Nexi, le azioni crollano in Borsa del 20% dopo i conti 2025 e un nuovo piano senza buyback

Economia

Dopo i conti 2025 e un piano industriale giudicato troppo prudente, il mercato ha reagito male alla crescita limitata nel breve periodo, all'assenza di un nuovo buyback e alla maxi‑svalutazione da 3,7 miliardi. Hanno pesato anche i dati trimestrali sotto le attese, nonostante l'aumento del dividendo a 350 milioni

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Nexi ha attraversato una giornata estremamente difficile a Piazza Affari, dove il titolo della società dei pagamenti digitali è arrivato a perdere quasi il 20%, scendendo fino a 2,64 euro per azione, il livello più basso degli ultimi sei anni. La reazione negativa è esplosa dopo la presentazione del nuovo Piano Industriale che non ha convinto gli investitori.

Il nuovo piano industriale 

Durante il Capital Markets Day, il primo dopo quattro anni, l'amministratore delegato Paolo Bertoluzzo ha illustrato la strategia "The Enduring Platform to Power Cash Generation", un progetto che punta a rafforzare la generazione di cassa e la solidità del gruppo nel medio-lungo periodo. La società intende investire in tecnologia, nuovi prodotti e intelligenza artificiale. "Il periodo di mercato non è particolarmente sereno. Detto questo, abbiamo presentato un piano che prevede investimenti per garantire una crescita sostenibile di lungo periodo", ha spiegato Bertoluzzo. Il nodo critico, però, riguarda il ritmo di crescita previsto nei prossimi anni. Ricavi ed ebitda dovrebbero aumentare solo del 2-3% annuo nel breve periodo, un passo considerato troppo lento dal mercato. Un'accelerazione verso il 4-6% è attesa solo dal 2028.

La scelta di rinunciare al buyback

Il punto più contestato del piano riguarda l'assenza di un nuovo programma di buyback. Molti operatori si aspettavano che Nexi annunciasse un riacquisto di azioni proprie, considerato un modo per sostenere il titolo. La società ha invece deciso di concentrare le risorse sui dividendi, che nel 2026 dovrebbero raggiungere i 350 milioni di euro, in aumento rispetto ai 300 milioni dell'anno precedente, con un rendimento vicino al 9%. Nel triennio, la distribuzione complessiva agli azionisti dovrebbe superare 1,1 miliardi di euro, una cifra importante ma comunque inferiore alle aspettative del mercato. La proposta sarà sottoposta all'assemblea degli azionisti del 29 aprile 2026.

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I conti del 2025 

A pesare ulteriormente sul titolo sono arrivati i risultati del quarto trimestre 2025, leggermente inferiori alle stime degli analisti. I ricavi trimestrali si sono fermati a 942,5 milioni di euro, sostanzialmente in linea con l'anno precedente, mentre la crescita "sottostante" del business, pari al 6%, è stata frenata dall'impatto di alcuni contratti bancari. Nel complesso, Nexi ha registrato ricavi in aumento del 2,1% a 3,59 miliardi di euro ed ebitda in crescita del 2,3% a 1,9 miliardi, con un margine del 53,1%. La generazione di cassa ha raggiunto 806 milioni, mentre il debito netto è sceso a 4,94 miliardi, con un rapporto debito/ebitda pari a 2,6 volte. Nel corso dell'anno il gruppo ha inoltre rimborsato 507 milioni di debito in scadenza, proseguendo nel percorso di riduzione dell'indebitamento dopo le grandi acquisizioni degli anni passati.

Le previsioni per il 2026

Per il 2026 Nexi prevede una generazione di cassa di circa 750 milioni di euro, in calo rispetto agli oltre 800 milioni del 2025. La riduzione è attribuita principalmente a un aumento delle tasse e a un incremento degli investimenti.

La maxi-svalutazione 

Nei risultati 2025 compare una svalutazione dell'avviamento di circa 3,7 miliardi di euro, legata alle acquisizioni degli anni scorsi nel settore dei pagamenti. Secondo Bertoluzzo si tratta di una rettifica puramente tecnica: "È stata fatta per riallineare i valori delle acquisizioni di qualche anno fa ai multipli di mercato del settore, che negli ultimi anni si sono ridotti parecchio". Il ceo ha sottolineato che l'operazione non ha effetti sulla cassa e non cambia la capacità del gruppo di generare liquidità o pagare dividendi. A causa di questa svalutazione, Nexi chiude il 2025 con una perdita contabile di circa 3,4 miliardi di euro. Escludendo le componenti straordinarie, però, l'utile "normalizzato" resta positivo e in crescita, raggiungendo 783 milioni di euro.

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