Contratto statali, distanze tra Aran e sindacati su aumenti. Passi avanti su smart working

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

La trattativa per il rinnovo del contratto nazionale del comparto Funzioni centrali prosegue in salita. Da una parte c’è Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni, che si dice “fiduciosa”; dall’altra i sindacati, che invece ritengono che la trattativa “rischia di finire su un binario morto”. Il contratto riguarda 193mila dipendenti.
 

Dopo l’ultimo incontro, restano profonde le distanze in particolare sul fronte degli aumenti salariali. Tanto che l'Usb ha deciso di abbandonare il tavolo del confronto e proclamare uno sciopero per il 31 ottobre. I sindacati del pubblico impiego di Cgil e Uil, invece, hanno fissato una manifestazione per sabato 19. Sono stati fatti passi avanti, però, su un altro tema centrale: lo smart working. La trattativa riprenderà il 28 ottobre. Ecco cosa sappiamo

Quello che devi sapere

La trattativa

  • Continua la difficile trattativa per il rinnovo del contratto delle Funzioni centrali, con i sindacati da una parte e Aran (l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni) dall’altra. Dopo l’ultimo incontro, restano ampie le distanze sul fronte degli aumenti salariali, mentre sono stati fatti passi avanti sullo smart working. Il contratto riguarda 193mila dipendenti del comparto delle Funzioni Centrali

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Usb ha lasciato il tavolo

  • La trattativa per il contratto degli statali riprenderà il 28 ottobre, con l'obiettivo di affrontare il tema delle risorse per il rinnovo. Un tema su cui i sindacati sono in allarme, tanto che l'Usb ha deciso di abbandonare il tavolo del confronto e proclamare uno sciopero per il 31 ottobre

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La manifestazione

  • I sindacati del pubblico impiego di Cgil e Uil, invece, hanno fissato una manifestazione per sabato 19 ottobre a sostegno del rinnovo del contratto, per il recupero del potere d'acquisto rispetto all'inflazione e per un piano straordinario di assunzioni

Gli aumenti

  • La bozza per il rinnovo del Ccnl comparto Funzioni Centrali 2022-2024 presentata da Aran, al momento, prevede aumenti sulla retribuzione tabellare tra i 110,40 euro mensili a regime per gli operatori e i 193,90 euro per le elevate professionalità, pari a circa il 7,2% degli stipendi. I sindacati, però, non sono soddisfatti: questo, dicono, significa programmare la riduzione dei salari, dato che nel triennio 2022-2024 i prezzi sono saliti di circa il 15%

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Differenziali stipendiali

  • Nella bozza si parla anche di differenziali stipendiali: è stato previsto all'interno delle aree, a livello della contrattazione di sede, che il negoziato consenta di stabilire dei differenziali stipendiali da attribuire. Secondo la Uil, è “un indubbio passo in avanti”. Ma comunque questo non basta, ribadiscono i sindacati, a colmare il gap

Il presidente dell'Aran fiducioso

  • Il presidente dell'Aran Antonio Naddeo si è detto dispiaciuto per l'abbandono del tavolo da parte dell'Usb. Ma si è anche detto “fiducioso” sulla possibilità che si arrivi a un accordo entro il 2024, ultimo anno di vigenza del contratto

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“Trattativa rischia di finire su binario morto”

  • Di diverso tenore i commenti dei sindacati. "La trattativa per il rinnovo del contratto – ha detto il segretario nazionale Fp-Cgil Florindo Olivierorischia di finire su un binario morto se il ministro per la PA e il governo non si decidono a mettere a disposizione le risorse necessarie per garantire l'adeguamento dei salari all'inflazione. Siamo sempre fermi al punto che lo stipendio di un funzionario, nel triennio 2022/2024, ha avuto una svalutazione da inflazione pari a 290 euro e il recupero proposto dall'Aran si ferma a 141 euro. Basta parlare del governo che fa i contratti in tempi più rapidi dei precedenti. I contratti si fanno quando sono dignitosi e questo non lo sarebbe”

“Nuove risorse economiche”

  • Il numero uno della Uilpa Sandro Colombi, poi, ha commentato: “Per noi elemento dirimente per la sottoscrizione è la disponibilità di nuove risorse economiche. Responsabilmente, continueremo la trattativa in Aran fino all'ultimo giorno possibile. Ma nel frattempo scenderemo in piazza il 19 ottobre per l'ennesimo grido d'allarme sullo stato di salute dei servizi pubblici e per risvegliare le coscienze di chi ci governa affinché provveda a investimenti degni di questo nome a favore delle Funzioni centrali”

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Lo smart working

  • Nel contratto, oltre alla parte salariale, resta centrale il tema dello smart working. Per quanto riguarda il lavoro a distanza, si prevede la possibilità di inserire nella contrattazione integrativa una semplificazione per l'accesso al lavoro agile dei neo assunti. Questa misura punterebbe a rendere più appetibile l'impiego pubblico, soprattutto nelle grandi città del Nord, a fronte dell'alto costo della vita

I neo assunti

  • In molte realtà, infatti, per il candidato che ha vinto il concorso lo smart working può essere determinante nella decisione di accettare o meno il posto di lavoro. "Nella definizione del contratto integrativo – si legge nella proposta presentata ai sindacati – le parti valuteranno l'adozione di strumenti volti a favorire l'inserimento del personale neoassunto quali, ad esempio, politiche di welfare e/o accesso al lavoro a distanza”

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