Eredità Agnelli, il giudice rigetta la richiesta di patteggiamento di Gianluca Ferrero

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Il rifiuto del patteggiamento per il commercialista Gianluca Ferrero riapre il procedimento sulla presunta frode fiscale legata alla residenza di Marella Agnelli, in cui è coinvolto anche John Elkann. La decisione della gip De Maria rimanda il fascicolo in Procura e complica gli equilibri già alterati dall'imputazione coatta di dicembre

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Il tribunale di Torino rimette mano al procedimento sulla presunta frode all'erario legata alla residenza di Marella Agnelli, vicenda in cui è coinvolto anche l'imprenditore John Elkann. La gip Giovanna De Maria ha respinto il patteggiamento richiesto dal secondo indagato, Gianluca Ferrero, storico commercialista della famiglia Agnelli. Durante l'udienza, sono stati gli stessi difensori del professionista a rinunciare formalmente alla proposta concordata mesi fa con la Procura: una pena sostitutiva pari al pagamento di 73 mila euro, senza sanzioni accessorie. I pm si sono opposti alla revoca, ma la giudice - pur con motivazioni diverse - ha accolto la linea degli avvocati. Ora il percorso processuale riparte da zero e resta incerto l'esito dell’udienza dell'11 febbraio, quando sarà esaminata la richiesta di "messa alla prova" con cui Elkann punta a chiudere la propria posizione.

La svolta di dicembre

Fino ai primi di dicembre, il fascicolo sembrava avviato verso una conclusione senza scossoni. Dopo il versamento di 183 milioni di lire all'Agenzia delle Entrate da parte di Elkann, la Procura aveva chiesto l'archiviazione per la maggior parte delle ipotesi di reato. La situazione è cambiata bruscamente quando un altro gip, Antonio Borretta, ha ordinato ai pm di formulare un capo d'accusa per Elkann e Ferrero: "infedeltà" nelle dichiarazioni dei redditi per gli anni 2018 e 2019. La cosiddetta imputazione coatta ha ribaltato gli equilibri, mettendo in discussione accordi e trattative già avviate. Da qui la decisione dei legali di Ferrero di ritirare il patteggiamento. "Un passo necessario - ha commentato uno dei difensori, Marco Ferrero -. Si è creata una situazione processuale confusa e balzerina. E la giudice ha sostanzialmente accolto le nostre osservazioni".

Il dossier rinviato in Procura

Secondo la gip De Maria, il patteggiamento non era più "congruo" rispetto alla nuova qualificazione giuridica delineata dai pm e superata dall'imputazione coatta. Il fascicolo relativo a Ferrero - che comprende le accuse di truffa, falso e infedeltà nelle dichiarazioni dei redditi per gli anni 2015, 2016 e 2017 - torna quindi in Procura, dove riprenderà il suo iter. "In caso di richiesta di rinvio a giudizio, chiederemo la riunione dei due procedimenti", ha anticipato il legale, aggiungendo che, a suo avviso, l'esito dell'udienza odierna non dovrebbe incidere su quella dell'11 febbraio. 

Nonostante le previsioni, la storia giudiziaria legata alla residenza di Marella Agnelli continua a riservare sorprese e i colpi di scena sono dietro l'angolo.

 

 

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