Istat: "Tasso di occupazione al 60,5% a ottobre". È record dal 1977

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Nel decimo mese dell'anno boom di occupati grazie soprattutto all'exploit dei contratti a tempo inderminato, che sono aumentati di mezzo milione rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Lo rivela l'Istituto nazionale di statistica nel suo report mensile sul mercato del lavoro italiano. Scende al 7,8% il tasso di disoccupazione e al 23,9% quello giovanile

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Prosegue anche a ottobre la crescita dell’occupazione, che in Italia raggiunge il 60,5% segnando un record storico grazie all'exploit dei contratti a tempo indeterminato. Lo comunica l'Istat, che nelle sue ultime stime sul mercato del lavoro spiega anche come nel decimo mese dell’anno il tasso di inattività sia sceso al 34,3% (-0,2 punti) e quello di disoccupazione al 7,8%, con un rallentamento della quota giovanile (-0,2 punti al 23,9%). 

I dati

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Secondo i dati elaborati dall’Istituto nazionale di Statistica, nel decimo mese dell’anno gli occupati nella Penisola sono cresciuti di 82mila unità su settembre (+0,4%) e di 496mila sullo stesso periodo del 2021 (+2,2%). Un aumento favorito soprattutto dalla dinamica dei posti a tempo indeterminato, che sono risultati 117mila in più su settembre e 502mila in più su ottobre 2021 per un totale di oltre 15,26 milioni. In calo invece i contratti a termine, che nel periodo in esame si attestano 2,98 milioni con una riduzione di 18mila unità su base mensile e di 35mila a livello tendenziale. Nel complesso, la variazione porta il numero totale dei lavoratori a oltre 23,2 milioni, per un tasso di occupazione del 60,5%: si tratta del record assoluto per il nostro Paese, che dall’inizio delle serie storiche nel 1977 non aveva mai registrato un numero di questo tipo. Il numero di persone in cerca di lavoro cala (-0,4%, pari a -8mila unità rispetto a settembre) tra i maschi e in tutte le classi d’età a eccezione dei 25-34enni. Il tasso di disoccupazione totale scende al 7,8% (-0,1 punti), quello giovanile al 23,9% (-0,2 punti).

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