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Davos, Trump ad aziende: "Producete in Usa o pagherete dazi". L'Ue? "Ci tratta male"

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Davos 2025, il discorso di Trump al Wef
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Davos 2025, il discorso di Trump al Wef
00:43:48 min

Si è chiusa la quarta giornata del World Economic Forum. Il presidente argentino Milei: "Anche qui promossa l'agenda woke". Il nuovo presidente americano è intervenuto in video collegamento annunciando "ordini esecutivi per combattere l'inflazione". E ha aggiunto: "L'America è di nuovo sovrana e forte. Fermeremo l'invasione dei migranti". Putin? "Voglio incontrarlo presto"

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Si è chiusa la quarta giornata del Forum economico mondiale di Davos. Il presidente argentino Javier Milei: "Anche qui promossa l'agenda woke. Rendiamo l'Occidente di nuovo grande". Donald Trump è intervenuto in videocollegamento: "Il mio messaggio alle aziende è chiaro: producete in America. Se non lo farete, dovrete pagare i dazi". Poi ha ribadito: "Fermeremo l'invasione dei migranti". L'Ue? "Ci tratta male, interverrò". Putin? "Lo voglio incontrare presto".


Tra gli altri ospiti anche la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ("Non è interesse di Ue o Usa che Mosca controlli Kiev") e la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, che ha lanciato il Global Energy Transition Forum.


Ieri, 22 gennaio, hanno parlato il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, che ha sottolineato "la diplomazia robusta" portata avanti da Donald Trump, ancora prima nel suo insediamento, per arrivare a una tregua tra Israele e Hamas a Gaza. Intervento anche della presidente della Bce Christine Lagarde, che ha richiamato la necessità "di avere un mercato dei capitali che permetta al denaro di rimanere in Europa". In merito alla sfida dei dazi che Trump intenderebbe lanciare, ha detto, l'Europa "deve giocare in attacco, abbiamo bisogno di una spinta e di un cambio". Sul tema si è espresso anche il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis: "Pronti a rispondere ai dazi Usa". Dal premier spagnolo Pedro Sánchez un attacco ai Ceo dei social media: "Un piccolo gruppo di tecno miliardari che non sono più soddisfatti di avere quasi tutto il potere economico, vogliono anche quello politico, minando istituzioni democratiche". Tra gli altri presenti il vice-presidente dell'Iran per gli Affari strategici Zarif, il primo ministro dell'Anp Mustafa e la direttrice generale del Fmi Georgieva.


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Rutte a Sky TG24: "Servono più investimenti per la difesa"

Rutte a Sky TG24: servono più investimenti per la difesa
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Rutte a Sky TG24: servono più investimenti per la difesa
00:00:20 min

Orcel: "Con aggregazione benefici per tutti i clienti di Bpm"

"Un'aggregazione come quella di Bpm permetterebbe a Unicredit di passare da una quota di mercato del 9% in Italia, che è bassa, a una quota di mercato del 15% e di poter dare a tutti i clienti di Bpm il beneficio di tutti gli sviluppi che noi abbiamo conseguito negli ultimi tre anni", ha detto al Tg1 da Davos il ceo di Unicredit, Andrea Orcel. Su Commerzbank "abbiamo detto che volevamo aspettare le elezioni tedesche e poi parlare col governo e chiarire quello che è successo e i benefici dell'operazione per poi ottenere il loro supporto - ha aggiunto - volevamo arrivare al 29%, ci siamo arrivati, l'abbiamo detto dal giorno uno".

Rogoff: "Trump ascolterà Meloni, bene il viaggio negli Usa"

"Credo che Trump rispetti la premier italiana, e che lei sia una delle persone che è disposto ad ascoltare. Voglio dire, si tratta della leader più forte in Europa in questo momento, molti la vedono come la leader europea". A dirlo all'Ansa è Kenneth Rogoff, professore ad Harvard ed ex capo economista del Fmi, secondo cui la premier Giorgia Meloni "ha fatto bene ad andare a Washington". Quanto all'Europa, grande accusata nell'intervento di Trump a Davos, "deve lavorare sui fondamentali, non farsi risucchiare nel caos di qualunque cosa Trump faccia o dica". Ma "i fondamentali sono complicati: Draghi ha scritto un eccellente report sulla produttività, ma penso fosse un po' ottimistico sul successo europeo nel navigare queste difficoltà". Una priorità sarà l'energia: "Se continui a pagare l'energia cinque volte quello che la pagano gli Usa o la Cina sei assolutamente non competitivo, e il problema va risolto immediatamente, non in vent'anni". Ma prima ancora, c'è la difesa. "L'Europa deve costruire la sua difesa, mi spiace dirlo".

