Covid, Tridico a Sky Tg24: "Il debito dell’Inps è debito dello Stato, ma nessun allarme”

Economia

Il presidente dell’istituto previdenziale sull’emergenza Covid: "Ovvio che abbiamo accumulato deficit per pagare bonus e cassa integrazione e senza contributi pagati, ma lo Stato si indebita in modo sostenibile". E sulle pensioni: "Quota 100 si esaurisce nel 2021, l’idea è di avanzare delle uscite anticipate dal 2022 per i lavori gravosi e usuranti"

"Il debito dell’Istituto, così come anche il fatturato, fa parte del bilancio dello Stato" e durante questi mesi "è ovvio che l’Istituto ha accumulato un deficit, ma non lo ha deciso l’istituto che le aziende non avrebbero dovuto pagare i contributi ma al contrario l’Istituto doveva pagare bonus e cassa integrazione, lo ha deciso lo Stato. Lo Stato ha deciso di fare debito ma non c'è di che allarmarsi". Così a Sky TG24 Economia il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico sintetizza il momento dell'istituto previdenziale alle prese, sul versante economico, con l'emergenza coronavirus (AGGIORNAMENTI SPECIALE). "In questo momento - spiega Tridico - lo Stato si indebita in modo molto sostenibile e, in un quadro normativo ed europeo controllato e coordinato, le possibilità di finanziamento dello Stato sono molto molto agevoli".

"Solo 3mila prestazioni di Cig marzo non pagate, forse non pagabili"

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A proposito delle Cig Covid, Tridico ha fatto sapere che delle domande di marzo “rimangono fuori solo 3.000 persone che hanno posizioni difficili, sulle quali l'Istituto si sta concentrando con una apposita task force. Si tratta di posizioni che hanno codice fiscale, iban oppure settimane della Cig inserite in modo sbagliato. Questo numero era di 25mila posizioni, oggi solo 3.000, lo 0,3%. Al contempo 14,5 milioni di prestazioni sono state pagate. Può darsi che queste 3.000 probabilmente non siano pagabili, altrimenti l’istituto le avrebbe pagate”.

"Prevedere uscite anticipate per lavori gravosi e usuranti"

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Sul fronte pensioni, Tridico ha spiegato (VIDEO): "Quota 100 è una misura sperimentale che per definizione si esaurisce nel 2021. Ci sono tavoli tecnici a cui l’Istituto partecipa con il governo e il ministero del Lavoro, il Mef e i sindacati a volte, in cui si prospetta una uscita più morbida. L'idea è di avanzare, per i lavoratori gravosi e usuranti, delle possibilità di uscite anticipate dal 2022".

"Pensione di garanzia per i giovani"

Secondo il presidente dell'Inps "è questo il sentiero su cui bisognerebbe muoversi, insieme a quello di inserire una pensione di garanzia. Nel sistema contributivo puro molti giovani lavoratori rischiano di non raggiungere pensioni al di sopra della soglia di povertà”. Per Tridico “bisogna intervenire durante la vita lavorativa del giovane riempiendo i buchi anche, ad esempio, attraverso la copertura di contributi figurativi gli anni dedicati all’istruzione, alla laurea, più generosi sul modello tedesco”.

"In Calabria serve subito un commissario"

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Tridico ha commentato anche il caso sanità in Calabria: "È una faccenda veramente brutta, perché è brutta la malagestione della sanità in Calabria negli scorsi anni. È una brutta pagina della Calabria e anche del Paese. Ma il problema è nella malagestione degli anni precedenti. Penso che la Calabria abbia bisogno al più presto di un commissario".

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