Sciopero benzinai, dopo Faib anche Fegica e Figisc revocano seconda giornata di stop

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Lo sciopero era scattato martedì, alle 19 sulla rete ordinaria e alle 22 sulle autostrade. Dopo il tentativo di mediazione fallito ieri, si è invece arrivati a un'intesa nel pomeriggio di oggi. Fegica e Figisc/Anisa hanno revocato il secondo giorno di sciopero come già deciso da Faib Confesercenti. I distributori stanno quindi riaprendo già da questa sera

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Lo sciopero dei benzinai era scattato ieri sera, alle 19 sulla rete ordinaria e alle 22 sulle autostrade. Secondo fonti Faib, è stata dell'80-90% l'adesione sulla rete stradale (pari a 12-13mila impianti sui 22mila totali). Dopo i tentativi di mediazione falliti ieri, nel pomeriggio di oggi, dopo essere state convocate al ministero, Fegica e Figisc/Anisa hanno deciso di revocare il secondo giorno di sciopero, dopo che ieri Faib Confesercenti aveva già deciso in questo senso. Le sigle sottolineano che restano molte criticità e che la decisione è stata presa per favorire i cittadini. I distributori stanno quindi riaprendo già da questa sera. 

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- di Daniele Troilo

Urso: è stato apprezzato l'impegno del Governo 

Dopo "un ulteriore confronto, a livello tecnico, sulle proposte illustrare ieri dal ministro Adolfo Urso e contenute nell'emendamento che sarà presentato dal governo agli uffici della Camera", oggi, - indica il Ministero delle Imprese e del Made in Italy con una nota - "al termine del tavolo tecnico, tutte le associazioni hanno deciso di annullare la seconda giornata di sciopero, confermando l'intenzione di continuare il dialogo che si è aperto con il Governo". "È stato apprezzato - commenta Urso - l'impegno continuo del Governo a migliorare il testo del decreto legge che mantiene fisso il principio della trasparenza a beneficio sia dei consumatori che degli stessi gestori. Soprattutto è stata riconosciuta l'importanza dell'insediamento di un tavolo permanente per il riordino complessivo del settore a cui bisogna riconoscere il lavoro quotidiano al servizio dei cittadini, come nel periodo della pandemia" Resta - spiega il ministero - l'obbligo di esposizione dei cartelli con l'indicazione del prezzo medio regionale mentre sulle autostrade sarà esposto il prezzo medio nazionale autostradale. Le altre modifiche, già prospettate ieri dal ministro Urso, riguarderanno soprattutto alcuni aspetti delle sanzioni e delle modalità di comunicazione dei dati. Il ministero svilupperà anche una app gratuita per i consumatori.
- di Daniele Troilo

Fegica: sciopero ridotto non smonta partita

- di Daniele Troilo

Fratoianni: dubito del coraggio di colpire extraprofitti 

"I benzinai hanno revocato il secondo giorno di sciopero: a questo punto il governo Meloni, dopo tutti i pasticci combinati finora, abbia un sussulto di dignità e di coraggio. Invece di prendersela con l'anello debole, intervenga piuttosto sugli extraprotitti della grandi compagnie energetiche." Lo afferma Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana. "Abbia il coraggio, una volta tanto, di andare al cuore del problema - prosegue - e recuperi quelle decine di miliardi che si sono intascate le grandi compagnie e le restituisca a famiglie ed imprese. Se ne ha il coraggio anche se è cosa di cui dubito fortemente".

- di Daniele Troilo

Assoutenti: revoca sciopero figuraccia dei benzinai 

Lo sciopero dei benzinai si è rivelato un fallimento ma a pagare un conto salatissimo sono stati solo i consumatori, con una corsa ai rifornimenti che ha prodotto una impennata dei listini alla pompa, rincari finiti ora all'attenzione del Governo e di Mister Prezzi. Lo afferma Assoutenti, che ha presentato oggi un esposto denunciando la possibile speculazione sui prezzi di benzina e gasolio. "Mentre i benzinai facevano una figuraccia, con una spaccatura sullo sciopero tra le varie sigle e la revoca decisa a poche ore dall'inizio della protesta, gli automobilisti che hanno fatto il pieno per non ritrovarsi a secco hanno dovuto subire repentini aumenti dei prezzi alla pompa, saliti in alcuni casi anche di 10 centesimi di euro tra ieri e oggi, con un aggravio fino a +5 euro sul pieno - denuncia il presidente Furio Truzzi - Un fatto gravissimo che ci ha portato oggi a presentare un esposto a Mister Prezzi e al Governo, nella persona del Ministro Adolfo Urso, in cui si chiede di aprire una indagine su quanto accaduto e sanzionare quei soggetti, siano essi benzinai o compagnie petrolifere, che hanno approfittato della situazione per aumentare ingiustificatamente i listini al pubblico".

