i criteri e i meccanismi con cui gli strumenti digitali vengono impiegati, ad esempio nell’assegnazione delle attività o nella misurazione delle prestazioni. L’obiettivo dichiarato dal ministro Zangrillo è usare l’innovazione per rendere più snelli i concorsi pubblici e migliorare il rapporto con i cittadini, senza però indebolire il valore della componente umana nei servizi offerti dalla Pubblica Amministrazione.
I salari
Accanto al capitolo tecnologico, la bozza mette sul tavolo anche una revisione degli stipendi, con aumenti differenziati in base all’inquadramento professionale. L’impostazione segue una logica progressiva, pensata per riconoscere il diverso livello di responsabilità e competenza richiesto nei vari ruoli. Per gli operatori, cioè il livello iniziale della struttura amministrativa, l’incremento mensile lordo previsto a regime sarebbe di 119,60 euro. La cifra salirebbe a 125,90 euro per gli assistenti, mentre per i funzionari l’aumento stimato arriverebbe a 152,90 euro lordi al mese. Il valore più alto è quello destinato alle elevate professionalità, per cui si sfiorerebbero i 209 euro lordi mensili. La manovra economica prova così a dare una risposta alle critiche emerse nei precedenti rinnovi contrattuali, giudicati da parte del sindacato insufficienti a fronteggiare la perdita di potere d’acquisto provocata dall’inflazione. In particolare, la Cgil aveva più volte contestato l’inadeguatezza degli aumenti rispetto al costo della vita, tema che resta centrale anche in questa nuova tornata negoziale.
Il tema dell’inflazione
Sul tema si è espresso anche il ministro Zangrillo che, nel corso di un'intervista a Il Messaggero, ha dichiarato: “Per adesso l’inflazione è all’1,7%, meno di quanto riconosciuto con gli aumenti. Se dovessero manifestarsi aumenti strutturali dell’inflazione che vanno oltre quella programmata per l’aumento dei contratti, siamo pronti a ragionare per capire se ci sono le condizioni per rivedere le risorse".
La scuola
Come noto, nella giornata del 1° aprile l'Aran e i sindacati hanno firmato il rinnovo del contratto istruzione e ricerca per il 2025/27: con questo rinnovo il personale avrà un aumento medio di 137 euro al mese. Se si guarda agli ultimi tre contratti firmati l'incremento medio sulle buste paga è di 395 euro. Hanno firmato l'accordo tutte le organizzazioni sindacali, inclusa la Cgil. Un aumento al quale si aggiunge “che buona parte dei quasi 1,3 milioni di dipendenti che rientrano in questo contratto hanno beneficiato anche delle agevolazioni per i dipendenti decise dal governo, dal taglio del cuneo fiscale alla riduzione dell’Irpef”, ha sottolineato Zangrillo. Il ministro ha poi evidenziato come questa scelta sia stata strategica e fatta “per due ragioni. La prima è che l’atto di indirizzo necessario ad avviare le trattative è arrivato molto rapidamente. La seconda è che volevamo dare un segnale. Gli insegnanti sono una parte importante del pubblico impiego e della società. Sono loro che formano le generazioni future”.
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