Taglio tasse, rebus da otto miliardi

Economia

Simone Spina

Questa è la cifra a disposizione con la manovra per ridurre il peso del Fisco, ma ancora non è stato deciso come e chi avrà benefici. Il governo ha rinviato al Parlamento la scelta di come dividere la torta. Uno degli obiettivi è agevolare i lavoratori del ceto medio ma sul tavolo ci sono anche sgravi alle imprese

I soldi ci sono ma non si sa bene chi ne trarrà vantaggio. Parliamo del taglio delle tasse: con la prossima manovra vengono stanziati sei miliardi, che vanno ad aggiungersi ai due già accantonati in passato. In totale, quindi, si potrà dare una sforbiciata da otto miliardi ma il governo ha rinviato la decisione sull’utilizzo di queste risorse al Parlamento, dove nelle prossime settimane sarà discussa la legge di Bilancio.

Si preannuncia, dunque, battaglia tra i partiti di maggioranza e i sindacati sono in allerta, temendo che i maggiori benefici saranno per le imprese.

Uno degli obiettivi principali è quello di alleggerire il carico fiscale sul ceto medio e la formula per realizzarlo potrebbe passare per uno sgravio per chi guadagna fra 28mila e 55mila euro lordi l’anno con un ritocco dell’imposta sui redditi (verrebbe abbassata l’aliquota Irpef del 38 per cento).

Una mossa del genere riguarderebbe circa 7 milioni fra lavoratori (soprattutto dipendenti) e pensionati, con un risparmio difficile da stimare ma che per la maggior parte degli interessati non dovrebbe essere superiore a qualche decina di euro al mese. Si avrebbe dunque una busta paga un po’ più ricca.

Sul tavolo c’è anche la riduzione di alcuni contributi versati dalle imprese per i loro impiegati, come quelli per gli assegni familiari. Misure del genere dovranno tener conto dell’entrata a regime da gennaio dell’assegno universale per i figli, che varrà anche per gli autonomi.

Le aziende, intanto, continuano a premere per cancellare l’Irap, il contestato tributo calcolato sul fatturato, ma finora il governo ha parlato di un suo graduale superamento che potrebbe passare per un accorpamento con altri balzelli.

Quasi certo, invece, il rinvio dell’entrata in vigore della tassa sulla plastica e di quella sulle bevande zuccherate, oltre alla discesa (dal 22 al 10 per cento) dell’Iva sugli assorbenti.

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