Metsola: "L'Europa è forte, aumentare le spese difesa al 5% del Pil una sfida". VIDEO

Metsola a Davos: l'Europa è forte, aumentare le spese difesa al 5% del Pil una sfida
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Metsola a Davos: l'Europa è forte, aumentare le spese difesa al 5% del Pil una sfida
00:02:32 min

Schrager: "L'Europa deve cambiare il rapporto con i dati"

Un Trump, quello intervenuto oggi, aggressivo con l'Ue. Ha a che fare con l'atteggiamento più assertivo di Bruxelles sulla regolamentazione di Big Tech? "Se davvero l'Europa vuol essere un player sul settore tecnologico, occorre cambiare il rapporto con i dati - spiega Schrager - Capisco che ci sia riluttanza con la condivisione dei dati specie quando sono nelle mani di altri, ma è fondamentale per questa tecnologia e la protezione dei dati per le piccole e medie imprese è davvero un fardello". Niente Groenlandia, niente Panama nel discorso di Trump, e anche sulla Cina a molti è apparso più soft. "Trump ama partire dalla posizione più massimalista possibile. Ma è una strategia negoziale", dice la studiosa statunitense.

Schrager: "Trump vuole che l'Europa paghi la sua parte"

Trump vuol dividere l'Europa? "Vuole che paghino la loro parte, e questo sarebbe facilitato da un'Europa più unita", dice ancora Schrager. "Gli europei spesso vedono la Ue come un'opportunità per fare da contraltare agli Usa, gli americani no: sono sempre stati nella loro vita la superpotenza e non vedono l'Europa come una minaccia". Quanto alle minacce sul piano economico, come i dazi? "Credo che Trump sia il problema minore per gli europei, se si pensa alla crisi demografica o alla regolamentazione eccessiva o alla mancanza di crescita. Penso che l'Europa debba decidere per sé, e la lista delle cose da fare - come anche per l'America - è lunga. Certamente i dazi non farebbero bene all'Europa".

Schrager: "Trump e Meloni? Fra i due c'è feeling"

Il rapporto di Trump con Giorgia Meloni, unica fra i maggiori leader europei invitata all'Inauguration Day? "Penso che la gente analizzi troppo queste cose. Penso che lei semplicemente gli piaccia, oltre al fatto che è al potere. E Trump si basa molto sull'istinto e sulle relazioni personali, e in più in questo momento nessuno sa chi salirà al potere in Germania", dice Allison Schrager, senior fellow del Manhattan Institute, che intervistata a Davos dopo il discorso di Trump invita a leggere fra le righe delle minacce e a guardare alla sostanza dei rapporti transatlantici. 

Trump: "Putin voleva la denuclearizzazione all'epoca"

Parlando al Forum economico di Davos dei rapporti con Russia e Cina, Donald Trump ha sostenuto che durante il suo primo mandato Putin volesse "la denuclearizzazione". "Avevamo avuto una discussione sull'argomento e ne ho avuta una anche con la Cina", ha dichiarato il presidente. "Gli Usa hanno un arsenale più grande di quello di Pechino e Mosca", ha aggiunto.

Trump contro le regole Ue sulle big tech

L'Europa ci tratta "molto male, molto ingiustamente", ha lamentato Trump parlando delle "centinaia di miliardi di dollari" di deficit commerciale che gli Stati Uniti hanno nei confronti dell'Ue. "Faremo qualcosa al riguardo", ha precisato ribadendo comunque di "amare" l'Europa anche se "ci tratta molto male fra l'iva e le altre tasse che ci impone". Quindi il presidente ha puntato il dito contro le regole europee per i colossi dell'hi tech, dalle quali l'Europa vuole miliardi di dollari: "Queste sono aziende americane, che piaccia o meno".

Trump: "L'Ucraina è pronta a fare un accordo per finire la guerra"

"L'Ucraina è pronta a un accordo per la fine della guerra. La guerra non sarebbe dovuta iniziare. Molte più persone sono morte di quanto viene detto", ha poi sottolineato Trump.

Trump: "La relazione con la Cina è squilibrata, deficit enorme"

Trump ha poi parlato anche di Cina, ricordando: "Il rapporto commerciale con la Cina ora è squilibrato e bisogna correggerlo. Abbiamo un enorme deficit". Il presidente americano ha comunque detto di avere "un ottimo rapporto con Xi". 

Trump alle aziende: "Aliquota al 15% se producete in Usa"

Donald Trump ha poi ribadito a Davos la sua intenzione di ridurre l'aliquota sul reddito delle aziende, portandola "al 15% se producete in America". Il presidente ha poi detto all'amministratore di Bank of America, Brian Moynihan: "Devi aprire la tua banca ai conservatori, tu e gli altri, perché quello che state facendo è sbagliato". Il rimprovero è arrivato dopo che Trump ha risposto a una domanda di Moynihan, ribadendo l'impegno a far calare l'inflazione e creare posti di lavoro. 