- di Daniele Troilo

Faib Trentino: adesione a sciopero al 75%  

Il 75% degli associati di Faib-Confesercenti del Trentino ha aderito allo sciopero dei benzinai, indetto a livello nazionale da Faib, Fegica e Figisc. A dirlo è Federico Corsi, presidente della sezione trentina della Federazione autonoma benzinai italiani, che parla di "un'adesione abbastanza interessante". Secondo quanto riportato da Corsi, non ci sono stati problemi per l'approvvigionamento nei momenti precedenti l'inizio dello sciopero. "La comunicazione ha funzionato meglio rispetto al solito. Siamo riusciti a dare agli utenti le informazioni corrette sul disagio che avrebbero potuto incontrare", conclude.
- di Daniele Troilo

Un momento dello sciopero (Ansa)

- di Daniele Troilo

Fegica: la mobilitazione resta in piedi 

"La mobilitazione resta in piedi" ha detto presidente della Fegica Roberto Di Vincenzo al termine dell'incontro al ministero. "Pur riconoscendo di aver potuto interloquire in maniera costruttiva con il ministero che si è speso per diventare interlocutore propositivo, l'incontro ha confermato il persistere di molte criticità" scrivono le due sigle nella nota. "Anche quest'ultimo ennesimo tentativo di rimediare ad una situazione ormai logora, non è riuscito ad evidenziare alcun elemento di concretezza che possa consentire anche solo di immaginare interventi sui gravissimi problemi del settore e di contenimento strutturale dei prezzi. Le proposte emendative avanzate dal Governo al suo stesso decreto non rimuovono l'intenzione manifesta di individuare i benzinai come i destinatari di adempimenti confusi, controproducenti oltreché chiaramente accusatori". Appare ormai chiaro, aggiungono, "che ogni tentativo di consigliare al Governo ragionevolezza e concretezza non può o non vuole essere raccolto. Per questa ragione anche insistere nel proseguire nell'azione di sciopero, utilizzata per ottenere ascolto dal Governo, non ha più alcuna ragione di essere. Tanto più che uno degli obiettivi fondamentali, vale a dire ristabilire la verità dopo le accuse false e scomposte verso una categoria di lavoratori, e' stato abbondantemente raggiunto". I cittadini italiani, "hanno perfettamente capito. È, quindi, a loro, ai cittadini che i benzinai si rivolgono, non certo al Governo, revocando il secondo giorno di sciopero già proclamato, eliminando ogni possibile ulteriore disagio, a questo punto del tutto inutile. I distributori quindi riapriranno già da questa sera. Il confronto a questo punto si sposta in Parlamento dove i benzinai hanno già avviato una serie di incontri con tutti i gruppi parlamentari perché il testo del decreto cosiddetto trasparenza raccolga in sede di conversione le necessarie modifiche".
- di Daniele Troilo

Fegica e Figisc revocano lo sciopero 

Fegica e Figisc Confcommercio hanno revocato la seconda giornata di sciopero "a favore degli automobilisti non certo del governo". Così le due sigle dei gestori degli impianti di benzina in una nota congiunta. La decisione di Fegica e Figisc/Anisa sulla revoca del secondo giorno di sciopero arriva dopo che ieri Faib Confesercenti aveva già deciso in questo senso. In una nota diffusa al termine di un nuovo incontro al Mimit, le due organizzazioni dei gestori sottolineano tuttavia che restano molte criticità e che la decisione è stata presa per favorire i cittadini. I distributori riapriranno quindi già da questa sera.
- di Daniele Troilo

Urso: spero non ci sia seconda giornata di sciopero 

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso auspica che si riduca la durata dello sciopero dei benzinai. "Mi auguro che non ci sia" la seconda giornata di sciopero "e si riduca il disagio per i cittadini, ancora più significativo nell'eventuale seconda giornata". Lo ha detto ricordando che è in corso una riunione al ministero. "Il governo è impegnato in maniera continuativa per giungere a un riordino complessivo del settore perché ne ha davvero bisogno", ha sottolineato sulla categoria.

