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Studentati, 8.500 posti letto dal Pnrr ma i prezzi raggiungono anche gli 800€ al mese

Economia

Lorenzo Borga

Sono oltre 60mila i posti letto nelle residenze universitarie previsti nel Pnrr entro il 2026. Ma molte strutture costruite l'anno scorso richiedono prezzi vicini alle quotazioni di mercato. LO SKYWALL

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Il Pnrr potrebbe contribuire almeno in parte ad alleviare il problema del caro affitti per gli studenti universitari. Il piano (LO SPECIALE DI SKY TG24) prevede infatti la creazione di nuovi 60mila posti letto per studenti fuorisede nelle residenze universitarie. Poco più di 8.500 ne sono stati creati nel 2022 - attraverso immobili già esistenti o in via di costruzione - mentre i restanti dovranno arrivare entro il 2026.

Attraverso il Pnrr l'Italia potrebbe recuperare parte del gap con altri grandi paesi europei, che garantiscono una percentuale decisamente più elevata di posti letto per gli studenti universitari. In Germania sono il 12%, Francia sono il 13,2% mentre in Italia superiamo di poco il 5% (circa 50mila posti letto per quasi 700mila fuorisede).

 

Degli oltre 8.500 posti letto messi in piedi dal Pnrr con 300 milioni di euro, 2.173 - quindi poco più di un quarto - sono stati messi a disposizione da enti convenzionati con il diritto allo studio (Dsu) e dalle università, che prevedono canoni di affitto concordati e stabiliti a livello regionale. I restanti, non tutti, invece presentano tariffe anche decisamente elevate, fino a quasi raggiungere i livelli del mercato privato. Le graduatorie pubblicate (prima e seconda) dal Ministero dell'Università permettono di farsi un'idea dei prezzi offerti per una camera singola.

Camere singole a 800 euro al mese

A Bologna per esempio un'importante realtà immobiliare ha messo a disposizione 164 posti letto pagati con i fondi europei a 800 euro al mese per un monolocale. Per gli studenti con Isee più basso con uno sconto si arriva a 720 euro. Le tariffe Dsu sono invece decisamente più basse: si arriva al massimo a 290 euro.

A Milano la situazione non cambia. Per quasi 600 posti letto per cui sono stati spesi circa 18 milioni di euro dal Pnrr vengono richiesti 767 euro al mese per una camera singola, bolletta della luce esclusa. Questo per studenti con Isee inferiore a 20mila euro, altrimenti il prezzo cresce. Sempre a Milano si trovano (poche) camere a 250 euro al mese, come stabilito dalle tariffe Dsu di Regione Lombardia.

Incognite sul prossimo bando

Per quanto riguarda i prossimi 660 milioni di euro da spendere per costruire gli oltre 50mila posti letto ancora da mettere in campo rimane l'incertezza sulle modalità di attribuzione delle risorse. Il bando ancora non c'è, mentre il decreto Aiuti-ter del governo Draghi ha stabilito che siano i privati ad avere un ruolo primario nella costruzione e gestione delle strutture, anche non in convenzione con le università.

 

Il rischio di ritrovare prezzi simili a quelli di mercato in strutture pagate dal Pnrr non è quindi scongiurato. Il governo da parte sua intende "individuare il costo medio calmierato per ogni posto letto a livello territoriale", per ottenere una "riduzione del 15 per cento". Inoltre è partita la raccolta di manifestazioni di interesse rivolta a enti pubblici e demanio per individuare strutture non utilizzate che potrebbero essere convertite per residenze universitarie.

 

Di certo la corsa per raggiungere i target del Pnrr e non perdere i fondi europei imporrà qualche compromesso. Tra gli addetti ai lavori c'è chi ritiene un obiettivo così ambizioso sia impossibile da raggiungere. Ma se anche si potessero mettere in campo 60mila posti letto, se fossero per la maggior parte offerti a prezzi di mercato non potrebbero risolvere il problema del caro affitti contro cui protestano gli studenti.