Trump: "Voglio incontrare Putin molto presto"

"Voglio incontrare Putin molto presto per evitare un'ulteriore perdita di vite umane", nel conflitto in Ucraina. "Si tratta di una carneficina. Dobbiamo fermarla", ha insistito Trump. Che ha anche ricordato quanto da lui sostenuto già da tempo: "Se ci fossi stato io come presidente, questa guerra non sarebbe mai iniziato. Putin non avrebbe mai osato invadere l'Ucraina".

Trump: "L'Ue ci tratta male, farò qualcosa per bilanciare"

"L'Europa ci ha trattato molto male, farò qualcosa in merito al nostra deficit commerciale con l'Ue", ha insistito di nuovo Trump, rispondendo a una domanda proprio sulle relazioni commerciali con L'Unione europea.

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Trump: "Chiederò che i tassi di interesse calino"

"Chiederò che i tassi di interesse calino. Dovrebbero calare un tutto il mondo", ha anche aggiunto, nel suo discorso, il presidente americano.

Trump: "Il green deal un imbroglio, comprate auto che volete"

"L'industria green è un imbroglio. Lasceremo che la gente compri le auto che vuole", ha annunciato Trump. "Ho messo fine al ridicolo e incredibilmente dispendioso Green New Deal. Io lo chiamo la truffa verde", ha aggiunto, spiegando che la sua amministrazione si sta muovendo a una velocità senza precedenti per risolvere i "disastri" ereditati da un "gruppo di totali inetti". Biden, ha aggiunto, ha "sprecato 8.000 miliardi di dollari" in spese, restrizioni sul fronte dell'energia, regole e tasse nascoste che si sono tradotti nella "peggiore crisi di inflazione della nostra storia".

Trump: "Se petrolio costasse meno, guerra in Ucraina finirebbe"

Poi un passaggio anche sulla guerra in Ucraina. "Se il petrolio costasse meno, il conflitto finirebbe immediatamente", ha spiegato Trump. Poi ha aggiunto: "Chiederò all'Opec e a Riad di abbassare i prezzi del petrolio". 

Trump: "Senza di me nessuna tregua a Gaza"

"Prima ancora di entrare in carica io e il mio team abbia negoziato un accordo a Gaza che senza di noi non sarebbe mai avvenuto, lo sanno tutti ormai", ha ricordato il presidente americano a proposito del conflitto in Medio Oriente.

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Trump: "Fermeremo l'invasione dei migranti"

"Abbiamo dichiarato l'emergenza nazionale al confine" con il Messico, "fermeremo l'invasione" dei migranti, ha poi aggiunto Trump, come già anticipato nei suoi primi giorni di presidenza.

Trump alle aziende: "Producete in Usa o dovrete pagare dazi"

"Il mio messaggio alle aziende è chiaro: 'Producete in America. Se non lo farete, dovrete pagare i dazi'", ha chiarito Trump nel suo intervento a Davos.

L'invito di Trump per le imprese

"Il mio messaggio alle imprese del mondo è: 'Venite a produrre in America, vi daremo le tasse più basse'", ha detto Trump. 

"Sconfiggere inflazione"

Trump ha anche criticato duramente quanto fatto, soprattutto in tema di economia, dalla precedente amministrazione, quella di Joe Bide. "Negli ultimi 4 anni sono stati sprecati 8mila miliardi di dollari", ha sottolineato. E ha spiegato che porterà avanti ordini esecutivi "per combattere l'inflazione". Il Congresso americano approverà inoltre misure per tagliare le tasse, ha poi assicurato il tycoon.

L'intervento di Donald Trump

Trump si è collegato alle 17 con il forum di Davos per il suo intervento. Ha ricordato l'importanza della sua vittoria alle elezioni di novembre 2024 e ha promesso che con la sua presidenza negli Usa tornerà "l'età dell'oro".

Rutte: "Gli Usa continuino a dare armi a Kiev, pagherà l'Europa"

"Sull'Ucraina abbiamo bisogno che gli Stati Uniti rimangano coinvolti. Se la nuova amministrazione Trump è disposta a continuare a rifornire l'Ucraina dalla sua base industriale di difesa, il conto sarà pagato dagli europei, ne sono assolutamente convinto, dobbiamo essere disposti a farlo". Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte partecipando ad un panel nell'ambito del World Economic Forum di Davos.

Schillaci a Davos: "Risposta mondiale su antibiotico-resistenza"

"Sia come medico che come politico, ho visto in prima persona come la resistenza antimicrobica (Amr) minacci i nostri progressi in campo medico. Abbiamo bisogno di una risposta internazionale coordinata che combini incentivi push e pull. Invito tutte le parti interessate a unirsi a noi nella creazione di meccanismi di finanziamento sostenibili che colleghino gli investimenti nella ricerca a un accesso equo". Questo l'invito lanciato dal ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenuto al The World Economic Forum di Davos.