- di Daniele Troilo

Angac: sciopero flop, tre sigle non più credibili 

Uno sciopero flop che deve far riflettere la categoria dei gestori carburanti". A dirlo è il presidente dell'associazione dei gestori autonomi Angac Confsal, Giuseppe Balia, secondo cui "le sigle storiche Faib, Figisc e Fegica non sono più credibili". Quella dei gestori, prosegue Balia in una nota, è "una categoria disarmata che ha bisogno di riconquistare fiducia sulla rappresentanza sindacale non più rispondente alle esigenze del gestore. Una categoria delusa - prosegue il presidente dell'Angac -, ridotta a sopportare vessazioni da parte delle compagnie petrolifere che, tramite accordi commerciali firmati da sigle che si autoproclamano maggiormente rappresentative, si ritrovano ad espletare un lavoro da veri schiavi del caporalato, con la paura costante che al minimo sbaglio si ritrovano con la risoluzione del contratto". Una categoria, prosegue l'associazione dei gestori autonomi, "ostaggio del potere petrolifero e senza tutela sia da parte della politica che della giustizia".
- di Daniele Troilo

La situazione a Napoli

Viene stimata intorno all'80% la soglia dei distributori di carburante che hanno aderito in Campania allo sciopero. Un dato che tiene conto solo di coloro che risultano iscritti alle sigle sindacali. La percentuale si abbassa molto, invece, se si tiene conto del 40% dei 1.800 impianti attivi nella regione che non appartengono alle società petrolifere e che sono rimasti in buona parte aperti. A far scendere drasticamente il trend della partecipazione sono quindi le cosiddette “pompe bianche”, che secondo la Faib Confesercenti avrebbero aderito per il 30%. "Questo trend era ampiamente preventivabile già alla vigilia – ha spiegato all'Agi il presidente regionale, Antonio Panico –, è uno sciopero nato sostanzialmente per volontà di una parte dei gestori, ma si percepiva nell'aria la bassa adesione". “Era quello che ci aspettavamo”, ha sottolineato invece il presidente campano di Figisc Confcommercio, Gaetano La Rocca. “Non si ha il polso della situazione reale, perché centinaia di pompe non sono legate ai principali marchi, ma siamo in linea con i livelli nazionali e siamo soddisfatti della partecipazione".
- di Daniele Troilo

Codacons: con sciopero in un solo giorno poco meno di un miliardo allo Stato

Gli automobilisti costretti a fare un pieno “preventivo” ieri, in vista dello sciopero dei distributori , avrebbero fatto incassare allo Stato in un solo giorno poco meno di un miliardo. La proiezione è del Codacons: ipotizzando che la metà del parco auto circolante in Italia abbia messo una media di 50 litri di carburante e considerando il prezzo medio ultimo rilevato da QE prima dell'avvio dello sciopero (benzina 1,846 euro/litro, gasolio 1,890 euro/litro), spiega l’associazione, la spesa per la benzina sarebbe di 798.395.00 euro, quella per il gasolio 815.062.500 euro, infine la spesa per il gasolio degli autocarri ammonterebbe a 236.250.000 euro per un totale complessivo di 1.849.707.500 euro. Il peso delle tasse sarebbe: per la benzina 461.472.310 euro (peso tasse su un litro di verde: 57,8%); per il gasolio 415.681.875 euro (peso tasse su un litro di gasolio 51%), gasolio autocarri 120.487.500 euro con un totale di incassi per lo Stato di 997.641.685 euro.
- di Daniele Troilo

Bonaccini: “Si è creato un cortocircuito, spero si trovino soluzioni”

"Il centrodestra aveva propagandato che una volta al governo avrebbe ridotto il costo della benzina e 'sterilizzato' le accise, ma nel momento in cui è andato al governo, ha tolto i benefici fiscali disposti dall'esecutivo Draghi lo scorso anno e il costo della benzina è diventato il più alto d'Europa: è evidente che si è creato un cortocircuito che porta a questa discussione e al fermo dei benzinai". Lo ha detto il presidente dell'Emilia-Romagna e candidato alla segreteria del Pd Stefano Bonaccini. "Ogni tanto si può anche ammettere di avere sbagliato o esagerato nelle promesse. Non ha funzionato, è una delle tante marce indietro che il governo sta facendo e spero nell'interesse degli italiani che si trovino soluzioni", perché per via del caro bollette e dell'inflazione "le famiglie stanno andando in una difficoltà drammatica", ha aggiunto.
- di Daniele Troilo

