L'impatto della crescita dell'inflazione sui risparmi degli italiani

Economia

L'aumento costante dei prezzi rischia di toccare direttamente il nostro portafoglio. Per questo può essere utile sapere come proteggersi. Il consiglio di Carlo De Luca, di Gamma Capital Markets, intervenuto a Sky TG24 Business . IL VIDEO

Stando agli ultimi dati Istat, l'inflazione in Italia è aumentata dello 0,7% su base mensile e del 3% su base annua, segnando un +2,5% rispetto a settembre, nonché un record dal 2012. Un’alta inflazione, oltre a colpire i consumatori, può mettere a rischio anche i risparmi. Se infatti i prezzi aumentano rapidamente i soldi su un conto corrente, che non garantisce alcun rendimento, si svaluteranno della percentuale d’inflazione. Anche le obbligazioni, come i titoli di Stato, possono essere a rischio, visto i rendimenti mediamente bassi e spesso fissi nel tempo. Per questo Carlo De Luca, di Gamma Capital Markets, intervenuto a Sky TG24 Business avverte: "Bisogna essere molto cauti e mantenere una quota di azioni nel proprio portafoglio. Se l'inflazione dovesse essere più duratura, le azioni tenderebbero a preservarne il costo". Le azioni infatti, sebbene più rischiose, potrebbero compensare la perdita di valore reale dei risparmi.

 

Dietro quel +3% rilevato dall'Istituto nazionale di statistica, però, si potrebbero trovare anche lati positivi. "In linea di massima - prosegue - il fatto che l'inflazione sia un po' più alta dei tassi d'interesse, per un periodo temporaneo, è un dato positivo perché il rapporto deficit/Pil, uno dei parametri che misura quanto un Paese è virtuoso, migliora. Se aumenta il Prodotto interno lordo, questo rapporto si riduce".

Inflazione da record in Italia

Sempre che l'inflazione sia davvero temporanea. Per Christine Lagarde lo è, tanto che ieri, in audizione al Parlamento europeo, ha spiegato come il "calo dell'inflazione richiederà più tempo del previsto" ma che, nel medio periodo, continua a prevederla al di sotto del target del 2%. La Presidentessa della Banca centrale europea (Bce) non ha dubbi: i tassi di interesse non sono destinati ad aumentare nel 2022 e i prezzi dell'energia inizieranno a scendere nella prima metà del prossimo anno. Dall'altra parte dell'oceano, la stessa Janet Yellen, segretaria al Tesoro statunitense, aveva dichiarato come "la pandemia ha causato l'alta inflazione. Se vogliamo ridurla penso che combattere il contagio sia l'arma più efficace".

 

Temporanea, sì, ma quanto? Per De Luca, "magari 6 mesi perché il blocco della catena degli approvvigionamenti sicuramente ha pesato, ma un analista, proprio pochi giorni fa, ha detto che non parliamo né di stagflazione, né di reflazione, né di deflazione, bensì di una "frustata d'inflazione" dovuta alla ripresa dell'economia dopo il lockdown: è una macchina che si è spenta all'improvviso e che adesso va riaccesa con dei colli di bottiglia dovuti ai chip, ai container, all'aumento dell'energia".

 

Il punto, per l'esperto, è questo: "Abbiamo un'inflazione che aumenta perché c'è un blocco dell'offerta e non c'è una grande domanda nei consumi. Non è sostenibile che continui per chissà quanto tempo: l'offerta prima o poi arriverà a capacità produttive uguali a quelle di prima". D'altronde, "non può perdurare all'infinito. Uno, perché l'offerta poi si allinea di nuovo; due, perché in ogni caso i consumi tendono poi a riallinearsi con essa".

 

Nella puntata di Sky TG24 Business del 16 novembre, spazio anche alle politiche necessarie a ridurre il gender gap con Marina Calderone, presidentessa del Consiglio Nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro.

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