Plenkovic: "Sull'Ucraina serve aprire dialogo con Mosca"

"Dovrebbe aprirsi un dialogo con la Russia sulla guerra in Ucraina perché il presidente  Vladimir Putin sa essere paziente, mentre il popolo russo ha mostrato di poter resistere al regime delle sanzioni". Lo ha dichiarato oggi, come riferisce l'agenzia di stampa  Hina, il primo ministro croato Andrej Plenković durante una colazione di lavoro nell'ambito del Forum economico mondiale di Davos. "Non si vede nulla di drammatico in Russia, i 15, 16 o 20 pacchetti di sanzioni sembra non abbiano cambiato molto nel loro modo di pensare", ha spiegato Plenković, aggiungendo che in "in Russia non è emersa una opposizione che possa sfidare il presidente Putin".

Gb chiude subito a idea area doganale post Brexit con Ue

Chiusura immediata del governo laburista britannico all'idea - non esclusa dai vertici Ue - di un ipotetico accordo doganale "paneuropeo" allargato anche al Regno Unito del dopo Brexit come parte di quel "reset" delle relazioni con Bruxelles auspicato da Keir Starmer per alleggerire barriere e regolazioni commerciali. "Non abbiamo alcuna intenzione" di rientrare in qualunque unione doganale, ha tagliato corto Nick Thomas-Symonds, ministro incaricato del dossier del post Brexit, in risposta a dichiarazioni rilasciate alla Bbc a margine del Forum di Davos da Maros Sefcovic, vicepresidente della Commissione europea per le relazioni inter-istituzionali e le prospettive strategiche.

Primi contatti tra nuove autorità siriane e Trump

Le nuove autorità siriane hanno avuto i ''primi contatti'' con l'Amministrazione Trump, come ha dichiarato il ministro degli Esteri siriano Asaad Shaibani intervenendo al Forum di Davos. Shaibani non ha però voluto specificare di cosa si sia discusso durante questi contatti. 

Ministro Finanze Gb: "Ci opporremo a dazi su whisky scozzese"

Il whisky scozzese e altri beni dovrebbero essere risparmiati da eventuali aumenti dei dazi da parte della nuova amministrazione Trump. Lo ha affermato il ministro britannico delle Finanze Rachel Reeves, a margine dei lavori del World Economic Forum. Reeves, parlando con l'Afp, ha ricordato che nel 2019 i dazi contro l'Unione Europea presero di mira anche l'industria britannica del whisky, ma ora Downing Street vuole evitare una simile situazione. "So che il Presidente Trump è molto orgoglioso delle sue origini scozzesi e il whisky scozzese è ovviamente una parte molto importante dell'economia scozzese. E quindi faremo valere le nostre ragioni con forza", ha assicurato.

Ministro Finanze Gb: "Aboliremo regime fiscale dei non-dom"

La Gran Bretagna abolirà il regime di non-dom, che consente ai residenti fiscali del Regno Unito la cui residenza permanente o domicilio è all'estero, di evitare di pagare le tasse sui loro redditi esteri o sulle plusvalenze per 15 anni. Dal 6 aprile il meccanismo sarà sostituito da un regime basato sulla residenza della durata di quattro anni per offrire "disposizioni competitive a livello internazionale per le persone che vengono nel Regno Unito su base temporanea". Lo ha annunciato il Ministro britannico delle Finanze Rachel Reeves in un panel al World Economic Forum.

Dietrofront di Milei sul Mercosur: "Ci sono modi per non uscire"

Parziale dietrofront del presidente argentino, Javier Milei, sulla possibile uscita del suo Paese dal Mercosur: "Ci sono modi per andare avanti senza perdere l'alleanza con il Mercosur", ha detto oggi a Cnn Brasil. Ieri, in un'intervista a Bloomberg rilasciata dal Forum economico di Davos, il leader ultraliberista aveva commentato che l'Argentina potrebbe uscire dal Mercosur per firmare un accordo commerciale con gli Stati Uniti, se necessario. Nelle ultime ore però sembrerebbe in parte aver cambiato idea. "Lavoreremo per l'Argentina e per gli interessi dell'Argentina. Cercherò di andare avanti per ciò che è meglio per gli argentini", ha detto oggi, sottolineando che proverà a procedere "senza perdere l'alleanza" con i suoi vicini del Cono Sud. Secondo Milei, tuttavia, ogni Paese dovrebbe essere libero anche di "aprirsi al commercio individualmente".

