Nel suo intervento all'Assiom Forex, il governatore della Banca d'Italia ha messo in evidenza la necessità di aumentare la produttività. Panetta ha inoltre richiamato l’attenzione su commercio internazionale, solidità delle banche, politica monetaria flessibile e accelerazione su digitale e Intelligenza artificiale
"Un modello di crescita" dell'economia italiana "fondato sull'espansione dell'occupazione e dei salari contenuti non è sostenibile", "alla luce delle tendenze demografiche". Lo ha dichiarato il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta nel suo intervento all'Assiom Forex. Secondo Panetta, i progressi del Pil degli ultimi anni "non vanno sottovalutati" ma "non sono sufficienti a colmare le carenze strutturali" né a garantire un "ritorno stabile su un sentiero di crescita duratura". Panetta ha sottolineato come "senza un deciso aumento della produttività, lo sviluppo rischia di arrestarsi".
Panetta: “Ripensare commercio, bene accordi Ue con Mercosur e India”
Per il governatore della Banca d'Italia il contesto globale impone di ripensare “il commercio internazionale” visto che il "ritorno all'assetto precedente non è realistico”. “Per questo sono positivi gli accordi siglati dalla Ue con Mercosur e India”, ha riferito ricordando che "in Europa, quasi la metà dell'interscambio avviene nell'ambito di accordi preferenziali" e la quota è destinata ad aumentare. "Ma arrendersi alla frammentazione sarebbe un errore. Il sistema multilaterale, pur imperfetto e talora squilibrato, ha garantito per decenni un'espansione senza precedenti degli scambi, della crescita e del benessere globale”, ha ammonito Panetta.
“Banche solide, non siano caute su sostegno a innovazione”
Il comparto bancario italiano è solido e rappresenta "un elemento di stabilità per l'Italia" ed è un bene che sia attento ai rischi, ma questo "non deve tradursi in eccessiva cautela che potrebbe penalizzare iniziative imprenditoriali con prospettive valide". Panetta ha riconosciuto poi che "i finanziamenti alle imprese sono tornati a crescere" grazie alla ripresa "degli investimenti". Questo deve proseguire come "sostegno agli investimenti all'innovazione e alla diffusione delle tecnologie digitali" e divenire un "apporto fondamentale per la crescita".
“La Bce mantenga un approccio flessibile”
Secondo Panetta, “la politica monetaria deve mantenere un approccio flessibile, ancorato alle prospettive di medio termine e fondato su una valutazione complessiva dei dati e delle implicazioni per inflazione e crescita". Le proiezioni di marzo saranno utili, ha spiegato, “per la Bce”, visto che "il calo dell'inflazione" di gennaio all'1,7% "leggermente accentuato rispetto alle attese, non modifica significativamente la valutazione di medio termine, ma segnala alcuni elementi da monitorare". Panetta ha inoltre sottolineato come "l'impatto disinflazionistico per ora resta contenuto, ma è già visibile - i prezzi dei beni più esposti alla concorrenza cinese decelerano più rapidamente degli altri - e potrebbe rafforzarsi nei prossimi mesi".
“Digitale e Ia per Italia opportunità da non rinviare”
L'Italia e l'Europa devono "accelerare la diffusione" delle tecnologie digitali, "un'opportunità che non può essere rinviata" per potersi garantire un futuro di crescita e "governare le implicazioni economiche e sociali”, ha aggiunto nel suo discorso, pur concedendo come sia "presto per valutare appieno la portata" del ciclo tecnologico trainato dall'Ia, si tratta di "una trasformazione destinata a incidere profondamente sulle prospettive di crescita".
“Stablecoin rischi a stabilità, serve euro digitale”
Il governatore della Banca d'Italia è poi tornato a sottolineare i rischi alla stabilità finanziaria derivanti dagli stablecoins, anche in presenza di regole "più stringenti" e per questo "il progetto di euro digitale mira a tutelare il ruolo della moneta pubblica". Panetta ha rilevato come "la diffusione delle stablecoins - generalmente denominate in dollari e ancorate ad attività finanziarie statunitensi - potrebbe rafforzare ulteriormente il ruolo internazionale della moneta americana, soprattutto nei pagamenti transfrontalieri, dove i servizi bancari restano spesso costosi e poco efficienti". L'espansione delle stablecoins, ha aggiunto, “solleva interrogativi rilevanti". Si rischia di "amplificare il rischio di "corse digitali" ai riscatti e porre questioni di sovranità monetaria nei paesi più piccoli o con sistemi finanziari meno sviluppati. Restano inoltre aperte criticità sul fronte del contrasto alle attività illecite". "Di fronte a queste trasformazioni, il cambiamento va governato, non subìto" sottolineando "i mercati all'ingrosso, le iniziative Pontes e Appia" mentre "parallelamente, le banche stanno sviluppando progetti di tokenizzazione dei depositi".
“Onere dazi ha pesato su più paesi, anche Usa e Cina”
Gli oneri dei dazi "si sono distribuiti tra più paesi, inclusa la Cina, le cui imprese hanno dovuto ridurre i prezzi di vendita per ampliare l'accesso a mercati alternativi”, ha spiegato Panetta. "In base alle stime disponibili, l'onere dei dazi sarebbe finora ricaduto soprattutto sull'economia statunitense" ha detto - "gli esportatori stranieri ne avrebbero sostenuto una quota limitata, stimata attorno al 10 per cento". “Nel complesso, la ricomposizione geografica degli scambi ha attenuato l'impatto delle misure doganali sui volumi commerciali" ma "ciò non significa che i dazi siano privi di costi. Essi hanno accresciuto la complessità delle catene globali del valore, con effetti sui costi di produzione, sui tempi di approvvigionamento e sulla trasparenza degli scambi".