Decontribuzione Sud, le istruzioni Inps aggiornate: chi può usufruirne e come funziona
L'agevolazione fiscale ha l’obiettivo di salvaguardare l'occupazione nelle aree più svantaggiate dell’Italia: riconosce ai datori di lavoro privati, la cui sede di lavoro sia situata in Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Abruzzo, Basilicata o Calabria, un esonero parziale - pari al 30% - dei contributi previdenziali ed assistenziali dovuti ai dipendenti. Da aprile possono usufruirne solo i lavoratori che effettivamente sono in servizio nelle regioni citate
La Decontribuzione Sud è un'agevolazione fiscale che ha l’obiettivo di salvaguardare l'occupazione nelle aree più svantaggiate dell’Italia
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La Decontribuzione Sud, come si legge sul sito dell’Inps, “riconosce ai datori di lavoro privati, la cui sede di lavoro sia situata in regioni svantaggiate, un esonero del versamento dei contributi pari al 30% dei complessivi contributi previdenziali da essi dovuti, con esclusione dei premi e dei contributi spettanti all’Inail”
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Nelle istruzioni aggiornate, l’Istituto chiarisce anche che “lo sgravio viene accordato ai lavoratori somministrati impiegati in una azienda con sede nelle regioni agevolate del Sud anche se l'agenzia di somministrazione ha sede in altra regione”
Le istruzioni dell'Inps
Può essere richiesto il recupero retroattivo dal primo ottobre 2020. Per il conguaglio c’è tempo fino al 31 dicembre 2021

Dal mese di aprile, aggiunge l’Inps, “la fruizione della Decontribuzione Sud sarà considerata legittima solo quando il lavoratore presti effettivamente la propria prestazione in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia”

Lo sgravio contributivo, quindi, non è più concesso se il lavoratore dipendente di un’agenzia di somministrazione con sede legale o operativa nel Mezzogiorno svolge la prestazione lavorativa presso un utilizzatore che sta in regioni che non rientrano nell’agevolazione

Se, seguendo le precedenti istruzioni, nei mesi scorsi “il periodo sia stato agevolato per agenzie di lavoro collocate nelle regioni del Sud ma per lavoratori impiegati in utilizzatori con sede al Nord, non è richiesta la restituzione dello sconto fruito. Questo vale per i conguagli effettuati fino alla data del 31 marzo 2021”, precisa l’Istituto

Nelle regioni del Sud, quindi, si potrà godere di sgravi fiscali pari al 30% sul totale dei contributi previdenziali che si è tenuti a versare. L'agevolazione riguarda i rapporti di lavoro subordinato, ad eccezione del settore agricolo e dei contratti di lavoro domestico

La misura è stata introdotta dal Decreto Agosto, con uno sgravio del 30% per il periodo che va dal primo ottobre al 31 dicembre 2020

La Legge di Bilancio 2021 ha esteso l’esonero contributivo fino al 31 dicembre 2029

In base alla nuova normativa, la proroga prevede una diminuzione nel tempo del beneficio: resta invariato fino al 2025 e passa dal 30% al 20% e poi al 10% tra il 2026 e il 2029
L’Inps ricorda che la Decontribuzione Sud è soggetta alla normativa sugli aiuti di Stato definita dal quadro temporaneo per l'emergenza Covid-19

La Commissione europea considera aiuti di Stato compatibili con il mercato interno quelli che rispettino, tra gli altri, i seguenti requisiti: i versamenti, i bonus o gli sgravi fiscali devono essere di importo non superiore a 1.800.000 euro (per impresa e al lordo di qualsiasi imposta o altro onere) e non superiore a 270mila euro per impresa operante nel settore della pesca e dell’acquacoltura;

I contributi devono essere concessi a imprese che non fossero già in difficoltà al 31 dicembre 2019;

In deroga al punto precedente, i contributi possono essere concessi a microimprese o piccole imprese che risultavano già in difficoltà al 31 dicembre 2019, purché non siano soggette a procedure concorsuali per insolvenza ai sensi del diritto nazionale e non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o aiuti per la ristrutturazione;
Infine, devono essere concessi entro il 31 dicembre 2021