Rutte vede Pashinyan: "Ci sia pace fra Armenia e Azerbaigian"

Sui social, il segretario generale della Nato Mark Rutte, scrive: "Buona discussione con il premier Nikol Pashinyan a Davos sul proseguimento del dialogo e della cooperazione tra Nato e Armenia. La regione del Caucaso meridionale è importante per la nostra sicurezza globale: incoraggio gli sforzi per promuovere una pace duratura tra Armenia e Azerbaigian". 

La presidente peruviana a Maduro: "Impara a perdere e vattene"

La presidente peruviana, Dina Boluarte, ha invitato il presidente de facto del Venezuela, Nicolás Maduro, a "imparare a perdere le elezioni" e a farsi da parte. "Invito il popolo venezuelano a non lasciarsi abbattere, affinché il signor Edmundo González (Urrutia) assuma la presidenza e il signor Maduro impari a perdere le elezioni", ha detto Boluarte a margine del Foum economico di Davos. La leader peruviana ha affermato che Maduro "non è più il legittimo presidente del Venezuela" e che "deve lasciare il governo" e "lasciare libero il popolo venezuelano". Alla domanda se si dovesse prendere in considerazione l'opzione militare, come proposto dall'ex presidente colombiano Alvaro Uribe, Boluarte ha detto che "in un mondo democratico e civile, il dialogo democratico deve prevalere e il signor Maduro deve riconoscere che non è più eletto democraticamente".

Wto: "Evitiamo l'iperventilazione sui dazi di Trump"

"Per favore, evitiamo di andare in iperventilazione" sui dazi preannunciati dalla nuova amministrazione Trump, "prendiamo un respiro profondo", dice la direttrice dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto), Ngozi Okonjo-Iweala, durante un panel sui dazi a Davos. "I dazi sono molto facili da usare, basta firmarli. Per questo vengono utilizzati spesso per risolvere problemi che tuttavia non sempre sono legati al commercio. Il commercio viene incolpato di tante cose, ma se si guarda ai deficit commerciali a volte si vede che il problema non è nel commercio ma negli squilibri macroeconomici" con "altri fattori" in gioco come ad esempio l'inflazione o la competitività, ha sottolineato.

Ribera: "Al vaglio Ue uno schema di sussidi per le e-car"

La Commissione europea sta valutando l'introduzione di uno schema di sussidi europei per incrementare la domanda di veicoli elettrici in Europa. Lo ha confermato la vicepresidente esecutiva della Commissione Ue, Teresa Ribera, in un'intervista al Financial Times a margine dei lavori del World Economic Forum di Davos, precisando che a una settimana dall'avvio del Dialogo strategico sull'automotive i funzionari dell'Ue stanno ancora "definendo" le opzioni per un programma di incentivi. Lo schema - ha detto la responsabile per la transizione 'giusta e competitiva' - è solo una "delle diverse misure" al vaglio dell'esecutivo Ue, che dovrebbero confluire nel piano strategico per il settore annunciato da von der Leyen. La conferma di Ribera arriva dopo le dichiarazioni del cancelliere tedesco Olaf Scholz di questa settimana a Davos che ha parlato di un assenso di Bruxelles alla domanda di Berlino di armonizzare a livello europeo lo schema di sussidi. Pur confermando la chiusura sul rinvio della scadenza del 2035 per la fine delle nuove vendite di motori a combustione interna, Ribera ha aperto "alla flessibilità sugli obiettivi annuali di vendita di veicoli elettrici e sulle multe che le case automobilistiche devono affrontare per non averli rispettati", parlando di un "confronto aperto" con le case automobilistiche.

Wto: "Con guerra commerciale perdite del Pil a doppia cifra"

Una guerra commerciale diffusa causerebbe "perdite del Pil globale a doppia cifra. Sarebbe catastrofico per tutti, e anche di più per i Paesi poveri". Lo ha detto la direttrice dell'Organizzazione mondiale del commercio, Ngozi Okonjo-Iweala, durante un panel del Forum economico mondiale a Davos. Anche in assenza di una corsa generalizzata verso ritorsioni commerciali generalizzate, "semplicemente con una spaccatura del mondo in due blocchi commerciali contrapposti, e di incertezza sulla direzione del commercio globale, perderemmo il 6,4% del Pil reale globale nel lungo termine, 6.750 miliardi di dollari, una cifra pari al Pil del Giappone e della Corea messi insieme".

Dombrovskis: "Cerchiamo il dialogo con Trump, dazi non servono"

L'Ue e gli Stati Uniti "sono alleati strategici e nell'attuale situazione geopolitica, in cui vediamo le autocrazie che sfidano le regole dell'ordine globale, è molto importante che le democrazie lavorino insieme. È con questo spirito di cooperazione che ci approcciamo anche alla nuova amministrazione Trump. La posta in gioco è alta. Cercheremo il dialogo per trovare una via costruttiva per andare avanti", ha detto il commissario Ue per l'Economia, Valdis Dombrovskis, a Davos, durante un panel sui dazi. "Se dovessi rispondere sì o no" alla domanda sull'utilità dei dazi sotto il profilo economico, "risponderei no", ha evidenziato Dombrovskis. "Non vediamo il protezionismo come una risposta risposta ai problemi economici", ha spiegato, indicando che "l'ultima volta" che lo si è sperimentato "all'inizio degli anni '30, è stato uno dei fattori che hanno contribuito alla grande recessione".

