Superbonus 110%, cos'è il visto di conformità e a cosa serve

Economia

Il nuovo decreto approvato in Cdm per contrastare le frodi sugli interventi edilizi ha previsto ulteriori adempimenti. Il documento dovrà essere prodotto dai soggetti autorizzati non solo ai fini dell'opzione per la cessione del credito o per lo sconto in fattura, ma anche “in caso di utilizzo della detrazione nella dichiarazione dei redditi"

Il decreto approvato in Cdm e pubblicato in Gazzetta ufficiale l’11 novembre 2021, che contiene “misure urgenti per il contrasto alle frodi nel settore delle agevolazioni fiscali ed economiche” ha previsto che per le detrazioni legate al Superbonus 110% è necessario ottenere il visto di conformità e l'asseverazione tecnica dei lavori eseguiti non solo ai fini dell'opzione per la cessione del credito o per lo sconto in fattura, ma anche “in caso di utilizzo della detrazione nella dichiarazione dei redditi”. Il contribuente non è invece tenuto a richiedere il visto di conformità in caso di dichiarazione presentata direttamente all’Agenzia delle Entrate o tramite il sostituto d’imposta.

Cosa è il visto di conformità

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Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è disponibile una guida. nella quale si legge che "il visto di conformità, conosciuto anche come ‘visto leggero’, introdotto nel nostro sistema tributario dal decreto legislativo n. 241 del 9 luglio 1997, costituisce uno dei livelli dell’attività di controllo sulla corretta applicazione delle norme tributarie, attribuito dal legislatore a soggetti estranei all’amministrazione finanziaria”. Si spiega ancora che “il soggetto autorizzato al rilascio del visto è tenuto a predisporre la dichiarazione fiscale, attestare di aver eseguito i necessari controlli mediante sottoscrizione della stessa e a trasmetterla all’Agenzia delle Entrate”.

A cosa serve il visto di conformità

Secondo l’Agenzia delle Entrate "attraverso l’apposizione del visto di conformità sulle dichiarazioni fiscali il legislatore ha inteso: garantire ai contribuenti assistiti il corretto adempimento di alcuni obblighi tributari; agevolare l'amministrazione finanziaria nella selezione delle posizioni da controllare e nell'esecuzione dei controlli di propria competenza; contrastare il fenomeno legato alle compensazioni di crediti inesistenti; semplificare le procedure legate alla richiesta dei rimborsi Iva; contrastare indebite cessioni di credito d’imposta o sconti in fattura non dovuti riguardanti interventi di recupero del patrimonio edilizio, di efficienza energetica, di rischio sismico, di realizzazione di impianti fotovoltaici, di colonnine di ricarica e di abbattimento delle barriere architettoniche".

Il contrasto alle frodi su Superbonus e altri bonus edilizi

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Il contrasto a indebite cessioni di credito o sconti in fattura è proprio tra gli obiettivi del nuovo decreto del governo sulle agevolazioni fiscali, dopo che la stessa Agenzia delle Entrate ha rilevato crediti inesistenti sui bonus casa per ben 800 milioni di euro. Da qui è arrivata la stretta che riguarda  il Superbonus 110% e altre agevolazioni in tema edilizio ed energetico. Nel visto di conformità infatti deve essere certificata la congruenza tra quanto utilizzato per gli interventi e quanto previsto dalla normativa sui vari bonus. Per quanto riguarda la congruità dei prezzi oltre ai parametri stabiliti dal decreto del Mise del 6 agosto 2020, bisognerà tener conto anche di un prezziario con i valori massimi stabiliti. Il documento sarà contenuto in un decreto del ministero della Transizione ecologica da approvare entro 30 giorni dall’11 novembre 2021, giorno della pubblicazione in Gazzetta ufficiale del provvedimento antifrodi del governo.

Chi può rilasciare il visto di conformità

Tra i soggetti autorizzati a rilasciare il visto di conformità figurano: professionisti iscritti nell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili; professionisti iscritti nell’albo dei consulenti del lavoro; soggetti iscritti, alla data del 30 settembre 1993, nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per la sub categoria tributi, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria; responsabili dell’assistenza fiscale (RAF) dei Centri di Assistenza Fiscale (CAF).

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