Covid, Confesercenti: "Con nuove misure si arriverà alla chiusura di 110mila attività"

Economia
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L’associazione di categoria ipotizza che le nuove disposizioni per il contenimento della pandemia provocheranno un’ulteriore riduzione di circa 5,8 miliardi di euro di consumi delle famiglie con danni significativi per numerose altre imprese. Il messaggio di Mattarella: "Serve uno sforzo straordinario in termini di investimenti e formazione"

Con le ultime disposizioni per il contenimento del Covid-19 si potrebbe arrivare alla chiusura di altre 20mila attività, portando da 90 a 110mila le cessazioni di impresa previste quest'anno. A riferirlo è la Confesercenti che ipotizza, in seguito al nuovo dpcm, un’ulteriore riduzione di circa 5,8 miliardi di euro di consumi delle famiglie. Secondo l’associazione di categoria, se le chiusure dovessero essere imposte anche per la prima settimana di novembre, la riduzione complessiva della spesa delle famiglie per il 2020 potrebbe raggiungere i 95,8 miliardi di euro anche con il ritorno alla normalità in occasione delle festività natalizie. Di questi temi ha parlato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un messaggio al presidente della Confederazione nazionale dell'artigianato e della Piccola e media impresa Daniele Vaccarino. "Uno sforzo straordinario in termini di investimenti e formazione deve guidare le trasformazioni necessarie, aiutando le imprese a riprogettare filiere e modalità produttive", ha detto il capo dello Stato (GLI AGGIORNAMENTI LIVE - LO SPECIALE).

"Evitare un lockdown totale e aiutare le imprese"

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In base a quanto riferito da Confesercenti, nel caso si dovesse tornare a due ulteriori mesi di lockdown, si verificherebbe una caduta immediata della spesa di 40 miliardi. "L'aver evitato il lockdown totale è un fatto positivo, ma le restrizioni imposte potrebbero comunque avere ripercussioni drammatiche sulle imprese, in particolare nei comparti colpiti in maniera diretta dalle nuove limitazioni", afferma Patrizia De Luise, presidente nazionale di Confesercenti. "Chiediamo non solo che si predispongano sostegni adeguati, ma che stavolta siano davvero immediati: alcune misure già annunciate da tempo - come i contributi per le imprese dei centri storici, o quelli per le attività di ristorazione e dei settori ricreativi e dell'intrattenimento - sono ancora bloccate dalla mancanza di decreti attuativi. Bisogna cambiare passo".

"Serve normativa sugli affitti: in molti non ce la fanno"

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Il presidente nazionale di Confesercenti, inoltre, afferma come sia "inaccettabile che i provvedimenti di restrizione alle attività delle imprese non siano contestualmente accompagnate da ristori congrui e subito disponibili alle imprese, dal primo minuto". "Servono soluzioni per agevolare l'accesso al credito e per fronteggiare i costi fissi",  sostiene ancora Patrizia De Luise, che ricorda la necessità di "una nuova normativa d'emergenza sugli affitti: secondo le nostre stime, ci sono almeno 70mila attività, in Italia, che non ce la fanno più a pagare il canone. Dobbiamo aiutarle, introducendo agevolazioni per i proprietari che riducono o sospendono l'affitto. Rimane, inoltre, assolutamente necessario bloccare le procedure di fallimento".

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