Spid Poste, dal 1° gennaio il servizio è a pagamento: quanto costa e chi non deve pagarlo

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Una svolta significativa interessa l’identità digitale più diffusa nel Paese. Poste Italiane ha deciso di introdurre un canone annuale per il proprio Spid, servizio che fino a oggi non prevedeva costi diretti per gli utenti finali. Ecco tutti i dettagli.

Quello che devi sapere

Il costo

A partire dal rinnovo, l’accesso all’identità digitale avrà un prezzo fissato in 6 euro all’anno, Iva compresa. Un importo che allinea Poste ad altri provider come Aruba e Infocert che già applicavano tariffe analoghe. Per chi attiva un nuovo Spid, tuttavia, il primo anno continuerà a essere esente da spese, mentre gli utenti che dispongono già di uno Spid rilasciato da Poste dovranno versare l’importo entro 30 giorni dalla data di scadenza del servizio, indicata nell’area personale o nell’app ufficiale. In alternativa, sarà possibile sciogliere il contratto senza penali.

 

Per approfondire: Spid, cos'è il sistema di identità digitale e come richiederlo online

Chi continuerà a non pagare nulla

Non tutti però saranno coinvolti dalla nuova tariffazione. Poste Italiane ha previsto infatti alcune esenzioni permanenti, valide indipendentemente dalla durata del servizio. Lo Spid resterà gratuito per:

  • i cittadini minorenni;
  • le persone con 75 anni o più;
  • gli italiani residenti all’estero;
  • i titolari di Spid a uso professionale.

 

Per approfondire: Carta d’identità e Spid, cosa cambia e quali sono i costi

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Cosa prevedono le condizioni economiche aggiornate

Le nuove disposizioni sono contenute nelle Condizioni economiche in vigore dal 1° gennaio 2026, pubblicate sul sito ufficiale e comunicate via e-mail agli utenti. Il contributo annuale copre la gestione dell’identità digitale e i sistemi di autenticazione, inclusi accesso tramite app e verifica via Sms. Ogni rinnovo comporterà il pagamento del canone, mentre il primo anno di attivazione resta gratuito. In caso di ritardo, l’identità digitale rimane formalmente attiva ma inutilizzabile per l’accesso ai servizi online fino alla regolarizzazione.

Recesso e sospensione: cosa sapere

Poiché la modifica è stata introdotta unilateralmente, Poste consente agli utenti di recedere entro 30 giorni senza alcun costo e di rivolgersi a un altro gestore Spid. Se il pagamento non avviene entro i tempi previsti, lo Spid entra in stato di sospensione per un periodo massimo di due anni. Durante questo arco temporale sarà possibile riattivarlo pagando l’importo dovuto, senza perdere l’identità digitale. Trascorsi i 24 mesi, invece, sarà necessario richiederne una nuova.

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Come effettuare il pagamento

Il versamento può essere eseguito online tramite la pagina dedicata di Poste Italiane: inserendo codice fiscale ed e-mail associata allo Spid, si riceverà un codice di sicurezza per procedere al pagamento elettronico. In alternativa, resta disponibile la modalità tradizionale, recandosi di persona presso un ufficio postale.

Perché Poste ha introdotto il canone

Alla base della scelta ci sono motivazioni economiche. I costi legati alla gestione dell’infrastruttura tecnologica dello Spid sono aumentati sensibilmente, mentre i finanziamenti pubblici destinati ai provider sono rimasti bloccati dal 2023 fino alla primavera del 2025. Solo allora è arrivato il decreto che ha stanziato 40 milioni di euro a favore dei gestori, una cifra inferiore rispetto ai 50 milioni richiesti. Questo vuoto di risorse ha spinto i fornitori a sostenere le spese autonomamente, rendendo inevitabile l’introduzione di tariffe per gli utenti.

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Le alternative per chi non vuole pagare

Chi non intende sostenere il nuovo costo ha comunque diverse possibilità. Oltre al recesso gratuito entro 30 giorni, esistono ancora altri provider Spid che offrono il servizio senza canone, almeno per ora. L’opzione più immediata resta però CieID, il sistema pubblico basato sulla Carta d’Identità Elettronica: è gratuito, gestito direttamente dallo Stato e consente di accedere agli stessi servizi online. Per chi possiede già la CIE, l’attivazione richiede pochi minuti tramite un’app dedicata.

L’utilizzo dello Spid da parte degli italiani

Lo Spid si è affermato come uno dei risultati più rilevanti del processo di digitalizzazione del Paese, coinvolgendo una platea vastissima di cittadini. Secondo le rilevazioni aggiornate all’ottobre 2025, il Sistema Pubblico di Identità Digitale è utilizzato da oltre 41 milioni di italiani, pari a circa l’82% della popolazione adulta, una quota che colloca l’Italia ai vertici europei per diffusione dell’identità digitale. All’interno di questo scenario, Poste Italiane riveste un ruolo centrale: tramite la piattaforma PosteID, il gruppo gestisce infatti circa 30 milioni di identità digitali, concentrando da solo circa il 70% dello Spid attivo a livello nazionale.

 

Per approfondire: Truffa del falso Spid, cos'è e come difendersi. Il vademecum

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