Von der Leyen: via al Forum Globale su transizione verde

La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, dal palco di Davos, ha lanciato il Global Energy Transition Forum, che racchiude Paesi come Brasile, Sudafrica, Canada, Emirati Arabi Uniti e Gran Bretagna. "Abbiamo bisogno di buone notizie in questi tempi, e la buona notizia è che il mondo va più veloce che mai nella storia verso l'energia pulita. Nel 2024 il mondo ha investito 2mila miliardi" in rinnovabili, ha sottolineato von der Leyen che sull'istituzione del Forum ha osservato che l'iniziativa "aprirà a nuovi investimenti". "È evidente, la transizione verde è in atto", ha puntualizzato.

Metsola: "Alcuni Paesi Ue non applicano sanzioni alla Russia"

"Abbiamo imposto importanti pacchetti di sanzioni contro la Russia ma bisogno ammettere che ci sono molte scappatoie. Alcuni paesi che dicono di star implementando le sanzioni in realtà non le stanno implementando e dobbiamo darci da fare per affrontare questo problema", ha detto la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, intervenendo al World Economic Forum a una tavola rotonda sul futuro dell'Ucraina.

Metsola: "Non è interesse di Ue o Usa che Mosca controlli Kiev"

"C'è la consapevolezza che non è nell'interesse dell'Ue, e certamente non nell'interesse degli Stati Uniti, che la Russia controlli Kiev. Possiamo inviare un messaggio forte, con l'Ucraina attorno al tavolo. Non possiamo decidere per l'Ucraina cosa significhi la pace, senza l'Ucraina", ha detto la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, intervenendo al World Economic Forum di Davos a una tavola rotonda sul futuro dell'Ucraina. "Perché se ci guardiamo indietro, vediamo che l'Unione europea ha dimostrato di poter essere all'altezza della situazione quando le cose diventano davvero difficili, che l'Ue ha dimostrato un'unità senza precedenti che sarebbe stata impossibile in passato. Tale unità è nata dalla consapevolezza che l'Ucraina non poteva combattere questa guerra con una mano legata dietro la schiena", ha concluso Metsola.

Il messaggio del Papa: "IA sia al servizio di un sano sviluppo"

"Di fatto, l'uso stesso della parola 'intelligenza' collegato all'IA è inappropriato, poiché l'IA non è una forma artificiale di intelligenza umana bensì un suo prodotto. Se usata correttamente, l'IA aiuta la persona umana a realizzare la sua vocazione, in libertà e responsabilità. Come ogni altra attività umana e ogni sviluppo tecnologico, l'IA deve essere ordinata alla persona umana". È quanto afferma Papa Francesco nel messaggio inviato a Klaus Schwab, presidente del World Economic Forum. "Esiste però il pericolo che l'IA venga usata per promuovere il 'paradigma tecnocratico' - avverte il Pontefice -, secondo il quale tutti i problemi del mondo possono essere risolti con i soli mezzi tecnologici. In questo paradigma, la dignità e la fraternità umana sono spesso subordinate alla ricerca dell'efficienza, come se la realtà, la bontà e la verità emanassero intrinsecamente dal potere tecnologico ed economico". Tuttavia, dice Francesco, "la dignità umana non deve mai essere violata a favore dell'efficienza. Gli sviluppi tecnologici che non migliorano la vita di tutti, ma che invece creano o aumentano disuguaglianze e conflitti, non possono essere definiti vero progresso. Perciò l'IA deve essere messa al servizio di uno sviluppo più sano, più umano, più sociale".

Javier Milei a Davos

Javier Milei a Davos

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Milei: "Il braccio teso di Musk è un gesto innocente"

Il presidente argentino Javier Milei difende "il mio caro amico Elon Musk, ingiustamente vilipeso" per aver salutato il pubblico con il braccio teso alla cerimonia di insediamento di Trump, un gesto che ha innescato polemiche in tutto il mondo. Si è trattato - ha detto a Davos - solo di "un gesto innocente che riflette semplicemente il suo entusiasmo e la sua gratitudine verso le persone".

Milei: "Anche a Davos promossa l'agenda woke"

"Forum come questo sono stati protagonisti e promotori della sinistra agenda wok che sta facendo così tanti danni al mondo occidentale", ha detto il presidente argentino Javier Milei nel suo intervento al Forum economico mondiale di Davos, caratterizzato da una lunga condanna dell' "agenda woke", un "cancro" e "un virus mentale che è la maggiore epidemia del nostro tempo, che va curato", ha detto.

