Scuola, Zangrillo: "Firmato contratto, aumento medio di 137 euro al mese"

Economia
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Introduzione

L'Aran e i sindacati hanno siglato questa mattina il rinnovo del contratto Istruzione e Ricerca per il 2025/27. Ne dà notizia il ministro per la Pubblica amministrazione parlando di "obiettivo raggiunto". Se si guarda agli ultimi tre contratti firmati l'incremento medio sulle buste paga è di 395 euro. Hanno firmato l'accordo tutte le organizzazioni sindacali, inclusa la Cgil. "Il governo continua a lavorare sull'aumento dei salari. Oggi la firma del rinnovo della parte economica del contratto collettivo nazionale del comparto Istruzione, per il triennio 2025-2027, che interessa oltre un milione di dipendenti. È il terzo rinnovo per il comparto Istruzione dall'inizio della legislatura: una cosa mai accaduta prima", è il commento della premier Giorgia Meloni sui social.

Quello che devi sapere

Zangrillo: "Tre rinnovi per la scuola in tre anni"

"Quello che avevamo promesso - ha spiegato Zangrillo - lo abbiamo mantenuto: tre rinnovi per la scuola in tre anni, con l'ultimo firmato appena quattro mesi fa. Dal 2023 a oggi abbiamo siglato i contratti relativi ai trienni 2019/21, 2022/24 e 2025/27. Un obiettivo che possiamo considerare straordinario e che abbiamo raggiunto". Il ministro ha sottolineato che il contratto è stato siglato da tutte le rappresentanze sindacali di categoria inclusa la Cgil.  "Abbiamo garantito così con questi tre contratti - conclude il ministro - incrementi complessivi del 16% per 1,3 milioni di lavoratrici e lavoratori del comparto. Come promesso: ritmo, continuità e basta ritardi. E lo dimostra il fatto che abbiamo già stanziato le risorse per il prossimo triennio 2028/30". Soddisfatto anche il ministro dell'Istruzione Valditara che parla di un "risultato storico".

 

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Aran: "Molto soddisfatti"

"Sono molto soddisfatto - ha detto anche il presidente dell'Aran, Antonio Naddeo - di questa rapida conclusione della parte economica di un contratto molto complesso, che riguarda circa un terzo di tutti i dipendenti pubblici italiani. Per la prima volta nella storia della contrattazione collettiva pubblica, il comparto Istruzione e ricerca è il primo contratto a essere firmato". L'intesa riguarda circa 1,2 milioni di dipendenti pubblici che operano nelle istituzioni scolastiche ed educative, nelle università, negli enti pubblici di ricerca e nelle istituzioni dell'Alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam). 

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Il contratto e gli aumenti

Nello specifico, gli incrementi medi mensili previsti dal nuovo contratto Istruzione e Ricerca saranno di 143 euro per gli insegnanti della scuola e di 107 euro per il personale Ata. Per questa tornata contrattuale sono stati messi a disposizione 1,1 miliardi nel 2025, 2,2 nel 2026, e 3,3 a decorrere dal 2027.

 

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Gli aumenti in base alla categoria

Sempre restando sugli aumenti previsti dal nuovo contratto del comparto Istruzione e Ricerca, gli importi cambiano a seconda della qualifica, degli anni di servizio e dell'amministrazione di appartenenza dei dipendenti. Il Messaggero ha elaborato qualche esempio.

  • Nella scuola gli incrementi del tabellare riservati ai docenti sono compresi in una forchetta tra 110,16 euro e 185,38 euro.
  • Gli aumenti destinati ai collaboratori arriveranno al massimo a 110,84 euro (i collaboratori con meno anni di servizio riceveranno 85,77 euro in più al mese).
  • Quelli degli operatori oscilleranno tra 125 e 161 euro,
  • quelli degli assistenti tra 95 e 128 euro,
  • mentre quelli dei funzionari e delle elevate qualificazioni potranno raggiungere un picco di 194,57 euro.

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Gli aumenti nelle università

Nelle università, invece, le elevate professionalità otterranno a regime 158 euro lordi di aumento mensile grazie al nuovo contratto. Per i funzionari degli atenei l'asticella si ferma a 140 euro. Collaboratori ed esperti linguistici vedranno un aumento di 106 euro in più in busta paga. Per il personale Afam sono previsti incrementi mensili della retribuzione tabellare fino a 225,24 euro per i docenti e fino a 180 euro per i ricercatori. Ma è negli enti di ricerca che si registreranno gli incrementi più significativi, fino a 463,35 euro lordi in più al mese.

Gli arretrati

Mentre sugli arretrati, nella scuola questa voce vale in media 812 euro. La cifra sale invece fino a 1.253 euro se si tratta degli enti di ricerca. 

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Gli altri nodi da sciogliere

I prossimi negoziati, secondo quanto trapela, dovrebbero concentrarsi sulle misure per migliorare la conciliazione tra vita e lavoro, sulle tutele per il personale fragile e a favore dei caregiver, e sulle agevolazioni per i dipendenti della scuola. Come emerso nei mesi scorsi, l’atto di indirizzo dei ministri Paolo Zangrillo e Giuseppe Valditara apre, ad esempio, alla possibilità di stipulare delle convenzioni speciali con le banche in modo che gli insegnanti possano beneficiare in futuro di mutui a tassi scontati sull'acquisto della prima casa. Il tema, sempre secondo le anticipazioni, sarà affrontato durante il secondo atto della trattativa. Un altro tema da affrontare sarà poi quello legato ai buoni pasto, perché, per ora, i docenti sono esclusi da questo benefit.

Gli altri rinnovi

Intanto, anche la trattativa per il comparto delle Funzioni centrali procede, con il negoziato che è stato avviato a dicembre. Ai dipendenti del comparto sono stati promessi aumenti medi pari a circa 209 euro lordi al mese. 

 

Inoltre, a breve, dovrebbero iniziare le trattative anche per il rinnovo dei contratti dei dipendenti locali, dei medici e degli infermieri.

 

Il governo, che ha investito 30 miliardi di euro per assicurare per la prima volta la continuità contrattuale nel pubblico, ha l'obiettivo di rinnovare tutti i contratti del triennio 2025-27 entro la fine dell'anno

 

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