
Superbonus 110, fondi finiti e stop delle banche ad acquisto crediti: cosa sta succedendo
Tra detrazioni già approvate che superano il valore delle risorse stanziate e i problemi dei meccanismi di cessione del credito si rischia che molti lavori edilizi, anche già iniziati e già finanziati, rimangano incompiuti. Perché si è arrivati a questa situazione e quali sono le prospettive per uscirne: il punto

Richieste che superano i fondi stanziati e stop delle banche all’acquisto di futuri crediti: è caos nel sistema del Superbonus 110%. Il rischio adesso è che molti lavori edilizi rimangano incompiuti e che il Fisco chieda quindi indietro le risorse accordate per questi interventi
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FONDI ESAURITI – C’è innanzitutto la questione dei fondi a disposizione dei cittadini. Secondo dati Enea, il valore totale delle detrazioni a carico dello Stato previste a fine lavori, lo scorso 31 maggio, toccava quota 33,7 miliardi di euro. Per la misura il governo ha però messo sul tavolo in tutto 33,3 miliardi di euro fino al 2036
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Il Superbonus può però essere richiesto ancora fino al 30 giugno 2022, con una proroga al 31 dicembre per gli interventi svolti su edifici monofamiliari che, al 30 settembre, saranno completati almeno al 30%. Significa che, per garantire le detrazioni sulle future domande, la misura andrebbe rifinanziata
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PRATICHE SVALUTATE E CREDITI NON COMPENSATI – Anche il futuro delle pratiche già in corso è confuso. Dal prossimo 1° luglio a queste si applicheranno costi più alti. I crediti per i consumatori finali saranno essenzialmente "svalutati", col risultato che chi cede ad esempio un credito da 100 euro se ne vedrà rimborsare meno di 90
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"L'elevato flusso delle richieste pervenute" di cessioni di crediti edilizi "ha purtroppo comportato l'esaurimento della nostra possibilità di compensare" tali crediti, ha scritto ad esempio Banca Intesa ai suoi clienti, spiegando l’aumento del costo della procedura

Il motivo alla base è il meccanismo di legge per cui gli operatori sul mercato sono tenuti a un “vincolo di compensazione" che li obbliga ad avere crediti fiscali, come quelli edilizi, non superiori al livello di imposte e contributi versati dalla banca

Intesa, come altre banche (tra cui Bpm e Poste Italiane) ha raggiunto questo limite o sta per raggiungerlo. Di conseguenza, l'acquisizione dei crediti, già resa complicata nei mesi scorsi dai diversi limiti imposti alle cessioni multiple, si sta fermando di nuovo

Banca Intesa spiega che potrebbe "riacquistare operatività" in tale ambito "qualora il contesto normativo dovesse cambiare"

LAVORI A RISCHIO - La situazione che si è venuta a creare rischia così di lasciare incompiuti lavori già iniziati e per i quali è già stata incassata parte del bonus. Il Fisco potrebbe chiedere indietro i fondi per lavori mai completati, a cui si aggiungerebbero sanzioni pecuniarie di vario tipo

COSA POTREBBE SUCCEDERE – Per risolvere quantomeno il problema della cessione dei crediti la prima occasione utile sarà la conversione del Dl Aiuti. I deputati di Alternativa propongono di ripristinare “la cedibilità totale dei crediti d'imposta per il Superbonus 110 e consente di utilizzare il credito in più annualità, garantendo in questo modo più spazio alle banche per l'acquisto di questi crediti"

Intanto il Consiglio nazionale degli architetti, in una nota, ha definito indispensabile "estendere la possibilità di acquisto dalle banche già in possesso di cessioni di credito". La misura, dicono gli architetti, consentirebbe "sicuramente lo sblocco dell'attuale situazione e metterebbe in condizione i tecnici liberi professionisti e le imprese di superare l'attuale difficile crisi"

Per aggirare il problema dello spazio fiscale esaurito, il MoVimento Cinque Stelle propone, per i crediti oggetto di acquisto successivamente al 1° gennaio 2022, la possibilità per banche e assicurazioni "di un ulteriore utilizzo" per sottoscrivere le emissioni di Btp con scadenza non inferiore a 5 anni