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Pensioni, rivalutazione più magra per gli assegni più alti

Economia

Simone Spina

Cambia l'adeguamento all'inflazione. Operativi gli incrementi del 7,3% fino a 2.100 euro lordi al mese. Per le cifre superiori gli aumenti saranno più bassi e arriveranno a marzo. Così lo Stato risparmia 10 miliardi in tre anni

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L’aumento delle pensioni è già scattato, ma non ancora per tutti e con modalità diverse rispetto al passato che penalizzano chi ha assegni più alti. Una novità rilevante, visto il forte aumento dei prezzi che pesa sulle tasche degli italiani.

Quanto risparmia lo Stato

Parliamo dell’adeguamento al caro vita, la cosiddetta perequazione. Un meccanismo che a ogni inizio d’anno fa salire gli assegni, ma che con l’ultima manovra diventa complessivamente meno generoso per il biennio in corso, permettendo allo Stato di risparmiare una decina di miliardi fino al 2025 (e ancora di più se si allunga l’orizzonte temporale).

Incremento del 7,3%

Partiamo dalle pensioni più basse, le minime, che passano da 525 a circa 570 euro al mese, che diventano 600 per chi ha più di 75 anni. Da questa soglia in poi e fino a 2.100 euro lordi al mese, il recupero dell’inflazione sarà pieno e, quindi, si avrà un incremento del 7,3 per cento.

Quando arrivano gli aumenti

Chi è in questa fascia, dunque, riceverà fino a circa 150 euro mensili in più: i bonifici dell’Inps sono partiti il 3 gennaio e da questa data si può ritirare la pensione alle Poste. Chi ha la pensione più alta, invece, non vede ancora alcun aumento. Il motivo è che l'adeguamento non è ancora operativo. Probabilmente l’aumento si vedrà a marzo, quando arriveranno anche gli arretrati dei primi due mesi del 2023, perché il calcolo è più complesso.

I tagli per chi prende di più

Oltre i 2.100 euro, infatti, la rivalutazione è più bassa e va scemare al crescere dell’assegno. Per chi si trova in questa situazione il recupero del caro vita sarà inferiore al 7,3 per cento e, dunque, non sarà interamente protetto dall’inflazione. Inoltre, in questi casi la pensione sarà sì un po’ più pesante, ma meno di quanto sarebbe accaduto se le cose non fossero cambiate con la legge di Bilancio.