Credit Suisse, cresce rischio default

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Dopo gli scandali dell'ultimo biennio, il colosso svizzero si trova ad affrontare una difficile situazione finanziaria che ha costretto il management a rassicurare investitori sulla solidità del capitale

 

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Crollo delle azioni di Credit Suisse a inizio seduta dei mercati europei. Oggi il titolo della banca ha perso il 10 per cento in vista del piano di ristrutturazione, il nuovo strategic plan, che il Cda dovrà presentare il prossimo 27 ottobre. L’Ad Ulrich Koerner ammette “fase critica per la banca” ma poi rassicura in una nota i dipendenti “il capitale e liquidità sono in ordine”. La situazione è talmente difficile che i manager del gruppo secondo quanto riporta il Financial Times hanno passato il fine settimana al telefono per rassicurare i grandi investitori che la banca è solida. Le telefonate sono partite dopo che gli spread dei Credit Default Swap (Cds) sono cresciuti bruscamente venerdì chiudendo a quota 255 punti, rispetto ai 55 di inizio anno.  

 Le perdite della Banca

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La banca ha chiuso il secondo trimestre con una perdita netta di 1,59 miliardi di franchi mentre il primo trimestre aveva registrato un rosso di 273 milioni di euro. Gli analisti ritengono che l'istituto elvetico abbia bisogno di un aumento di capitale da 4 miliardi di franchi svizzeri (4 miliardi di dollari) oltre alla vendita di asset e alla ristrutturazione delle sue attività. 

Il nuovo strategic plan

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Credit Suisse nel nuovo piano di ristrutturazione previsto a fine ottobre, potrebbe includere tagli per migliaia di dipendenti e la ristrutturazione in tre divisioni con la creazione di una "bad bank". La stessa banca la scorsa settimana non ha escluso di poter vendere la sua divisione di prodotti cartolarizzati,  mentre sta considerando la possibilità di cedere le attività di asset management dell'America Latina ma anche di rispolverare il vecchio brand First Boston.

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