Tesla, crollo di vendite in Europa: la mossa (tedesca) di Musk per rilanciare il colosso
EconomiaIntroduzione
La casa automobilista Tesla, guidata dal ceo Elon Musk, sta vivendo un momento difficile in Europa, dove assiste a un crollo delle vendite, che raggiunge dimensioni decisamente preoccupanti in Germania (-60%). Secondo gli analisti, ad avere un grande impatto è anche l'esposizione mediatica dell'imprenditore americano, che ha recentemente espresso il proprio sostegno al partito di estrema destra tedesco Afd. Per risollevare la situazione, Musk ha deciso di comprare parte degli asset di Manz, società di progettazione high tech specializzata in batterie per veicoli elettrici ed elettronica di bordo. L'obiettivo è dare un nuovo impulso ai progetti di automazione di Tesla.
Quello che devi sapere
Tesla punta a Manz
- Grandi movimenti in casa Tesla. Il colosso guidato da Elon Musk - ora a capo del Doge americano, il dipartimento per il contenimento della spesa pubblica - punta a costruire un avamposto della produzione in Europa ampliando la sua presenza in Germania, dove ha registrato un crollo delle vendite (circa -60%, con appena 1.277 nuove immatricolazioni). L’azienda acquisirà parte degli asset di Manz AG, il costruttore tedesco ormai fallito, con l'assorbimento di oltre 300 dipendenti del sito di Reutlingen, a sudovest del Paese. Il prezzo dell'operazione non è stato ancora reso noto
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Cosa fa Manz
- Ma cosa fa nello specifico Manz e perché Musk ne è interessato? Il costruttore tedesco, attivo a livello globale, è una società di progettazione high tech con focus sull’industria automobilistica ed elettromobilità, specializzata in batterie per veicoli elettrici ed elettronica di bordo. Come spiega la stessa azienda, le sue attività spaziano dalle macchine personalizzate ad hoc per attività di laboratorio, alle linee pilota o di piccola produzione, fino alle linee chiavi in mano per la produzione di serie. I sistemi di produzione Manz sono basati su anni di esperienza nel settore dell’automazione, della lavorazione laser e nei dispositivi di ispezione. L'accordo con Musk, che deve ancora passare al vaglio dell'ente regolatore tedesco, servirà dunque a "integrare i progetti di automazione di Tesla" in tutto il mondo
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La situazione di Manz Italy
- Tra gli asset che passeranno di mano, a quanto emerge, non c'è però Manz Italy (ex Arcotronics ed ex Kemet). L'azienda italiana (in bonis) ha sede a Sasso Marconi (Bologna) e conta oggi una novantina di dipendenti rispetto ai 112 che occupava a dicembre 2024, quando è fallita la capogruppo tedesca. Dato che non è stata inserita nell’accordo voluto da Musk, la ditta sta ancora cercando un nuovo acquirente: al momento si parla di due realtà interessate a rilevarla. Nel frattempo, i dipendenti della si preparano a tornare in cassa integrazione, per 13 settimane: per i lavoratori erano già stati attivati gli ammortizzatori sociali anche nei mesi scorsi, fino a metà gennaio 2025
La gigafactory a Grunheide
- Torniamo alle mire di Tesla in Germania. La casa automobilista di Musk è già presente da diversi anni in Germania con la gigafactory Berlino-Brandeburgo, a Grunheide. Sul sito del costruttore americano si legge che il polo tedesco è il "primo sito di produzione in Europa" nonché la "struttura più avanzata, sostenibile ed efficiente". Ma cosa si produce nella gigafactory tedesca? Risponde la stessa Tesla: "Centinaia di migliaia di modelli Y e milioni di celle per batterie". Il gruppo prevede di raddoppiare la produzione di Grunheide per raggiungere il milione di veicoli l'anno: così Musk ha deciso di giocare al rilancio, dopo i risultati deludenti di gennaio sulle vendite in Europa
