Tassa minima per le multinazionali, l'Irlanda si unisce all'accordo internazionale del 15%

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Il governo irlandese abbandona così la politica di tasse ridotte. L'Europa si congratula per il passo importante compiuto verso un sistema fiscale globale più equo. In serata, anche l'Estonia comunica di aver preso la stessa decisione

Il governo irlandese ha deciso di aderire all’accordo globale sulla tassazione minima delle multinazionali. Lo ha comunicato Paschal Donohoe, ministro delle Finanze d’Irlanda, in una conferenza stampa: “È la giusta decisione”. L'Irlanda abbandona così la politica economica di tasse ridotte introdotta nel 2003.

L'accordo internazionale

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Lo scorso luglio, il G20 riunito a Venezia aveva sostenuto l’intesa di massima raggiunta all’Ocse per una ‘minimum tax’ del 15% sulle multinazionali. In quei giorni, però, Irlanda, Ungheria ed Estonia avevano rifiutato di firmare l’accordo. "Il governo ha approvato ora la mia raccomandazione perché l'Irlanda si unisca al consenso internazionale”, ha dichiarato Donohoe. In questo modo, Dublino aumenterà la sua imposta sulle società finora fermo al 12,5% abbandonando la politica di tasse ridotte del 2003. Un sistema fiscale che aveva attratto negli anni numerose multinazionali, soprattutto del settore tecnologico, e creato tensioni con i partner comunitari. In serata, anche l’Estonia ha comunicato la propria adesione: "Ci uniamo all'accordo sulla global tax", ha detto la premier Kaja Kallas, "non cambierà nulla per la maggior parte degli operatori economici dell'Estonia, e riguarderà solo le filiali dei grandi gruppi multinazionali".

"Una tappa essenziale"

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Il commissario Ue per gli Affari economici, Paolo Gentiloni plaude su Twitter al passo compiuto dall’Irlanda: “È un passo importante ed estremamente positivo per gli sforzi collettivi dell’Europa al fine di costruire un sistema fiscale globale più equo e stabile”. Anche il segretario di Stato francese agli Affari europei, Clement Beaune, affida a un tweet il suo commento alla decisione irlandese: “L'Irlanda fa una scelta europea, coraggiosa, una tappa essenziale verso una maggiore giustizia fiscale internazionale".

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