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Prezzo benzina e diesel, perché in autostrada il costo è maggiore

Economia

Lorenzo Borga

Costi più alti e royalty pagate ai concessionari: ecco perché benzina e gasolio ai distributori in autostrada costano in media 20 centesimi al litro in più. Ma sempre meno italiani ci fanno il pieno

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Chiunque abbia mai viaggiato in autostrada sa che i listini di benzina e gasolio dei distributori sono mediamente più cari che nei normali benzinai sulla rete urbana ed extraurbana. La differenza può arrivare anche a 50 centesimi al litro. Secondo il monitoraggio di Staffetta Quotidiana, il prezzo medio in autostrada per benzina e gasolio serviti è di 20 centesimi più caro rispetto alla media nazionale.

 

Lampante è l'esempio individuato da Sky TG24 nel comune di Fiano Romano: stesso gestore dei distributori, uno dentro l'autostrada A1 l'altro subito fuori lo svincolo, due prezzi sensibilmente diversi del gasolio a soli due chilometri di distanza, per 40 centesimi di differenza.

Perché in autostrada un pieno costa di più

La ragione è presto detta: i 473 distributori presenti sulle autostrade italiane pagano infatti costi maggiori per mantenere attivo il servizio, che scaricano sugli automobilisti che fanno il pieno. I distributori sulla rete autostradale sono infatti assegnati dal concessionario sulla base di bandi - regolati dal Ministero delle Infrastrutture - in cui l'azienda che offre di più si aggiudica la stazione di servizio. I gestori infatti pagano delle cosiddette royalty (circa 200 milioni di euro), una sorta di affitto, al concessionario autostradale. Questa asta al rialzo comporta che successivamente il benzinaio si rivale sugli automobilisti per rientrare dalla spesa.

Più servizi, prezzi più alti

Le stazioni di servizio inoltre rimangono aperte più a lungo nel corso della giornata e della settimana, e offrono servizi ulteriori rispetto ai distributori sulla normale rete stradale. Anche questo comporta dei costi aggiuntivi che vengono in parte pagati dagli automobilisti che fanno il pieno.

 

I contratti di assegnazione delle stazioni di servizio prevedono però anche dei limiti. Come spiega Diego Catoni, presidente dell’Aiscat, l’associazione dei concessionari autostradali, "i contratti prevedono che i prezzi dei carburanti non possano superare i prezzi praticati fuori dalle rete, a meno che non si debbano coprire i costi dei servizi che vanno garantiti 24 ore al giorno e per 7 giorni a settimana, come quelli del personale".

 

Peraltro l'Autorità di regolazione dei trasporti proprio negli ultimi giorni ha rinnovato le modalità con cui vengono assegnati questi bandi per la gestione delle stazioni di servizio.

Sempre meno automobilisti fanno il pieno in autostrada

I consumatori sono ormai a conoscenza dei prezzi più alti ed evitano di fare rifornimento in autostrada. Secondo Anisa (Associazione nazionale imprese dei servizi autostradali) il carburante erogato tra il 2008 e il 2021 si è ridotto di quasi il 70 per cento.