Usa, 24 Stati fanno causa a Trump per i nuovi dazi al 10%

Economia

Nella loro causa, i procuratori generali di New York, California, Oregon e altri hanno sostenuto che il presidente aveva "ancora una volta esercitato un'autorità tariffaria che non ha". " In precedenza, un giudice del tribunale commerciale statunitense aveva ordinato alla dogana Usa di rimborsare le aziende

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Un gruppo di Stati americani ha annunciato di avere intentato una causa contro i nuovi dazi del 10% sulle importazioni imposti da Donald Trump, dopo la sentenza della Corte Suprema che ha annullato le tariffe globali. Nella loro causa, i procuratori generali di New York, California, Oregon e altri hanno sostenuto che il presidente aveva "ancora una volta esercitato un'autorità tariffaria che non ha". "Poiché questi dazi sono illegali, questa Corte dovrebbe dichiararli non in vigore" e ordinare che vengano effettuati i rimborsi, ha affermato il gruppo di 24 Stati nella sua denuncia alla Corte del Commercio Internazionale Usa. I nuovi dazi hanno una durata di soli 150 giorni, a meno che non vengano prorogati dal Congresso, ma Trump ha già minacciato di aumentare l'aliquota al 15%.

Giudice ordina a dogana di rimborsare le aziende

In precedenza, un giudice del tribunale commerciale statunitense aveva ordinato al governo federale di avviare il pagamento di rimborsi potenzialmente miliardari agli importatori che  hanno versato dazi doganali dichiarati illegali dalla Corte Suprema il mese scorso. La decisione era arrivata dal giudice Richard Eaton, della Corte del Commercio Internazionale di Manhattan, che aveva imposto al governo di ricalcolare il costo d'ingresso di milioni di spedizioni negli Stati Uniti senza applicare i dazi contestati, come riportato in un documento del tribunale. I rimborsi dovranno essere effettuati con gli interessi.

Il meccanismo dei dazi

Quando una merce entra negli Stati Uniti, l'importatore paga un dazio stimato, che viene poi finalizzato dopo circa 314 giorni, in un processo noto come liquidazione. È in questa fase che la Customs and Border Protection definisce l'importo finale dovuto. Con la nuova ordinanza, Eaton impone alla Customs and Border Protection di finalizzare le spedizioni senza applicare i dazi, con conseguente rimborso.

Il richiamo del giudice 

Durante un'udienza, secondo una registrazione pubblicata sul sito del tribunale, Eaton ha sottolineato che l'agenzia doganale ha già le competenze tecniche per procedere rapidamente: "La dogana sa come farlo", ha dichiarato il giudice, ricordando che i rimborsi vengono emessi regolarmente quando un importatore paga più del dovuto. Secondo Eaton, la Customs and Border Protection dovrebbe essere in grado di programmare i propri sistemi e avviare i rimborsi: "Lo fanno ogni giorno. Liquidano le entrate ed effettuano i rimborsi", ha ribadito.

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