Tomasi (Aspi): da sciopero “nessun impatto” sulla rete autostradale

Dallo sciopero dei benzinai per il momento "nessun impatto" sulla rete autostradale. A dirlo è stato l'amministratore delegato di Aspi Roberto Tomasi, a margine dell'assemblea dell'Aiscat.
- di Daniele Troilo

Sima: lo sciopero effetti positivi per l'ambiente e la salute

Lo sciopero dei benzinai, se tradotto in un minor consumo di carburanti, potrebbe giovare all'ambiente e alla salute umana. A dirlo è la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), che oggi ha diffuso i dati sull'inquinamento prodotto dai carburanti nel nostro paese. "È notorio che le automobili ogni giorno utilizzate dai cittadini per i propri spostamenti generano emissioni nocive - spiega il presidente Alessandro Miani -. L'elemento principale prodotto dai motori a combustione è l'anidride carbonica (CO2), ma c'è anche il CO, ossia il monossido di carbonio, sostanza velenosa particolarmente pericolosa per la salute umana, gli NOx, ovvero gli ossidi di azoto, l'anidride solforosa (SO2) e gli idrocarburi incombusti (HC)". Secondo Sima, in Italia il settore dei trasporti privati è direttamente responsabile del 25% delle emissioni di CO2 in atmosfera, oltre a pesare per il 46-50% delle emissioni di Ossidi di Azoto. Solo nel 2019, prima della pandemia, le autovetture private hanno generato un totale di 105 miliardi di tonnellate di CO2. "Il traffico veicolare nel suo complesso, e le sue ripercussioni su ambiente, inquinamento e salute umana, ha un impatto in termini di costi per anni di vita persi ogni anno nel nostro Paese compreso tra i 24 ed i 34 miliardi di euro", conclude il presidente Miani.
- di Daniele Troilo

Bearzi (Figisc): forte adesione sciopero, “nonostante forte attività prefetture per precettare”

Secondo il presidente di Figisc Bruno Bearzi, l'adesione allo sciopero "è stata dell'80-90% nonostante una forte attività delle prefetture per precettare”. “C'è stata da parte delle prefetture una volontà, un accanimento che non ho mai visto in 30 anni che faccio sindacato", anche "sollecitati da alcuni consumatori che si sono esposti per avere un minimo di visibilità", ha detto. La sigla conta 8-9mila iscritti.
- di Daniele Troilo

Alla riunione delle 15 non ci sarà il ministro Urso

Alla riunione tecnica delle 15 tra ministero e sindacati non parteciperà il ministro Urso, impegnato a Bruxelles. Alla domanda su quali condizioni sono necessarie per revocare lo sciopero, il presidente di Figisc Bruno Bearzi ha spiegato che "noi volevamo attenzione dal governo, che però è calata dall'alto con una serie di decisioni a partire dal decreto seppur modificato nel tempo che non ci ha visto protagonisti nella stesura". Il decreto, ha aggiunto, "è ormai in X commissione e mi auguro che ci siano modifiche di buon senso portate dal governo e dalle opposizioni. Questo porta in là di due mesi l'entrata in vigore del testo che dovrà andare al Senato. C'è tempo per migliorarlo".
- di Daniele Troilo

Assoutenti: lo sciopero è un flop

Lo sciopero dei benzinai si sta rivelando un flop. A dirlo è Assoutenti, che è pronta al contro-sciopero dei consumatori e chiede al governo interventi sul fronte della trasparenza da parte delle compagnie petrolifere, applicando la delibera Cipe che autorizza, in caso di anomalie dei listini, un regime di sorveglianza sui prezzi di benzina e gasolio. "La protesta dei gestori si sta rivelando un fallimento – ha detto il presidente Furio Truzzi -. Le sigle che avevano inizialmente proclamato lo sciopero si sono spaccate e numerosi distributori hanno deciso di non aderire alla serrata, al punto che su tutto il territorio oggi gli automobilisti possono trovare molte pompe funzionanti, anche se solo in modalità self service". "Se lo sciopero non sarà revocato entro oggi, organizzeremo per il 4 e 5 febbraio il ‘lockdown’ dei carburanti, una contro-protesta attraverso la quale inviteremo i cittadini a ridurre i consumi di benzina e gasolio, rinunciare laddove possibile all'uso degli autoveicoli e lanciare un segnale forte a governo, petrolieri e benzinai”, ha aggiunto.
- di Daniele Troilo