Milei attacca a Davos: "Rendiamo l'Occidente di nuovo grande"

"Viva la libertà": così il presidente argentino Javier Milei ha concluso, in anticipo di circa 10 minuti rispetto al programma, il suo 'special address' al Forum economico mondiale di Davos, invitando i leader politici e le imprese a seguire l'esempio dell'Argentina nel "rendere l'Occidente di nuovo grande", riprendendo lo slogan trumpiano 'Make America Great Again (Maga)'. Milei ha chiesto alla platea di Davos di abbandonare le "idee woke e il femminismo radicale", definiti "un modo per promuovere lo statalismo". "Questo farà Trump, questo sta facendo l'Argentina, rendiamo l'Occidente di nuovo grande", ha detto Milei.

Ue apre spiraglio a idea d'un'area doganale post Brexit con Gb

Apertura dell'Ue all'ipotesi di un possibile accordo doganale "paneuropeo" allargato anche al Regno Unito del dopo Brexit come parte di quel "reset" delle relazioni che il governo laburista britannico di Keir Starmer - al potere da luglio dopo 14 anni di governi conservatori - auspica per alleggerire barriere e regolazioni commerciali. A segnalarla, sullo sfondo delle sfide ai commerci internazionali della nuova amministrazione americana di Donald Trump, è un'intervista alla Bbc do Maros Sefcovic, vicepresidente della Commissione per le relazioni inter-istituzionali e le prospettive strategiche, incaricato del dialogo con Londra. Sefcovic, rispondendo a una domanda al riguardo a margine del suo intervento ieri al Forum Economico di Davos, ha affermato che Bruxelles potrebbe "prendere in considerazione" l'idea dell'inserimento del Regno in "un'area doganale paneuropea". A patto che, nell'ambito di un reset, l'isola aderisca alla Convenzione Pan-Euro-Mediterranea (Pem): accordo di cooperazione con altri partner esterni all'Unione, sia europei sia nordafricani, che prevede alcune regole comuni per consentire il libero passaggio di materiali e componenti attraverso i confini. Il vicepresidente della Commissione ha sottolineato peraltro come "la palla sia in campo britannico" e spetti a Londra decidere se entrare o meno a far parte della Pem, accettandone i vincoli normativi in cambio di una facilitazione degli scambi. Prospettiva che secondo la Bbc è oggetto di consultazioni fra Downing Street e rappresentanti del business britannico, ma su cui l'esecutivo "non ha ancora preso una decisione finale". Il premier laburista ha più volte evocato la volontà di "un reset" l'Ue, pur insistendo di non voler rimettere in discussione in alcun modo la Brexit, né l'uscita del Regno dal mercato unico o dal circuito della libera circolazione delle persone.

Rutte: "Felice per la minaccia di Trump di sanzioni alla Russia"

Il Segretario Generale della Nato, Mark Rutte, ha accolto con favore il messaggio lanciato da Donald Trump a Vladimir Putin con la minaccia di ulteriori tariffe e sanzioni se non porrà fine alla guerra in Ucraina. "Sono stato molto, molto contento della posizione di Trump di imporre più sanzioni alla Russia. Sappiamo che l'economia russa sta andando terribilmente male, e le sanzioni aiuteranno", ha detto Rutte in un'intervista alla Cnbc a margine del World Economic Forum di Davos. Rutte ha espresso la speranza che ora anche l'Europa "faccia di più" con le sanzioni per "soffocare l'economia russa" e ridurre le risorse finanziarie di Mosca destinate alla guerra. "Trump ha ragione, l'Ucraina è più vicina all'Europa, ma ha anche ragione nel dire che è un conflitto geopolitico, quindi sono sicuro che gli Stati Uniti vogliono che si concluda con un accordo buono e forte" ha aggiunto.

Davos: "Ritorno nazionalismo costa più di crisi finanziaria"

La frammentazione geopolitica e il ritorno alle barriere e al nazionalismo economico costerebbe fra i 600 miliardi e i 5700 miliardi di dollari all'economia mondiale - fino al 5% del Pil - arrivando a superare i costi della grande crisi finanziaria di 15 anni fa. A lanciare l'allarme è il Forum economico mondiale nel rapporto 'Navigating Global Financial System Fragmentation', secondo cui l'inflazione globale come conseguenze dell'uso dell'economia come arma geopolitica, in uno scenario di elevata frammentazione, porterebbe l'inflazione a oltre il 5%.

