Guerra, a Dubai crolla il mercato immobiliare: giù i prezzi delle case di lusso
EconomiaIntroduzione
La guerra in Medio Oriente ha incrinato l’immagine di Dubai come porto sicuro della regione del Golfo. Per anni la città ha cavalcato l’onda di una crescita esponenziale, attirando investitori e nuovi residenti da tutte le parti del mondo. L’aeroporto è adesso spesso nel mirino dei missili iraniani. Le immagini dei sistemi di sicurezza che neutralizzano droni nemici in cielo tra i grattacieli, o dei droni che li colpiscono direttamente, hanno fatto il giro del mondo.
Ne soffre, senza sorprese, il mercato immobiliare, che dal 28 febbraio (data dell’inizio dell’attacco di Usa e Israele all’Iran) a oggi è già crollato. Un report di Goldman Sachs, ripreso da alcune testate di settore, segnala che il valore complessivo delle transazioni immobiliari nella prima metà di marzo è già diminuito del 31% su base annua e del 51% su base mensile dall’inizio del conflitto.
Quello che devi sapere
Dubai, mercato immobiliare in crisi
I segmenti del mercato a soffrire di più sono quello degli immobili già pronti (il cosiddetto mercato secondario) e quello delle ville di lusso. Il valore delle transazioni del primo è andato giù del 59% rispetto ai 12 mesi precedenti, quello del secondo dell’89%. Le transazioni per il settore degli immobili su progetti hanno segnato invece un -38%, con un tonfo particolare degli appartamenti.
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I prezzi delle ville e degli appartamenti a Dubai
Guardando ai prezzi, basandosi su dati relativi al periodo che va dall’1 al 12 marzo, Goldman Sachs segnalava un costo medio degli appartamenti per square foot (circa 0,0929 metri quadrati) in discesa del 3% rispetto all’anno precedente e dell’8% su base mensile. Per quanto riguarda le ville, i prezzi sarebbero ancora più alti del 2025 (+16%), ma se si riguarda il mese precedente hanno già iniziato ad andare in negativo (-2%).
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In picchiata le azioni di Emaar Properties
Si segnala anche come le azioni di Emaar Properties, tra i più grandi attori del mercato immobiliare degli Emirati Arabi Uniti (responsabile, tra le altre cose, del Dubai Mall e del Burj Khalifa), dallo scoppio della guerra sono andate in picchiata, perdendo il 40%.
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Il crollo dei sukuk
Allargando il campo di indagine, come riportato negli scorsi giorni da Bloomberg, anche le obbligazioni legate alle società attive nella galassia immobiliare mostrano segni di cedimento, a partire dai sukuk, le obbligazioni islamiche verdi. Qualche esempio: a marzo perdevano ben l’8,5% quelle emesse lo scorso settembre da Sobha Realty, il 7,8% quelle di Binghatti Holding Ltd emesse a febbraio.
I prezzi
La stampa estera ha raccolto qualche dato concreto per capire meglio cosa sta succedendo. Dubai è ormai da anni meta privilegiata per imprenditori e celebrità in cerca di investimento, molto popolare tra chi viene ad esempio dal Regno Unito. È infatti il Daily Mail a riportare alcune cifre. Il 19 marzo, scrive la testata sulla base del monitoraggio dei prezzi, una villa sull’isola di Lanai era in vendita a 2,3 milioni di sterline in meno del giorno precedente. Si parla anche di ville nella zona di Jumeriah che in poco tempo risultavano in vendita a un milione in meno del prezzo di partenza.
La fascia del lusso messa in crisi dalla guerra
L’andamento del mercato dipenderà molto dalla durata del conflitto, di cui al momento non si vede la fine. Se andasse avanti ancora per molto, stimano gli analisti di Standard & Poor’s, la fetta di mercato che andrebbe a risentirne di più sarebbe quella della fascia più alta del lusso. Molti milionari e miliardari potrebbero decidere di abbandonare definitivamente Dubai, per trasferirsi verso posti più sicuri e lontano dal Medio Oriente. Una battuta di arresto dei flussi di nuovi residenti verso la metropoli emiratina andrebbe poi a impattare non poco sui costruttori di appartamenti: la crescita urbana di Dubai è ancora in corso, e sono molti gli edifici che devono ancora essere ultimati e su cui le imprese puntavano per i propri ricavi.
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