Reddito Cittadinanza, correttivi per incentivare il lavoro

Economia

Simone Spina

La misura contro la povertà potrebbe essere riformata in modo da favorire l’avviamento dei beneficiari all’occupazione. Finora sono stati pochi a trovare un posto. In questo modo, si ridurrebbero anche i costi, che quest’anno sfioreranno i nove miliardi, complice la crisi causata dalla pandemia

La vera battaglia sul reddito di cittadinanza non è tanto sui 200 milioni in più stanziati per quest’anno, che porteranno, a causa della crisi pandemica, il conto a livelli superiori al passato (quasi 9 miliardi), quanto su quelli che serviranno in futuro.

Mentre si delinea la manovra per il 2022, ciascuno partito tira la coperta dalla sua parte e la misura-bandiera dei Cinque Stelle, osteggiata dal centrodestra, sembra destinata a subire una serie di cambiamenti (come invocato da quasi tutti) per correggere le storture e diminuirne i costi.  

L’aiuto contro la povertà – in media 546 euro al mese a famiglia - finora non ha funzionato nella parte di avviamento al lavoro: pochi hanno trovato un’occupazione. Solo un terzo dei beneficiari è ritenuto in grado di poter lavorare (la maggior parte non può per motivi di salute o altre gravi condizioni) e, di questi, appena uno su cinque ha avuto un contratto per più di tre mesi.

Migliorare questo aspetto permetterebbe di spendere nel tempo meno denari per finanziare il sostegno: più persone con un posto vorrebbe dire meno assistiti. Ecco perché allo studio del governo ci sarebbe una stretta, non solo con più controlli per evitare abusi, ma anche con tagli al sussidio per chi non seguirà i corsi di formazione o per chi rifiuterà anche una sola offerta di lavoro (ora se ne possono respingere fino a due).

Contemporaneamente bisognerà potenziare le politiche attive, cioè tutti quei servizi (centri per l’impiego e navigator) affinché chi riceve il reddito di cittadinanza impari un mestiere o ne trovi uno adatto alle sue capacità. Un’impresa non certo semplice per la quale servono molti quattrini.

L'operazione potrebbe essere finanziata con una parte dei 4,4 miliardi del Recovery Fund destinati agli incentivi all’occupazione, nell'ambito del vasto piano pluriennale che riguarderà anche cassintegrati e chi ha perso il posto.

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