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Recovery Fund, corsa a ostacoli per rispettare i tempi

Economia

Simone Spina

Dopo la gara sulla fibra ottica andata deserta, cresce il timore sull’attuazione del piano alimentato dai fondi europei. Se l'Italia non rispetterà il fitto calendario d'impegni, si rischia di non ricevere i finanziamenti previsti 

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Gli occhi sono puntati sui bandi in scadenza e sulle gare più ricche del Recovery Fund. Per avere la montagna di soldi che ci ha promesso l’Europa per dare una spinta decisiva alla nostra economia, i progetti messi su carta vanno trasformati in cantieri e opere nei tempi stabiliti. Altrimenti, non avremo i finanziamenti che Bruxelles stacca a rate (191,5 miliardi in sei anni, ai quali si aggiungono i 30,6 miliardi di risorse nazionali).

Sin da quando il piano comunitario è stato pensato, la nostra puntualità è apparsa come una delle sfide più grandi e, adesso, coi primi campanelli d’allarme, questo timore è diventato concreto.

Prendiamo, per esempio, l’appalto per connettere con la fibra ottica 18 isole minori (fra cui le Eolie, Pontine e Tremiti). Doveva essere già partito e invece la gara è andata deserta, forse perché condita da troppe penali e richieste di garanzie.

Probabilmente ora si cercherà direttamente chi posi i necessari cavi sottomarini, con una procedura semplificata, ma tutto questo rischia di gettare un’ombra sulle nostre capacità.

L’opera in questione (internet veloce per case, scuole e ospedali) vale poco più di 60 milioni, una piccolissima parte di quanto destinato al Digitale (il capitolo più ricco del Recovery Fund), che solo per la banda ultra-larga ha una dote di 6,7 miliardi, i cui lavori devono essere assegnati entro questa primavera.

Ci riusciremo? La lunga tradizione di fondi europei non spesi (siamo tra gli ultimi nel Continente) non deve farci dormire sonni tranquilli.

Finora è andata bene, dopo i 24,9 miliardi ricevuti ad agosto sulla fiducia (era un prefinanziamento), si attende che l’Ue dia il via libera ad altri 24,1 miliardi in base a quanto fatto l’anno scorso.

Il governo ha assicurato che gli obiettivi del 2021 sono stati raggiunti, lo stesso dovrà accadere nei prossimi mesi per garantirci la tranche del 2022 che vale circa 40 miliardi.