Caro libri scolastici, spesa famiglie in crescita. Codacons: “1.250 euro per le superiori”

Economia
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Introduzione

Sembra non arrestarsi la corsa dei costi per l’acquisto dei libri di testo nella scuola italiana. In vista dell'avvio del prossimo anno scolastico, il Codacons calcola che la spesa per le famiglie è salita del 13% dal 2015. A quasi un mese dal ritorno sui banchi, dal 12 settembre, genitori e alunni dovranno mettere in conto un esborso che oscilla dai 580 euro all’anno per le scuole medie ai 1.250 euro per le superiori. Ecco i motivi.

Quello che devi sapere

Editoria scolastica, giro d'affari in crescita, studenti in calo

Come segnala l’associazione per i consumatori nella relazione preliminare dell’Autorità garante per la concorrenza e il mercato (Agcm), negli ultimi anni la spesa per l'acquisto di libri di testo ha "ingranato la marcia" a fronte di un calo progressivo della popolazione studentesca. Lo scorso anno il giro d’affari delle vendite nell'editoria di settore si è attestato intorno agli 800 milioni di euro, un incremento a doppia cifra nell’arco di un decennio. Negli ultimi 5 anni le aule hanno subìto una riduzione di quasi 600mila unità, sette punti percentuali in meno sul 2019.

 

Per approfondire: La rubrica di Carlo Cottarelli: Come Trump ha fatto naufragare la tassa minima per le multinazionali

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I rincari segnalati dall’Antitrust

Come evidenzia l'Autorità in un'analisi pubblicata nel suo ultimo bollettino, dal 2019 i rincari medi sui libri hanno toccato il 4% per le scuole medie e oltre il 5% per le superiori.

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Il monopolio delle case editrici

A pesare sul portafoglio delle famiglie è anche la fisionomia del mercato editoriale sempre più indirizzato alla concentrazione. Come rileva l’Antitrust, “i primi quattro gruppi – Mondadori, Zanichelli, Sanoma, La Scuola – occupano ad oggi una quota che sfiora l’80% del mercato complessivo. La scarsa concorrenza frena meccanismi virtuosi che dovrebbero contribuire a calmierare i prezzi.

Nuove edizioni e cambi di ciclo

Sui libri, interamente selezionati dagli insegnanti e sui quali le famiglie non hanno voce in capitolo, pesa poi il passaggio da un ciclo all’altro. Non solo, i cambiamenti dei testi seguono spesso quelli delle cattedre ma a mutare sono anche i libri adottati dagli stessi docenti, fenomeno che si verifica su percentuali che vanno dal 35% delle scuole medie al 40% delle superiori. L’acquisto dei libri risente inoltre delle nuove edizioni, versioni rinnovate di produzioni già in circolazione che investono una fetta pari al 10% dei manuali.

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Cosa dice il Codice Aie

Sul mercato delle nuove edizioni, l’Antitrust ha raccolto le numerose denunce delle associazioni dei consumatori ed espresso dubbi su “condotte opportunistiche nella variazione di opere scolastiche attraverso nuove edizioni”. Secondo l’autority per la concorrenza e il mercato, sotto la lente finisce soprattutto l’attuale formulazione dell’articolo 24 del Codice di autoregolamentazione del settore editoriale educativo (Aie) che “con il suo generico riferimento alle modifiche di contenuti che possono legittimare la pubblicazione di una nuova edizione lascia grandi margini di discrezionalità agli editori”.

Autodisciplina in affanno

Il Garante rileva inoltre come “le iniziative di autodisciplina sin qui poste in essere dall’Aie in proposito non siano risultate né chiarificatrici né tantomeno efficaci”. L’articolo 25 che dovrebbe definire quando un’edizione può dirsi “nuova” risulta “vago”, dal momento che il requisito del 20% di variazione nei contenuti è interpretabile in modo ampio e comprende anche le modifiche grafiche. 

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Il flop dei libri digitali

Secondo il Codacons, l’incidenza del caro libri sui bilanci familiari deriva in parte anche dall’inefficacia di riforme fin qui adottate in tema di editoria scolastica, a partire dall’adozione dei libri digitali. Spetta ai collegi-docenti rispettare i tetti di spesa previsti dagli atti ministeriali per limitare l’impatto economico dei testi. Come evidenzia l’Antitrust, sulla quota di libri digitali adottati in ottica di risparmio mancano “idonei strumenti di controllo”. Oltre al mercato, gli stessi docenti confermano una preferenza verso i libri cartacei delegando di fatto gli ebook a un ruolo educativo marginale.

Indagine dell’Antitrust

Nei giorni scorsi l’Antitrust ha aperto un’inchiesta sui rincari che secondo uno studio condotto dall'Associazione per la difesa e l'orientamento dei consumatori (Adoc) potrebbe superare mediamente i 700 euro a studente, tra libri di testo e corredo.

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Le stime dell'Adoc

Secondo le previsioni dell'Adoc, per quest'anno la spesa media per i libri di testo a carico degli alunni del primo anno delle medie si attesta su 355,23 euro. Per gli studenti che iniziano le superiori, invece, il costo medio stimato è di 552,69 euro. A questi importi si deve sommare il kit scolastico, che include articoli come astucci e diari, il cui valore è calcolato in 132,30 euro. Sommando queste cifre, il totale per un nuovo studente delle scuole medie arriva a 487,53 euro, mentre per uno delle superiori si raggiunge la cifra di 685 euro.

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I dizionari e la spesa complessiva

L'analisi Adoc non si ferma qui: è necessario tenere conto anche dei dizionari specialistici, come quelli di latino e greco, obbligatori in alcuni percorsi di studio come i licei classici e scientifici. Un dizionario di latino può oscillare tra i 75 e i 100 euro, mentre uno di greco può arrivare a costare tra i 100 e i 133 euro. Considerando l'intero percorso scolastico, la spesa totale per i soli libri di testo può raggiungere i 662 euro per i tre anni delle scuole medie e toccare i 1.862 euro per i cinque anni delle superiori. Questo porta a un esborso complessivo superiore a 2.500 euro per figlio nell'arco di otto anni di istruzione.

 

Per approfondire: Scuola, spesa per i libri di testo supera i 700 euro per figlio. Indaga l'Antitrust

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