Manovra, il nodo Patto Stabilità complica i giochi

Economia
Simone Spina

Simone Spina

Sulla legge di bilancio incombe anche il nodo delle nuove regole che l'Europa vuole approvare entro fine anno. Il Patto di Stabilità, sospeso all'inizio della pandemia, diventerebbe meno rigido. Ma un accordo sembra lontano 

ascolta articolo

Nella complicata caccia alle risorse per la prossima manovra si profila un nuovo braccio di ferro con l’Europa. Gli spazi di spesa che ha l’Italia dipendono anche dalle regole di bilancio comunitarie. Regole sulle quali adesso regna l’incertezza.

Dal 2020 vincoli di spesa meno stringenti

Parliamo del Patto di Stabilità, una serie di norme che limitano le possibilità dei vari Stati di indebitarsi. Quelle attuali sono congelate dall’inizio della pandemia, con la conseguenza che dal 2020 i vincoli sono stati allentati. In pratica, mani più libere, in modo da poter sostenere con soldi pubblici la ripresa.

Regole più flessibili per il futuro

L’obiettivo di Bruxelles è ora quello di stringere la cinghia ma non con le vecchie rigide regole, bensì con parametri più flessibili, in modo da permettere a ciascun Paese aggiustamenti più graduali. Questa è in estrema sintesi la proposta della Commissione Europea, sulla quale un accordo va trovato entro fine anno.

Il governo critica Gentiloni

E’ ottimista sull’intesa il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni, oggetto però di critiche da parte del nostro governo perché non difenderebbe a sufficienza la causa italiana. Roma, consapevole dell'altissimo debito che ha sulle spalle, teme di dover subire controlli stringenti e vorrebbe che alcune spese per investimenti considerati strategici – quelli per la Difesa, il digitale e la Transizione verde – non fossero conteggiati come deficit.

Meloni: no ritorno a vecchie regole

In assenza di un’intesa europea sul Patto di Stabilità, e alle prese con una manovra in cui mancherebbero due terzi dei trenta miliardi necessari, Giorgia Meloni propone quindi di prolungarne la sospensione. Una posizione che appare inaccettabile per i Paesi più votati al rigore guidati dalla Germania, finita intanto nel mirino perché avrebbe truccato i conti, nascondendo debito con artifici contabili in contrasto con le regole europee.

Economia: I più letti