Dazi, attesa per la scadenza del 9 luglio. Dal petrolio ai mercati, cosa può cambiare

Economia
©Ansa

Introduzione

Conto alla rovescia per capire che piega prenderà lo scontro commerciale tra Stati Uniti e Unione europea. Questa settimana il focus è tutto sui dazi in vista della scadenza del 9 luglio, giorno in cui potrebbero scattare tariffe reciproche fino al 50%. Ecco cosa sapere

Quello che devi sapere

Trattative ancora aperte

Le trattative tra gli Stati Uniti e i suoi principali partner commerciali sono ancora quasi tutte in piedi, a partire da quelle con l'Europa e al momento tutti gli scenari sono aperti: no deal, accordo di rispettivi dazi al 10%, rinvio ulteriore della scadenza per negoziati ai tempi supplementari

 

Per approfondire: Dazi, Trump firma lettere per 12 Paesi: partiranno lunedì

Cosa potrebbe succedere

Secondo un’analisi della Commissione europea, all'inizio di questa settimana gli Usa divideranno i propri partner commerciali in tre gruppi.

  • Una sorta di status gold per chi ha raggiunto un accordo di massima, con la possibilità di ulteriori riduzioni in una fase successiva, confermando dunque la sospensione reciproca. 
  • Uno stato silver, per chi non è stato ancora in grado di raggiungere un'intesa generale e si vedrà colpito dai dazi specifici (il che, per l'Ue, significherebbe il 20% fino alla conclusione dell'accordo). 
  • E infine un bronze per i partner con cui i negoziati stanno procedendo male, con il ritorno ai dazi applicati precedentemente fino a nuovo avviso

 

Per approfondire: Dazi, Financial Times: “Usa minacciano l'Ue con tassa al 17% su export cibo”

pubblicità

Sul fronte macroeconomico

Dal punto di vista macroeconomico, l'agenda è piena di numerosi interventi, tra cui anche quelli della numero uno della Bce, Christine Lagarde. Mercoledì oltreoceano sono attesi i verbali della Fed, sempre sotto la pressione dell'amministrazione Trump che con toni 'aspri' continua a invocare un drastico e veloce taglio dei tassi di interesse

L’andamento del prezzo del petrolio

Per quanto riguarda il mercato delle materie prime, si monitorerà l'andamento del prezzo del petrolio dopo che Arabia Saudita, Russia e altri sei produttori di petrolio dell'Opec+ hanno concordato di aumentare la loro produzione di petrolio di 548 mila barili al giorno ad agosto, più di quanto previsto dal mercato e dagli analisti. Una scelta dovuta, spiega il gruppo in un comunicato, alle "basse scorte di petrolio"

pubblicità

Le ragioni dietro all'aumento

Quest'ultimo aumento conferma chiaramente che "il gruppo si sta muovendo con decisione verso una strategia di quote di mercato", ha commentato Jorge Leon di Rystad Energy. Un aumento “impensabile fino a pochi mesi fa” ha spiegato l'analista, che arriva dopo tre aumenti consecutivi della quota di 411 mila barili al giorno a maggio, giugno e luglio e che segna un profondo cambiamento nella strategia del cartello 

La strategia dei Paesi OPEC finora

Un deciso cambio di passo rispetto al recente passato: infatti, dalla fine del 2022, il gruppo aveva ridotto l'offerta attraverso diversi tagli alla produzione per combattere l'erosione dei prezzi. 

pubblicità

Il taglio dei tassi di interesse

E il taglio dei tassi di interesse? Cosa succederà? Indirettamente, è stato lo stesso governatore della Fed Jerome Powell a dare una lettura sul tema, affermando che una riduzione del costo del denaro sarebbe stata già effettuata se non fosse sopraggiunta l'incertezza sui mercati per le nuove politiche commerciali adottate da Washington. Dai verbali, dunque, è lecito aspettarsi qualche passaggio in più sulle prospettive di politica monetaria della Federal Reserve nel breve e medio termine

L’aggiornamento dei dati economici previsto in settimana

Passando ai dati macro, oggi c’è attesa per la diffusione del dato della produzione industriale in Germania a maggio e le vendite al dettaglio nell'Eurozona, numeri che daranno indicazioni sull'andamento dei consumi. Giovedì è la volta della produzione industriale italiana con i dati Istat. Per gli Stati Uniti si guarda al consueto aggiornamento settimanale dei sussidi di disoccupazione. Venerdì si conclude con il Pil della Gran Bretagna e la pubblicazione dell'inflazione in Germania e Francia a giugno 

 

Per approfondire: Crisi energetica: i timori per l'approvvigionamento energetico

pubblicità