Milei a Davos: "Non sono solo, con me Trump, Musk, Meloni"

Quest'anno "non mi sento solo, perché nel corso di un anno nuovo alleati hanno abbracciato le idee di libertà in ogni angolo del mondo, dall'"incredibile Musk" alla "mia cara Giorgia Meloni" fino al presidente israeliano Netanyahu e al presidente Usa Donald Trump. Lo ha detto - facendo il paragone con il suo intervento di un anno fa - il presidente argentino Javier Milei nel suo 'special address' al Forum economico mondiale di Davos.

Il giorno di Trump

Oggi pomeriggio, alle ore 17 italiane, il neo presidente degli Stati Uniti Donald Trump affronterà i principali leader economici internazionali per la prima volta dal suo insediamento, con una video-conferenza molto attesa a Davos. Il nuovo presidente americano terrà un discorso nella cittadina sulle Alpi svizzere, dove è riunito il gotha economico e finanziario mondiale. Dopo le promesse di aumenti di tariffe e in generale di un maggior protezionismo, i 3.000 delegati attendono con una certa trepidazione le sue dichiarazioni: l'intervento durerà 45 minuti, compresa una sessione di domande e risposte con i principali leader economici.

Inviato Trump a Davos: Ue 'al massacro' se non aumenta spesa Nato

L'Europa andrà "al massacro in America" se c'è un segretario generale della Nato che chiede di estendere l'ombrello militare della Nato all'Ucraina mentre molti membri dell'Alleanza non pagano "la loro parte", con la conseguenza che gli americani sono i soli a pagare. Lo ha detto l'inviato speciale di Donald Trump, Richard Grenell, durante un panel del Forum economico mondiale di Davos con il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Grenell ha lanciato una frecciatina proprio a Rutte, citando i Paesi Bassi, Paese di provenienza del segretario generale, fra quelli che "non pagano abbastanza".

Rutte: "Europei arrivino almeno al 2% di spesa nella Nato"

"Il problema, e il presidente Trump lo ha ribadito con coerenza, è che in Europa spendiamo troppo poco nella difesa" e che non tutti i membri della Nato hanno raggiunto il target del 2%., ha detto il segretario generale della Nato, Mark Rutte, di fatto invitando i membri europei dell'alleanza a raggiungere il target del 2% durante un panel del Forum economico mondiale a Davos. Il secondo problema - ha aggiunto Rutte - è che il 2% non si avvicina neanche a quello che sarebbe sufficiente".

Cosa è successo ieri

Ieri nella terza giornata del Forum economico mondiale, tra gli ospiti il segretario generale Onu ("Trump ha contribuito al cessate il fuoco a Gaza") e la presidente della Bce Lagarde ("Trump? Sfida esistenziale. Europa giochi in attacco”). Dombrovskis: "Pronti a rispondere ai dazi Usa".

Metsola a Davos: "Europa è in ascesa, investire con decisione"

La presidente dell'Eurocamera Roberta Metsola è a Davos, dove partecipa al World Economic Forum. Ieri in serata ha scritto su X: "Con i leader politici europei, gli investitori tecnologici e i rappresentanti delle imprese, ho discusso dell'Europa nell'era intelligente. Per trarre vantaggio dalla rivoluzione digitale, dobbiamo pensare in modo strategico, investire in modo intelligente e agire con decisione. Siamo un continente in ascesa e ci sono ottime ragioni per credere nel potenziale dell'Europa".

Rutte a Davos: "Cambiare la direzione della guerra in Ucraina"

"Dobbiamo rafforzare, e non indebolire, il nostro sostegno all'Ucraina" ed è importante "cambiare la traiettoria della guerra" perché "la linea del fronte si sta muovendo nella direzione sbagliata", ha detto a Davos il segretario generale della Nato, Mark Rutte, spiegando che alle condizioni attuali il rischio è iniziare a negoziare con Putin senza che il presidente russo sia effettivamente al tavolo negoziale. Lo scopo - secondo Rutte, deve essere portare l'Ucraina a dei colloqui di pace "nella migliore posizione possibile" il modo che la pace sia sostenibile e non possa essere messa in discussione successivamente.

Gli altri ospiti

Alla tavola rotonda sulle tasse doganali, con Dombrovskis partecipa anche il direttore generale dell'OMC Ngozi Okonjo-Iweala. Attesa poi una conversazione con Muhammad Yunus, premio Nobel e leader ad interim del Bangladesh e con i governatori Usa, Sarah Huckabee Sanders (Arkansas) e Andy Beshear (Kentucky).

Il programma di oggi

Alle ore 10.15 il presidente argentino Javier Milei e la presidente del Pe Metsola sono ospiti in un panel sull'Ucraina; alle 11.30 la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen è in un panel sulla transizione energetica; alle 11.30 tocca al vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis, che parlerà dei dazi; alle 13.15 ospite il ministro della Salute italiano Schillaci, in un incontro sulla resistenza antimicrobica; alle 17.00 il presidente degli Stati Uniti Donald Trump interviene in videocollegamento.

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