Il crollo in Germania
- Abbiamo parlato di una netta battuta d’arresto di Tesla in Europa e, più nello specifico, in Germania. Vediamo ora i dati. Secondo i dati diffusi dall'associazione dei costruttori europei (Acea), a gennaio 2025 le immatricolazioni della casa americana nel Vecchio Continente sono state 9.945, quasi la metà delle 18.161 registrate un anno fa, pari a un calo del 45%. La quota di mercato è calata dall'1,8% all'1%. Ma il crollo maggiore in termini quantitativi è avvenuto proprio in Germania, dove l'azienda di Musk ha registrato un calo di quasi il 60% delle vendite, con appena 1.277 nuove immatricolazioni a gennaio 2025 (il numero mensile più basso da luglio 2021). Tutto ciò mentre l’intero mercato automobilistico tedesco registra una lieve flessione (pari al -2,8%, con oltre 207.000 veicoli venduti)
I motivi del tonfo
- Ma a cosa è dovuto questo tonfo? Secondo diversi analisti, il calo di vendite di Tesla in Europa e in particolare in Germania ha anche motivazioni politiche, visto che l’attuale capo del Doge americano ha utilizzato la sua forte esposizione mediatica per appoggiare apertamente il partito di estrema destra tedesco Afd (Alternative für Deutschland) nelle elezioni svoltesi pochi giorni fa. Musk, sulla sua piattaforma X, ha affermato che solo Afd "può salvare la Germania", facendo scatenare accuse di interferenze nel voto di un Paese estero. Il patron di Tesla ha anche voluto intervistare Alice Weidel, la leader di Afd, lodando le sue idee: "La gente vuole il cambiamento. Ecco perché consiglio di votare per Alternative für Deutschland. Le loro posizioni sono semplicemente di buonsenso"
I dati in Francia e Regno Unito
- Al di là della Germania, c'è però da dire che la battuta d'arresto di Tesla in Europa è stata trasversale: anche in Francia e Regno Unito, infatti, la società si trova in un periodo difficile. Le vendite nel Paese transalpino sono crollate del 63%, la peggiore performance da agosto 2022. E in terra inglese, per la prima volta, il colosso americano ha immatricolato meno auto di Byd, suo concorrente cinese di auto elettriche. In generale, le vendite di Tesla sono diminuite di quasi l'8% in un mercato Ev che è cresciuto del 42% il mese scorso. Sempre secondo i dati dell'Acea, il crollo è avvenuto mentre il mercato europeo delle auto elettriche a batteria è cresciuto del 34%, arrivando a 124.341 unità e conquistando una quota del 15% del mercato automobilistico totale
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Come va il mercato delle auto
- Ma come sta andando il mercato automobilistico attuale? Le auto ibride tornano a essere la prima scelta degli europei: le immatricolazioni di auto con motori misti sono aumentate del 18,4% sull'anno, e ora rappresentano il 34,9% del mercato complessivo. Al contrario, le auto a benzina hanno subito un forte calo (-18,9%), scendendo al 29,4% del mercato, mentre il diesel, un tempo dominante, è crollato al 10% con una riduzione del 27% su base annua. Le ibride sono in aumento soprattutto in Francia (+52,2%), Spagna (+23,5%), Germania (+13,7%) e Italia (+10,6%). In particolare, l'Italia ha registrato sull'anno una crescita del 126% nelle vendite di modelli elettrici, passando dal 2,1% al 5% delle immatricolazioni. Tuttavia, l'andamento del mercato automobilistico europeo a gennaio è debole: le immatricolazioni sono state 995.271, il 2,1% in meno dello stesso mese del 2024 e il 18,8% in meno del 2019 prima della crisi legata alla pandemia. Dei cinque mercati maggiori (incluso il Regno Unito) soltanto la Spagna registra una crescita (+5,3%). In calo invece Francia (-6,2%) e Italia (-5,8%), seguite da Germania (-2,8%) e Uk (-2,5%)
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