Bce: nuovi stress test nel 2026, focus su rischi geopolitici e cyber

Economia

L’Eurotower guidata da Christine Lagarde attenziona le banche della zona euro ad una maggiore vigilianza. La Bce dà il buon esempio e rafforza così le attività di sorveglianza sugli istituti bancari in merito a due aspetti in particolare: i rischi geopolitici e gli attacchi hacker. Come? Con specifici stress test dedicati a valutare la tenuta del settore in caso di gravi tensioni internazionali e nell’eventualità di una paralisi operativa causata da attacchi cyber o problemi tecnologici

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In un articolo a firma Sharon Donney (componente del board della vigilanza Bce) e Mario Quagliarello (director supervisory strategy and risk della Bce) che approfondisce le linee guida per il 2026, si sottolinea come il settore bancario europeo "stia navigando in un ambiente esterno difficile". Per questo "posizioni di capitale e liquidità forti e una redditività sostenibile sono cruciali" per permettere agli istituti di credito di affrontare i pericoli. L'articolo ricorda come nel 2026 si terrà uno 'stress test inverso', i cui risultati saranno diffusi in estate, dove sarà compito di ciascuna banca definire il proprio scenario geopolitico. La vigilanza vaglierà anche come l'Intelligenza artificiale viene utilizzata dalle banche e i suoi impatti sui profili di rischio.  

Rischi geopolitici

La vigilanza bancaria dovrà anche quindi organizzarsi al suo interno per fare fronte a questi rischi, specie quelli legati alla tecnologia giudicati prioritari per i prossimi due anni. Le "incertezze geopolitiche" pur non essendo una novità rispetto agli ultimi anni, "stanno crescendo" e la vicenda "dei dazi Usa mostra come" possano trasmettersi all'economia e ai mercati finanziari. Anche perché notano gli autori, gli aiuti pubblici da parte degli Stati, per limitare l'impatto degli shock economici (anche tramite le garanzie statali ai crediti) saranno inferiori data "l'alta spesa pubblica e i tagli ai bilanci".

Rischi cyber

Non solo, c'è anche la necessità di assicurare che le banche mantengano la loro operatività di fronte ad attacchi cyber o malfunzionamenti tecnologici, un aspetto vitale in un settore sempre più dominato dal digitale e dove i principali provider Ict esterni sono localizzati fuori dalla Ue e pochi dominano il mercato, specie delle banche di maggiori dimensioni, aumentando così i rischi per il sistema in caso di problemi. Più che sulla prevenzione l'obiettivo è incentrarsi su quanto velocemente le banche riescano a ripristinare la loro operatività. La vigilanza si aspetta quindi che "le banche attuino con rapidità" le misure previste dal Digital Operational Resilience Act introdotto lo scorso anno.

La sfida dell’intelligenza artificiale

Infine il capitolo intelligenza artificiale. La sua accelerazione sta "trasformando il comparto bancario. Gli istituti di credito devo agire strategicamente per sfruttare il suo valore nel lungo termine e tenere conto dei rischi associati". Al momento viene usata con prudenza per i due aspetti chiavi dell'individuazione di frodi e merito di credito. Anche per questo la vigilanza espanderà la sua azione di verifica "chiedendo alle banche come utilizzano questi nuovi strumenti". 

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