Introduzione
Hanno iniziato a circolare online le date in cui saranno elaborate le emissioni - e anche le date di pagamento - degli stipendi dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, gestiti dalla piattaforma del ministero NoiPA, attesi nel mese di febbraio 2026. Sono diversi i giorni da segnare in rosso sul calendario per i lavoratori pubblici, in un periodo che è contraddistinto anche dall’arrivo del conguaglio fiscale - che può alterare anche in modo sostanziale la busta paga, in base al credito o debito maturato - oltre che dal pagamento dell’ ”una tantum” previsto dal contratto nazionale della scuola. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
Quello che devi sapere
Che cos’è NoiPA
In primo luogo, è necessario sapere che cos’è NoiPA: si tratta, si legge sullo stesso sito del portale, di una “piattaforma realizzata dal Dipartimento dell'Amministrazione Generale del personale e dei servizi del Ministero dell'Economia e delle Finanze per la gestione del personale della pubblica amministrazione”. NoiPA dunque “lavora ogni giorno per essere al fianco delle Pubbliche Amministrazioni, seguendo passo dopo passo tutti gli aspetti legati alla gestione del personale”. E tra questi c’è appunto la possibilità per i lavoratori - tra cui anche gli insegnanti - di consultare i propri cedolini.
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Il conguaglio fiscale
La busta paga di febbraio 2026 per i lavoratori pubblici può contenere differenze anche sostanziali rispetto agli altri cedolini: in questo mese infatti è previsto l’arrivo del conguaglio fiscale per l’anno 2025, cioè il ricalcolo definitivo dell’IRPEF rispetto alle trattenuto che vengono fatte ogni mese. Questo vuol dire che i lavoratori potrebbero trovarsi a ricevere uno stipendio più alto nel caso risulti un credito, oppure più basso qualora ci sia un debito da saldare.
L’una tantum per insegnati e personale ATA
Lo stipendio di febbraio 2026 avrà poi una importante differenza per gli insegnati e il personale ATA: è infatti in questo mese che verrà pagato l’”una tantum” previsto dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Scuola per il triennio 2022-2024. NoiPA spiega che saranno dunque pagati “111,70 euro lordi per il personale docente” e “270,70 euro lordi per il personale ATA”. Inoltre “per gli arretrati e gli importi una-tantum, l’imposizione fiscale è a tassazione separata. Si precisa, infine, che il riconoscimento dell’una tantum è subordinato alla condizione che il rapporto di lavoro sia iniziato entro il 31 dicembre 2023 e non sia cessato anticipatamente”.
Le date di febbraio 2026
Ma quali sono dunque le date a cui fare attenzione nel corso del mese? Secondo quanto trapelato da diverse fonti, in questi giorni hanno preso il via le elaborazioni delle prime emissioni rivolte ai dipendenti pubblici nel mese di febbraio 2026. In questi giorni però in lavorazione ci sarebbero quelle speciali rivolte al personale assunto con contratti brevi nella scuola e nella sanità, così come dei volontari dei Vigili del Fuoco.
Il calcolo dello stipendio e il cedolino
La data da cerchiare in rosso per molti dei lavoratori della pubblica amministrazione è quella di venerdì 13 febbraio: da quel giorno in avanti, infatti, verrà effettuato il calcolo dello stipendio della grande maggioranza dei dipendenti pubblici. Nei giorni successivi, probabilmente nella finestra tra il 16 e il 18 febbraio, dovrebbe essere pubblicato il cedolino con il dettaglio dello stipendio.
Le altre date da ricordare
Ci sono anche altre date a cui prestare attenzione: lunedì 16 febbraio è infatti in calendario anche una emissione urgente, che riguarderà soprattutto gli arretrati dovuti ed eventuali variazioni che sono state comunicate in ritardo dall’amministrazione. Inoltre dieci giorni dopo - il 26 febbraio - è stata fissata la data per l’emissione ordinaria riferita allo stipendio di marzo 2026.
Quando viene pagato lo stipendio di febbraio
L’ultima domanda a cui è necessario rispondere è: quando saranno pagati gli stipendi di febbraio? L’accredito relativo al secondo mese del 2026 dovrebbe arrivare - indicativamente - intorno a lunedì 23 febbraio. Quel giorno lo stipendio dovrebbe essere pagato alla grande maggioranza dei lavoratori pubblici, tra cui gli insegnati, i sanitari, le forze dell’ordine e gli amministrativi della PA.
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