Disoccupazione, quali sono i bonus e le indennità previsti nel 2025?

Economia
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Introduzione

Secondo le ultime rilevazioni il tasso di disoccupazione in Italia è oggi pari al 7,2%: a questo proposito il governo ha varato una serie di incentivi all’occupazione, riconoscendo alle aziende un esonero sui contributi previdenziali, e tracciato dei percorsi di politica attiva. Ma quali sono i principali contributi? Ecco cosa sapere

Quello che devi sapere

Come si distinguono gli aiuti

  • È importante distinguere le tipologie di aiuti oggi presenti. Innanzitutto, ci sono le indennità di disoccupazione, che spettano immediatamente dopo la perdita involontaria del lavoro e che variano per settore e tipologia del contratto. Poi ci sono le politiche attive, percorsi di orientamento e formazione al lavoro organizzati da centri per l’impiego, agenzie per il lavoro o centri di formazione, che in alcuni casi prevedono un sostegno economico. Da segnalare, infine, il riconoscimento di alcuni strumenti di sostegno per alcune specifiche situazioni, dalla malattia alla maternità

 

Per approfondire: Ocse, disoccupazione in calo in Italia: 5,8% ad ottobre 2024. I dati

Naspi

  • Il primo aiuto da menzionare è la Naspi: per i lavoratori subordinati che hanno almeno 13 settimane contributive negli ultimi 4 anni, spetta un’indennità pari al 75% dello stipendio medio percepito entro un massimo di 1.425,21 euro, più il 25% per la parte residua fino ad arrivare al massimo a 1.550,42 euro. La Naspi viene erogata per un periodo pari alla metà delle settimane contributive maturate negli ultimi 4 anni con un massimo di 24 mensilità ma si può pagare in un’unica soluzione (una possibilità concessa a coloro che si mettono in proprio)

 

Per approfondire: Istat, a ottobre il tasso di disoccupazione scende al 5,8%: i dati

Dis-Coll

  • Simile alla Naspi, viene riservata ai collaboratori coordinati e continuativi in caso di cessazione di una o più collaborazioni, così come ad assegnisti e dottorandi di ricerca con borsa di studio. Per tutti vale un solo requisito: aver maturato almeno un mese di contribuzione nella Gestione Separata Inps. Il calcolo dell’importo è simile a quello della Naspi, con gli stessi massimali, senza tener conto però dello stipendio percepito ma del reddito imponibile ai fini previdenziali risultante dai versamenti contributivi effettuati nell’anno solare in cui si è verificato l’evento di cessazione del lavoro e in quello solare precedente, diviso per il numero di mesi di contribuzione

Sar

  • Erogato da FormaTemp, il Sostegno al reddito (Sar) spetta ai lavoratori disoccupati che hanno avuto contratti di somministrazione. Per ottenerlo bisogna essere disoccupati da almeno 45 giorni con almeno 110 giorni di lavoro maturati oppure da almeno 45 giorni che hanno concluso la procedura MOL (Mancanza di Occasioni di Lavoro). In questa circostanza spetta un bonus di mille euro che si riduce a 780 euro per coloro che sono disoccupati da almeno 45 giorni e hanno maturato almeno 90 giorni di lavoro nell’ultimo anno

Indennità di disoccupazione agricola

  • Per i lavoratori agricoli dipendenti vi è poi una misura specifica, che spetta per un numero di giornate pari a quelle lavorate. L’indennità di disoccupazione agricola, però, si può ottenere solo in caso di iscrizione negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli dipendenti, due anni di anzianità nell’assicurazione contro la disoccupazione involontaria e almeno 102 contributi giornalieri nel biennio. L’importo è pari al 40% della retribuzione di riferimento, con la trattenuta del 9% a titolo di contributo di solidarietà

Assegno di inclusione

  • Tra gli aiuti va menzionato anche l’assegno di inclusione, che ha preso il posto del vecchio Reddito di cittadinanza. Attenzione però: l’aiuto spetta solo alle famiglie in cui c’è almeno un componente disabile, minore, over 60 o una persona assistita da un programma di cura e assistenza dei servizi sociosanitari territoriali. Questo significa che non basta più essere disoccupati per ottenere l’aiuto, come succedeva invece per il Reddito di cittadinanza 

Supporto formazione lavoro

  • Oltre l’assegno di inclusione a prendere il posto del reddito di cittadinanza c’è anche il Supporto formazione lavoro: se hanno Isee inferiore a 6 mila euro e sono nella condizione di poter lavorare, è previsto un percorso che parte dalla sottoscrizione del patto di servizio personalizzato con il centro per l’impiego e si sviluppa con la partecipazione a una serie di iniziative di formazione e orientamento. Per tutto il periodo di partecipazione alle suddette attività, e comunque per un massimo di 12 mensilità, spetta un bonus del valore di 350 euro che a differenza dell’Assegno di inclusione viene pagato alla singola persona. Da segnalare, inoltre, come il Supporto formazione e lavoro non è compatibile con la Naspi 

Congedo matrimoniale

  • Tra i sostegni c'è poi il congedo matrimoniale, valido per coloro che nei 90 giorni che precedono il matrimonio o l’unione civile hanno lavorato per almeno 15 giorni alle dipendenze di aziende industriali, artigiane o cooperative. In questo caso spetta un’indennità sostitutiva del congedo matrimoniale con importo variabile a seconda del settore lavorativo e della qualifica (ad esempio per gli operai è pari a 7 giorni di retribuzione)

Indennità di malattia

  • In caso di malattia certificata dal medico entro i 60 giorni dalla cessazione del contratto da lavoro dipendente spetta un’indennità pari al 50% della retribuzione media giornaliera tra il 4° e il 20° giorno e pari al 66,66% dal 21° al 180° giorno

Congedo di maternità

  • Da considerare anche il congedo di maternità: anche alle disoccupate spetta un’indennità sostitutiva del congedo di maternità obbligatorio della durata di 5 mesi a patto che dalla sospensione del lavoro e l’inizio del congedo siano trascorsi non più di 60 giorni. Ne può beneficiare anche se, in alternativa, risulta titolare di Naspi. Spetta anche alle lavoratrici impiegate in settori in cui non è dovuto il contributo contro la disoccupazione involontaria, che negli ultimi 2 anni possono vantare almeno 26 contributi settimanali e hanno iniziato il periodo di congedo con una distanza di massimo 180 giorni dall’ultimo giorno di lavoro

 

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