Il dirigente del Mef e componente del comitato rischi di Mps si è dimesso dopo l’apertura delle indagini a suo carico per insider trading
Stefano Di Stefano, amministratore non indipendente e componente del comitato rischi e sostenibilità, ha rassegnato oggi le proprie dimissioni dalla carica, con decorrenza immediata. Lo ha comunicato in una nota stampa Monte dei Paschi di Siena. Il manager del gruppo bancario toscano avrebbe lasciato per ragioni personali e inevitabilmente legate all'avvio, nei giorni scorsi, delle indagini a suo carico. Di Stefano, che è anche un alto dirigente del Tesoro, è stato indagato a Milano per insider trading sui titoli Mps e Mediobanca. Il Monte, preso atto della decisione, ringrazia Di Stefano per l'attività svolta quale consigliere in questi anni.
L’accusa e le indagini
Di Stefano è accusato di aver sfruttato informazioni riservate, per via del suo ruolo, per acquistare azioni Mps e Mediobanca e guadagnare dal lancio dell'offerta pubblica di scambio - che risale al 24 gennaio 2025 - da parte della banca senese sull'istituto milanese. Tra il 2 e il 21 gennaio dello scorso anno il dirigente del Mef avrebbe acquistato 33mila euro di azioni Mps e 120mila euro di Mediobanca e, rivendendole il 28 gennaio, avrebbe incassato un profitto di poco meno di 9mila euro per sé e di poco più di mille euro per il figlio. A novembre, durante perquisizioni e sequestri nelle indagini sul risiko bancario, disposte dai pm Luca Gaglio e Giovanni Polizzi, con l'aggiunto Roberto Pellicano, i militari della Gdf fecero visita, oltre che agli attuali indagati per aggiotaggio e ostacolo, anche a due dirigenti del Mef, tra cui Di Stefano, entrambi non indagati in questo capitolo. Al consigliere-dirigente, però, venne consegnata un'informazione di garanzia per quell'accusa di abuso di informazioni privilegiate nel filone autonomo.