Mutui, dai tassi variabili fino alle cifre richieste: tutte le novità del mercato

Economia
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Introduzione

Il 2025 è terminato da poco, ed è stato considerato come un anno “sicuramente incoraggiante per il mercato dei mutui”, secondo quanto dichiarato dal COO & managing director financial products di MutuiOnline.it Matteo Favaro. I 12 mesi appena conclusi si sono caratterizzati per alcune novità rispetto al passato: “Oggi i mutui a tasso variabile risultano essere l’opzione sulla carta più conveniente: rispetto al fisso”, ha spiegato ancora Favaro citato da La Repubblica. “Tuttavia, soltanto il 2,9% dei clienti di MutuiOnline.it ha optato per il tasso indicizzato nel 2025, dal momento che la forbice tra le due tipologie di finanziamento è ancora troppo piccola e il tasso fisso (che ha assorbito il 96,1% del totale delle richieste) permette di bloccare la rata a condizioni favorevoli”. Ecco tutto quello che è successo sul mercato nell’anno appena concluso.

Quello che devi sapere

I tassi variabili più convenienti

Per quanto concerne i tassi dei mutui, nella seconda metà del 2025 quelli variabili sono tornati a essere più vantaggiosi rispetto a quelli fissi: la discesa dei tassi di interesse voluta dalla Banca Centrale Europea ha dunque iniziato a produrre effetti sul mercato dei finanziamenti. Alla fine dello scorso mese - riporta ancora MutuiOnline.it - il tasso nominale medio del variabile si collocava a quota al 2,64%, circa 70 punti base in meno rispetto al fisso che era invece in media al 3,34%. Dunque su un mutuo di 20 anni da 100 mila euro la rata del variabile risultava più basa di circa 35 euro al mese, con un risparmio complessivo di circa 8.400 euro sulla durata complessiva del finanziamento.

 

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Gli italiani preferiscono il tasso fisso

Nonostante il tasso variabile sia diventato mediamente più conveniente di quello fisso, gli italiani sembrano continuare a preferire quest’ultimo. Nell’ultimo trimestre dell’anno infatti a scegliere il tasso fisso è stato ben oltre il 90% degli utenti censiti: la scelta sembra essere guidata dalla volontà di bloccare la rata a condizioni considerate accettabili e mettersi al riparo dai futuri possibili cambiamenti di scenario. In particolare per i nuclei familiari con capacità di spesa limitata - o con una esposizione finanziare significativa - la certezza della rata fissa mensile appare essere un fattore decisivo. A prediligere il mutuo a tasso variabile è invece chi ha una maggiore propensione al rischio.

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Il Tan fisso e variabile

Osservando direttamente i numeri, a dicembre 2025 il Tan medio del tasso variabile - prendendo in considerazione sia le opzioni standard che i mutui green - è stato del 2,66%: si tratta di un valore in netta diminuzione rispetto al 3,71% che si era registrato nel mese di gennaio 2025. La migliore offerta è stata al 2,29%, contro il 3,26% dell’inizio dell’anno. Invece il  Tan del tasso fisso è stato pari al 3,33% in media, in aumento rispetto alla media di gennaio quando era al 2,83%. A pesare nella parte conclusiva dell’anno è stata la crescita dei rendimenti di alcuni titoli, tra cui i Bund tedeschi.

La durata e l’importo dei mutui

Guardando poi alla durata dei mutui richiesti dagli italiani, i dati dell’Osservatorio indicano come il 2025 sia stato caratterizzato dai massimi storici di durata media del finanziamento e di importo medio richiesto. Secondo gli analisti questo mette in luce “una crescente fiducia nel mercato da parte di consumatori e istituti di credito, con questi ultimi che concedono finanziamenti sempre più lunghi e importi più elevati”. Per quanto concerne la durata dei mutui, tra gennaio e dicembre è stata pari a 24 anni e 7 mesi in media: si tratta di 3 mesi in più rispetto al 2024. Osservando invece l’importo medio richiesto, nel 2025 è stato pari a 144mila euro, con un aumento di circa 3.500 euro sul 2024 e di oltre 10mila sul 2023.

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I dati regionali dei mutui

L’importo richiesto per i mutui ha fatto registrare notevoli differenze da zona a zona del Paese. Infatti il Trentino-Alto Adige si è confermata la regione dove si chiede una cifra più alta: poco più di 190mila euro in media. A seguire si trova la Lombardia, con 168mila euro, e il Lazio sul gradino più basso del podio. In fondo alla graduatoria c’è il Molise, dove la richiesta media si è attestata sui 104.500. Risulta essere in lieve crescita anche il valore medio degli immobili in Italia: nel 2025 ha raggiunto quota 227.350 euro, contro i 225.150 dell’anno precedente. Infine, rispetto al 2024 aumentano le richieste per l’acquisto della prima casa. Stabile l’età media dei richiedenti, con quasi il 40% delle richieste arrivate da persone under 36.

La spesa degli italiani per la casa

Ma verso che tipo di spesa si orientano gli italiani? Una recente analisi dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha osservato la disponibilità per l'acquisto di immobili nelle grandi città italiane, ed è emerso come la maggioranza delle persone (il 23,6% del totale) si sia orientato verso una fascia di prezzo fino a 119mila euro, cioè quella più bassa. Un trend che è continuato senza rilevanti scossoni fin dall’inizio del 2025. A poca distanza (23,4%) si trova poi la fascia di prezzo compresa tra 170mila e 249mila euro. Al terzo posto c’è invece quella tra 120mila e 169mila euro, mentre la fascia di prezzo tra 250mila e 349mila euro si attesta al 17,6%.

 

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